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Ad oggi soltanto 40 Paesi su attesi hanno confermato la loro presenza. Il vice ministro francese per i Diritti umani Rama Yade. Non avendo la possibilità di ricorrere in Italia, l'uomo si è rivolto alla Corte di Strasburgo: In base agli articoli 1 e 10 del Regio decreto n.

Ricevendo dalla casa Bianca un altro no. Ovviamente con motivazioni molto diverse. I memo descrivono queste tecniche in modo diffuso e dettagliato in totale 80 pagine. Gli altri tre memo sono tutti del , quando già erano scoppiati scandali tipo Abu Grahib e sui giornali americani iniziavano ad uscire con cautela alcuni documenti riservati di Cia e Pentagono sugli interrogatori.

Basandoci sulle assicurazioni della Cia riteniamo che questi interrogatori non hanno luogo in nessuna di queste aree. Colta di sorpresa dal colpo di scena di Raul, la Casa Bianca ha affidato una pronta e positiva risposta al Segretario di Stato.

A Port of Spain Obama non incontrerà Chavez, ma altri leader latino-americani si faranno carico di portare sul tavolo il dossier su Cuba. Fuoco incrociato su Barack Obama dopo la pubblicazione dei memorandum sulle torture permesse alla Cia di George W.

Di tono opposto ma egualmente accese sono state le polemiche da destra: Presi nel loro insieme i quattro memorandum gettano luce non solo sui metodi della Cia ma sugli sforzi del Dipartimento della Giustizia di giustificarli alla luce del diritto nazionale e internazionale.

Passaggi sulla nudità forzata, le docce gelate e le percosse si alternano con discettazioni giuridiche sulla Convenzione Internazionale contro la Tortura. Lo stesso capo della Cia della nuova amministrazione, Leon Panetta, aveva sostenuto che, rivelando queste informazioni, si sarebbe creato un precedente per future pubblicazioni di metodi di raccolta dell'intelligence. Le pratiche della vergogna rese pubbliche.

Ma al prezzo di una impunità per chi le aveva praticate su ordine superiore. È la doppia scelta di Barack Obama. Insetti Tra le dieci tecniche di interrogatorio svelate dai memorandum uno prevedeva che il prigioniero venisse chiuso in una scatola in cui poi sarebbero stati immessi insetti.

La sensazione dell'annegamento cessa immediatamente quando viene rimosso il panno. Conferenza Onu sul razzismo il governo italiano verso un altro no U. A soli tre giorni dall'apertura a Ginevra della conferenza Onu sul razzismo, il titolare della Farnesina Franco Frattini sembra non avere dubbi: Ma, anche se il tempo stringe, lascia ancora una porta aperta: E in serata da Ginevra viene inviata all'esame delle diverse cancellerie, non solo europee, una ulteriore versione della bozza di dichiarazione finale della Conferenza.

Modifica che in serata è arrivata anche se bisognerà vedere se passerà il vaglio dei Paesi che hanno annunciato la loro non partecipazione ai lavori di Ginevra.

La bozza di dichiarazione finale non è antisemita e segna l'isolamento di Paesi come l'Iran nelle richieste più estremiste, sottolineano da Ginevra le organizzazioni di difesa dei diritti umani Human Rights Watch Hrw e Federazione internazionale della Lega dei diritti umani Fidh , esortando i Paesi a partecipare alla Conferenza. Il documento - secondo Hrw e Fidh non critica più gli stereotipi negativi delle religioni, ma gli stereotipi negativi di individui fondati sulla loro religione.

È scontro aperto sulla Conferenza Onu. A Ginevra il comitato preparatorio licenzia una bozza di documento finale. A Roma, il titolare della Farnesina si mostra scettico. Usa e Israele si chiamano fuori. Bush sugli uomini di al Qaida. Ma sui diritti umani , su un altro versante, quello con Cuba, si aprono spiragli di dialogo. Intanto negli Usa A sparare a zero su Obama per l'immunità agli agenti della Cia sono state le organizzazioni per i diritti umani: Molte le obiezioni dei due esponenti dell'amministrazione Bush: In tutto i memorandum rivelano 14 tecniche di interrogatorio su cui l'amministrazione Bush aveva dato luce verde: I quattro memorandum gettano luce non solo sui metodi della Cia ma sugli sforzi del Dipartimento della Giustizia di giustificarli.

I documenti sono stati resi pubblici con pochissime censure, segno che Obama ha preso le distanze dalle richieste della Cia di mantenere segreti i dettagli degli interrogatori.

Lo stesso capo della Cia della nuova amministrazione, Leon Panetta, aveva sostenuto che, rivelando queste informazioni, si sarebbe creato un precedente sui metodi dell'intelligence. Due sicari armati hanno crivellato di colpi l'auto di Sondhi ferma a un distributore, ferendo gravemente anche il suo autista e la sua guardia del corpo.

Le dichiarazioni sono state salutate con soddisfazione dal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton che, dopo aver ribadito proprio ieri di attendere segnali da L'Avana, ha risposto: Le novità nel rapporto Usa-Cuba segnano l'apertura del quinto Vertice delle Americhe, avviato ieri a Trinidad e Tobago e in programma fino a domenica, È l'esordio del presidente Usa Barack Obama nel sud del Continente. Sono quattro memorandum, pari ad appena dodici pagine.

Certificano le tecniche di interrogatorio approvate dall'Amministrazione Bush nel periodo Ieri scadeva il termine fissato da un giudice in relazione a una causa intentata dall'Unione americana delle libertà civile.

La Casa Bianca doveva decidere se consegnare i documenti o continuare a invocare il segreto di Stato. Il Dipartimento della Giustizia era favorevole alla pubblicazione; la Cia, sebbene guidata dal clintoniano e neo obamiano Leo Panetta contrarissima, ufficialmente nel timore che, costituendo un precedente, venissero poste le premesse per svelare altre operazioni segrete col rischio di compromettere agenti e strutture riservate.

L'ultima parola spettava al presidente. E Barack ha deciso di far sapere la verità al popolo, in sintonia con i valori più autentici della Costituzione americana e che il suo predecessore aveva in parte eluso per una causa che, all'indomani dell'11 settembre riteneva prioritaria: Obama è stato coerente con le posizioni da lui sostenute in passato.

Onore al merito, ma solo a metà; perché contemporaneamente ha assolto i peccatori. Nessuno degli agenti che ha torturato, nessuno degli alti funzionari che hanno preparato i memorandum verrà processato. E questo nonostante il presidente della Commissione giustizia del Senato, il democratico Patrick J. Lehay, abbia subito invocato un'inchiesta indipendente sull'Amministrazione Bush, garantendo l'immunità ai funzionari collaborativi.

Insomma, una grande operazione-verità che avrebbe permesso di individuare i responsabili di grado più elevato, come i ministri e probabilmente lo stesso Bush.

Obama non ha osato tanto. La frase è confezionata bene, ma non è del tutto sincera. In realtà Obama ha dovuto piegarsi alle pressioni delle lobby, come già accaduto con le banche e l'industria delle armi; ora ha ceduto a un altro establishment, molto influente, quello legato alla Sicurezza nazionale. D'altronde nella storia recente, nessun presidente americano ha indagato su un predecessore per quanti errori possa aver commesso.

In quelle cartelle vengono elencate quattordici forme di tortura, tra cui detenuti sbattuti violentemente con la testa contro i muri o investiti a lungo da getti di acqua ghiacciata e costretti a rimanere nudi in mezzo agli altri, denutriti. Già, perché il rancio, nelle prigioni segrete all'estero, era di meno di mille chilocalorie al giorno. Senza assistenza medica, né legale e sovente, perlomeno a Guantanamo, senza colpe. La maggior parte dei detenuti è risultata innocente.

Lo ha fatto da Cumana, cittadina costiera del Venezuela, il Paese dell'amico Chavez, che si trova a poche decine di miglia da Trinidad e dove si è recato in concomitanza del vertice proprio per fare sentire il fiato sul collo ai capi di Stato latino-americani.

Da Santo Domingo anche per lei tappa di avvicinamento al vertice Hillary Clinton ha "accolto positivamente" le parole del "sub lider maximo" ricodando come "il dialogo sia strumento per la pace, la prosperità e il progresso. Abbiamo visto i commenti del presidente Raul Castro e salutiamo le sue dichiarazioni e l'apertura che rappresentano. Stiamo studiando molto seriamente quella che sarà la nostra risposta".

Sarà, almeno inizialmente, un dialogo di piccoli passi, ma il fatto stesso che Raul Castro abbia nominato i "prigionieri politici" Cuba non ha mai ammesso di averne è un segnale più che incoraggiante. Al centro del dialogo resta aperta la questione decisiva per i cubani, quella dell'embargo. Hillary Clinton ha ripetuto ieri - come aveva fatto anche Obama - le parole pronunciate ad inizio anno dal senatore repubblicano Richard Lugar "Dopo cinquanta anni possiamo dire che l'embargo è stato un fallimento" e ha detto che "continuiamo a cercare strade più produttive da seguire perché per il presidente Obama, per me e per la nostra amministrazione l'attuale politica su Cuba è fallimentare".

Con Cuba gli Stati Uniti puntano a ''un nuovo inizio'': Nell'auspicare un contatto diretto con L'Avana, Obama ha rinnovato l'invito al governo di Castro a compiere dei ''passi'' in avanti, ribadendo la disponibilita' della Casa Bianca ad impegnarsi con il governo cubano ''su una serie di questioni''.

Nel riconoscere quello che ha definito ''gli storici sospetti'' sull'interventismo di Washington nell'America Latina, Obama ha d'altra parte chiesto ai leader latinoamericani presenti - dal brasiliano Lula, al messicano Felipe Calderon e il venezuelano Hugo Chavez - di non incolpare gli Usa ''per ogni problema sorto nell'emisfero''. Non sono solo gli Stati Uniti ''a dover cambiare, tutti noi abbiamo delle responsabilita' rispetto al futuro'' - ha osservato Obama, offrendo nel contempo alla regione latino-americana ''un dialogo fondato sul rispetto reciproco di valori condivisi'' in cui non ci siano ''partner di prima o di seconda categoria''.

Ma il tema chiave del discorso di Obama, e dell'intero 'summit' americano, e' proprio il nodo Cuba, anche perche' da piu' parti nelle ultime ore e' stata chiesta la fine dell'embargo commerciale Usa, tema che con ogni probabilita' sara' al centro degli interventi e contatti di domani. Credo davvero che possiamo portare le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti in una nuova direzione''. Con questo intervento, Obama ha chiuso una lunga settimana in cui non sono mancate le novita' nei rapporti Washington-L'Avana.

Lunedi' la Casa Bianca ha annunciato la revoca di una serie di restrizioni con L'Avana sul fronte dei viaggi dei cubanoamericani e delle rimesse , mentre ieri in Messico lo stesso Obama aveva chiesto ''un gesto'' a Raul Castro, che poche ore dopo ha in effetti replicato: La palla e' quindi ripassata nel campo degli Usa.

E in effetti, poco dopo, il segretario di Stato Hillary Clinton ha elogiato i segnali di ''apertura'' provenienti dall'isola comunista, sottolineando che le politiche precedenti della Casa Bianca con L'Avana ''sono fallite''.

Poco prima del suo intervento Obama ha salutato con una stretta di mano Chavez, che gli si e' rivolto sottolineando: Nel suo intervento Obama ha poi scherzato con un altro avversario di Washington, il capo dello stato nicaraguense Daniel Ortega, che aveva parlato poco prima di lui: Il Vertice delle Americhe a trinidad e tobago Obama: Obama ha avuto parole distensive nei confronti del regime nemico storico degli Stati Uniti e ha scambiato una vigorosa stretta di mano, con tanto di sorrisi, con un altro leader che ha sovente attaccato il governo e le politiche di Washington: Ma il tema chiave del discorso di Obama, e dell'intero 'summit' americano, è proprio il nodo Cuba, anche perchè da più parti nelle ultime ore è stata chiesta la fine dell'embargo commerciale Usa, tema che con ogni probabilità sarà al centro degli interventi e contatti di questi giorni.

Tabelle, tempi, dosi di dolore, misure, forza da impiegare. Quei sistemi sono stati concepiti dopo un attacco terroristico senza precedenti. Roxana Saberi, 31 anni, si era trasferita in Iran sei anni fa e da allora coll abora come freelance con la BBC e la Public National Radio statunitense, nonché alcune emittenti televisive. La notizia della condanna non è stata ancora confermata da fonti giudiziarie della Repubblica Islamica, ma comunicata in via confidenziale ai genitori della collega che si trovano da due settimane in Iran per assistere al processo della figlia.

Roxana è stata fermata durante una ronda della polizia e, a quanto pa re trovata in possesso di una bottiglia di bevanda alcolica. Hanno passato mesi in carcere anche la ricercatrice statunitense Haleh Esfandiari, il professore universitario canadese Ramin Jahanbeglu, la collega americana Nazi Azima, o la regista francese Mehrnoush Solouki. I fratelli Arash e Kamyar Alaii, ambedue medici, scontano in carcere a Teheran, una pena complessiva di 9 anni, perché curavano i malati di Aids.

A parole diceva il legale, condannano le violazioni dei diritti umani nella Repubblica Islamica, poi premono su Ahmadinejad per un dialogo senza condizioni. Le 25 associazioni di volontariato aderenti alla manifestazione, organizzata dalla Consulta comunale della solidarietà, dall'assessorato ai Servizi sociali e dalla Pro loco, con il supporto del Centro servizi per il volontariato, presenteranno negli stand allestiti in piazza Santarosa le loro attività e i loro programmi.

Al termine testimonianze dal mondo del volontariato raccolte da Doriano Mandrile. Le associazioni aderenti sono: Di doppia nazionalità americana e iraniana, nata e cresciuta in Nord Dakota da papà emigrato dall'Iran e mamma giapponese, la giovane free lance, 31 anni e una corona da Miss del suo Stato vinta nel , stava completando un libro sulla vita e i costumi del Paese paterno quando è stata arrestata dalla polizia politica, pochi giorni dopo il giuramento di Obama presidente.

Da allora, sono filtrate solo vaghe notizie sui motivi della detenzione, mentre montava la protesta degli attivisti dei diritti umani che chiedevano il suo rilascio. Erano già tre anni che alla giornalista, arrivata in Iran sei anni fa, non era stato più rilasciato il tesserino ufficiale per l'attività di free lance, ma era subentrato un permesso di fatto, poiché la giovane donna operava alla luce del sole e non le era stata mai mossa alcuna contestazione.

Perché, secondo quanto comunicato da un giudice investigativo, ci sarebbero le prove che la donna ha raccolto e passato informazioni coperte dal segreto di stato ai servizi di Obama.

Ma è evidente che il caso è tutto politico e niente giudiziario. La settimana scorsa la sua diplomazia è andata oltre. Pur di riprendere i contatti diretti e intavolare discussioni sul futuro delle relazioni tra Washington e Teheran, funzionari del dipartimento di Stato della Clinton hanno fatto filtrare una disponibilità che Bush aveva sempre negato: Non è una concessione da poco: La mossa iraniana di gettare la chiave della cella in cui Roxana è rinchiusa da tre mesi, in questo contesto, è una sfida sfacciata al presidente Usa.

Forse l'Iran punta a qualche scambio di prigionieri. Certo, come sprezzo del nuovo clima di dialogo proposto dagli Usa non c'è male. I sequestri violenti in piena regola e i processi farsa con le incarcerazioni di giornalisti e intellettuali occidentali si sono susseguiti dopo l'instaurazione della Repubblica Islamica. Su tutti, ci sono stati i giorni dell'assedio dell'ambasciata americana durante la presidenza di Jimmy Carter.

In precedenza, ci fu nel il caso di Zahra Kazemi, fotografa canadese nata in Iran, accusata di spionaggio come Roxana. Ora che Guantanamo smobilita, gli attivisti dei diritti umani di buona volontà, e di buona fede, hanno una nuova causa.

Il fenomeno è dunque più che raddoppiato. L'analisi rileva un aumento sostanziale del fenomeno rispetto all'anno precedente. I casi di violenza casalinga ora cominciano a venire alla luce, anche se ancora non nella loro intera dimensione. Intervista Moises Naim "La mossa vincente? Vi saranno presto degli incontri diretti a livello di funzionari, poi di tipo più politico, forse vi sarà spazio per un ruolo del brasiliano Lula o dello spagnolo Zapatero e tutto finirà con una foto di Raul Castro alla Casa Bianca.

Che impatto avrà il dialogo fra Usa e Cuba su Chavez? Due anni fa al summit delle Americhe che si svolse in Argentina Chavez fu una vera star, ebbe facile gioco a fare leva sull'ostilità alle politiche di Bush per consolidare un proprio ruolo di leadership regionale, facendo leva su Kirchner.

Ma ora tutto è diverso. La stretta di mano fra Chavez e Obama cosa le suggerisce? Perché Chavez ha regalato a Obama il libro di Eduardo Galeano? Insomma, regalarlo a Obama è quasi una provocazione Che impressione si è fatto del summit di Trinidad e Tobago? Gli Usa avevano già boicottato la prima conferenza sul razzismo, a Durban in Sudafrica nel Per evitare questa decisione le feluche di Washington nelle ultime settimane avevano profuso energie per emendare il testo dalle pesanti critiche a Israele e al sionismo ma le resistenze opposte da diversi Paesi musulmani l'hanno impedito.

L'Amministrazione Obama voleva partecipare nell'ambito dei suoi sforzi per rilanciare il ruolo americano nelle organizzazioni internazionali, confermato dalla scelta di candidarsi al Consiglio per i Diritti Umani.

Ieri Teheran ha reso noto che Roxana è stata condannata a restare a Evin per 8 anni. Avrebbe usato la sua professione come copertura per trasmettere informazioni all'intelligence Usa. L'avvocato Abdolsamad Khorramshahi farà ricorso. In attesa del giudizio d'appello, le è stata negata la libertà su cauzione. E' la prima volta che una giornalista americana viene condannata per spionaggio in Iran. Dalla sua elezione, Obama ha dichiarato di voler scongelare i rapporti con Teheran, sospesi dopo la Rivoluzione Islamica nel e peggiorati per via delle ambizioni nucleari iraniane.

Il caso di Saberi complica le cose. Roxana ha due passaporti, americano e iraniano. La mamma Akiko, giapponese, e il papà Reza, iraniano, vivono a Fargo, in North Dakota, dov'è cresciuta, diventando reginetta di bellezza nel e poi reporter tv, sognando di fare la corrispondente dall'estero. E parlava il farsi. La Bbc inglese, la tv Fox e la radio Npr negli Usa l'hanno mandata in onda. E' rimasta a Teheran. Mandava ancora servizi a Npr secondo la radio, col permesso alle autorità.

Dal 31 gennaio non sono arrivate più telefonate né email a Fargo. Il 10 febbraio, una chiamata di minuti da un luogo ignoto: A marzo il ministero degli Esteri iraniano l'ha accusata di aver lavorato come giornalista senza autorizzazione. Reza e Akiko sono volati a Teheran, l'hanno vista una volta per 30 minuti, nel solo giorno della settimana concesso ai parenti: L'8 aprile le autorità hanno cambiato versione: Il viceprocuratore della Corte ha detto che la ragazza si è dichiarata colpevole, il padre che l'hanno convinta a confessare in cambio della libertà, ignorando le successive dichiarazioni di innocenza.

La condanna arriva in un momento delicatissimo. Alcuni esperti la leggono come un tentativo degli ultraconservatori in Iran di sabotare il dialogo con gli Usa: Altri osservano che Ahmadinejad si è recentemente mostrato più disponibile al dialogo. Negli ultimi anni ricercatori universitari con doppia nazionalità come Roxana sono stati incarcerati per mesi con l'accusa di spionaggio, ma poi liberati senza processo.

Domani rischia di finire sul patibolo un'altra ragazza iraniana, la pittrice Delara Darabi, 23 anni, rinchiusa da 6 anni in un carcere di Rasht, nel nord del Paese. Delara è stata condannata a morte per l'omicidio di una cugina. Inizialmente si era detta colpevole, ritrattando in seguito. Il suo avvocato, Khorramshahi, lo stesso di Roxana Saberi, dichiara che le prove la scagionano ma i tribunali hanno rifiutato di esaminarle. Esaurite le vie legali, i genitori hanno inviato una lettera aperta a Hayedeh Amir-Eftekhari, una dei 5 figli della vittima, l'unica che finora ha rifiutato di concedere il perdono.

Infatti i parenti della vittima possono salvare la vita della condannata. Una manifestazione di artisti e attivisti è prevista per lei domani a Rasht. Con Cuba gli Stati Uniti puntano a "un nuovo inizio": Poco prima del suo intervento, Obama ha salutato con una stretta di mano con il presidente venezuelano Hugo Chavez, che gli si è rivolto sottolineando: Era ovvio che accadesse", ha detto Chavez dopo l'incontro con Obama.

Durante il suo discorso, nell'auspicare un contatto diretto con L'Avana, il presidente Obama ha rinnovato l'invito al governo di Castro a compiere dei "passi" in avanti, ribadendo la disponibilità della Casa Bianca ad impegnarsi con il governo cubano "su una serie di questioni". Nel riconoscere quello che ha definito "gli storici sospetti" sull'interventismo di Washington nell'America Latina, Obama ha d'altra parte chiesto ai leader latinoamericani presenti - dal brasiliano Lula, al messicano Felipe Calderon e il venezuelano Chavez - di non incolpare gli Usa "per ogni problema sorto nell'emisfero".

Non sono solo gli Stati Uniti "a dover cambiare, tutti noi abbiamo delle responsabilità rispetto al futuro" - ha osservato Obama, offrendo nel contempo alla regione latino-americana "un dialogo fondato sul rispetto reciproco di valori condivisi" in cui non ci siano "partner di prima o di seconda categoria".

Ma il tema chiave del discorso di Obama, e dell'intero 'summit' americano, è proprio il nodo Cuba, anche perché da più parti nelle ultime ore è stata chiesta la fine dell'embargo commerciale Usa, tema che con ogni probabilità sarà al centro degli interventi e contatti di oggi.

Credo davvero che possiamo portare le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti in una nuova direzione". Con questo intervento, Obama ha chiuso una lunga settimana in cui non sono mancate le novità nei rapporti Washington-L'Avana. La palla è quindi ripassata nel campo degli Usa. E in effetti, poco dopo, il segretario di Stato Hillary Clinton ha elogiato i segnali di "apertura" provenienti dall'isola comunista, sottolineando che le politiche precedenti della Casa Bianca con L'Avana "sono fallite".

Piantare un albero per non dimenticare. Un progetto internazionale contro le violazioni dei diritti umani e ambientali, ideato a Londra dalle associazioni dei cileni in esilio, nel Oggi Ecomemoria metterà radici nei comuni di Noli, Spotorno, Quiliano, Vado Ligure in collaborazione con i sindaci e con l'Istituto storico della resistenza.

In Cile molti quadri di potere erano e sono rimasti al loro posto. Il rischio era l'oblio. Urbano, esiliato politico dal , è un metalmeccanico che ha continuato anche in Italia la tradizione di resistenza operaia a cui ha partecipato nel suo paese. Nel '98, la procura spagnola chiede alla Gran Bretagna di estradare Pinochet, che in quel momento si trova a Londra in missione segreta, per crimini contro l' umani tà.

Dal , il Cile è formalmente tornato alla democrazia per volontà popolare, ma l'ex dittatore ha conservato la carica di capo dell'esercito e di senatore a vita. Scoppia un caso internazionale che per giorni porterà il Cile all'attenzione del mondo. Nell'ottobre '98, pochi giorni dopo l'arresto di Pinochet in Gran Bretagna, da una fossa comune furono riesumati i corpi di 15 persone considerate scomparse, uccise dai militari a Serena, in una tappa della Carovana della morte. In Cile, cominciano ad arrivare le denunce contro l'ex dittatore.

Anche in Italia, i parenti delle vittime con cittadinanza italiana presentano un loro fascicolo all'autorità giudiziaria e si costituiscono parte civile contro Pinochet. Urbano è il primo a denunciarlo presso la Procura di Milano, senza esito. Il comitato di Urbano stila una lista degli italo-cileni uccisi dalla dittatura almeno trenta e presenta denunce a varie procure. Alla fine, l'inchiesta aperta a Roma dal magistrato Giancarlo Capaldo riguarderà solo alcuni casi, fra cui quello di Omar Venturelli, e senza esito.

L'ex sacerdote Venturelli fu ucciso nell'ambito dell'Operazione Condor, la multinazionale del terrore, voluta dagli Stati uniti e attuata congiuntamente dalle dittature sudamericane di allora Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Brasile e Guatemala per eliminare gli oppositori politici ovunque si trovassero.

Oggi, a Noli, uno degli alberi verrà dedicato a Guillermo Tamburini, un medico di origine italoargentina che risiedeva in Cile, dove venne rapito dai militari insieme alla moglie Maria Cecilia Magnet Ferrero e fatto scomparire. Era un militante del Movimiento de Izquierda Revolucionaria, il Movimento di sinistra rivoluzionaria Mir che si oppose con le armi alla dittatura militare. E una ex dirigente del Mir, Ana Maria Taquia Vergara, rappresentante dei famigliari degli scomparsi cileni per l'Europa, arriverà da Londra per partecipare a Ecomemoria.

Si calcola che, solo nei primi mesi dopo ilcolpo di stato, i servizi di sicurezza arrestarono circa Ana Maria venne portata allo stadio nazionale di Santiago, uno dei luoghi pubblici usati come campo di concentramento da Pinochet.

Nel frattempo, la macchina da guerra dei militari istituiva in tutto il paese altri luoghi segreti di tortura, come quello di Villa Grimaldi in cui vennero torturati centinaia di migliaia di oppositori. Secondo le organizzazioni per i diritti umani che cercano ancora i resti degli scomparsi, furono oltre 3. Uno di questi conti, riguarda anche l'Italia, e il processo per l'uccisione di cittadini italiani nell'ambito del Piano Condor. Il giudizio della storia, vale ricordarlo, non va confuso con quello della legge, ma se i mandati di cattura emessi da Giancarlo Capaldo per le colpe del Condor nei sei paesi che ne fecero parte avessero un esito processuale, si aprirebbe una finestra ancora attuale sulle dinamiche del potere.

Regina della Pace Valle di Vado, ore 11, La domanda che appare quasi assurda in Occidente, in Cina ha un suo perché tra la gente comune, nonostante il governo soltanto qualche giorno fa abbia pubblicato un piano di azione sui diritti umani. Lui, attore preferito del presidente Hu Jintao e di un miliardo di cinesi, era stato invitato a parlare all'annuale forum di Boao, nell'isola di Hainan: Se si è troppo liberi si diventa come Hong Kong o Taiwan: Jackie Chan non è sempre stato il beniamino del governo al potere.

Venti anni fa era stato un sostenitore degli studenti di Tiananmen. Ma ora sembra aver cambiato idea: Qualcosa della sua antica fede libertaria si è spezzato. Colpa anche della deriva di Taiwan, l'isola di fatto indipendente ma di diritto parte della Cina. Il Partito democratico progressista Dpp , dopo la sconfitta alle elezioni del , ha cominciato una campagna di continue dimostrazioni e cortei che stanno bloccando l'isola.

Taiwan era vista come un esperimento di democrazia per tutta la Cina. Ma oggi sta funzionando al contrario. L'attore è esploso al ricordo dello scandalo del latte alla melamina che ha ucciso decine di bambini e del problema annoso della qualità dei prodotti cinesi: Se democrazia dev'essere, almeno abbia la garanzia.

Roxana Saberi, 31 anni, si era trasferita in Iran sei anni fa e da allora collabora come freelance con la BBC e la Public National Radio statunitense, nonché alcune emittenti televisive.

Roxana è stata fermata durante una ronda della polizia e, a quanto pare trovata in possesso di una bottiglia di bevanda alcolica. Hanno passato mesi in carcere anche la ricercatrice statunitense H aleh Esfandiari, il professore universitario canadese Ramin Jahanbeglu, la collega americana Nazi Azima, o la regista francese Mehrnoush Solouki. In serata è arrivata l'ultima rinuncia, pesante, quella della Germania. Il vero timore è che la 4 giorni di Ginevra possa trasformarsi in una replica di "Durban 1", la conferenza Onu che nel mise nel mirino Israele accusandolo di essere l'unico paese al mondo titolare di politiche razziste e xenofobe.

Con loro in prima fila il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Arriveranno alcuni paesi europei che non se la sono sentita di disertare una conferenza Onu, per esempio la Gran Bretagna di Gordon Brown con una scelta quasi da doppiogioco: Londra sarà rappresentata solo dall'ambasciatore a Ginevra.

Ci saranno tutte le agenzie Onu e le Ong interessate al tema dei diritti umani , dell'uguaglianza fra i popoli. In questo modo quindi anche la conferenza di Ginevra si prepara a criticare Israele. Ho detto al segretario Ban Ki Moon che siamo felici di aiutare l'Onu, ma questa non è l'opportunità giusta". Il Vaticano invece ha scelto di privilegiare il rapporto con gli altri paesi membri dell'Onu: Benedetto all'Angelus ha invitato "tutte le delegazioni a lavorare insieme in uno spirito di dialogo e di reciproca accettazione per metter fine ad ogni forma di razzismo, discriminazione e intolleranza".

Ahmadinejad , che in Svizzera è arrivato ieri sera, oggi parlerà al Palais Des Nations: Ahmadinejad è un uomo politico abile ed esperto, nonostante i toni radicali della sua politica; vedremo se oggi adopererà le stesse parole usate ieri alla partenza da Teheran, ma sicuramente il summit di Ginevra questa mattina inizierà sotto il suo segno.

Ieri sera l'Alto commissario per i diritti dell'uomo, la sudafricana Navy Pillay, diceva di essere "scioccata e profondamente delusa per la decisione degli Usa di non partecipare a una Conferenza dedicata alla lotta al razzismo e alla xenofobia".

Il problema è capire davvero cosa sarà da oggi questa "Durban 2". Di fronte alla nettezza inconciliabile di questa interpretazione del razzismo, che già aveva spinto George Bush a boicottare "Durban 1", neppure la consumata abilità obamiana di ricomporre gli opposti con il carisma o la sua capacità di fare annunci trancianti seguiti da azioni concrete molto più ambigue, sarebbe bastata. Il paradosso del presidente venuto dal Terzo Mondo, del primo capo di stato americano eletto "nonostante" la propria diversità e minorità etnica è dunque più apparente che reale.

Obama, come gli rimproverano i delusi, è, prima di ogni altra cosa, un realista e lo ha dimostrato, con qualche imbarazzo, rifiutando di presentarsi a questo invito a cena. La realtà, oggi come negli ultimi 60 anni di politica estera americana, con presidenti democratici o repubblicani, insegna che, al momento delle strette, Washington, bianca o nera che sia, si collocherà sempre dalla parte di Israele. Cuori matti La tortura non semina democrazia PAOLO GHEZZI segue dalla prima pagina Al capo della grande democrazia nordamericana non sembrano più legittimabili le pratiche sadiche divenute famose per certe foto uscite dalla prigione irachena di Abu Ghraib e per certi racconti dal campo di Guantanamo.

Certo, non incriminerà gli agenti della Cia che se ne sono resi responsabili, ma nessuno è perfetto. Ma la tortura, a ben guardare, è perfino peggiore della pena di morte, nel senso che non vuole solo eliminare l'avversario, che sia buono o cattivo o il reo, vero o presunto , ma gli vuole strappare la libertà e il diritto di mentire, di tacere, di non confessare, di resistere al potere che lo tiene prigioniero e che ne vuole spremere i segreti, il passato, le colpe vere e quelle immaginarie, e che usa il suo corpo e i terminali del dolore fisico e psichico come materiale biologico di cui abusare, nella logica consolidata secondo cui il fine il bene comune, la sicurezza, la verità giustifica i mezzi anche le scosse elettriche sui testicoli, anche le frustate, anche i semisoffocamenti o i quasi annegamenti, anche le raffinate tecniche coadiuvate da insetti mordaci e cani ringhiosi, per non parlare delle minacce, degli insulti sanguinosi e delle umiliazioni mortificanti.

Strumento efficace e a buon mercato, la tortura ha sempre avuto una discreta popolarità perché è esperienza umana antica e quasi universale: Si tratta di una pratica familiare, a portata di mano, di cui conosciamo personalmente gli effetti: Nel caso del protagonista Winston Smith, erano i topi: Con la goccia al naso e le vene inondate di pessimo gin, avrebbe smesso di contestare il potere, avrebbe amato il Grande Fratello.

Perché le democrazie devono essere, sempre, moralmente migliori di chi le minaccia. Perché la giustizia non deve sporcarsi le mani di sangue. Nei posti di polizia e nelle prigioni americane, i tamponi per il prelievo della saliva negli ultimi tempi non bastano mai.

L'Fbi e le forze dell'ordine locali hanno dato il via a una campagna di raccolta del Dna che sta rapidamente facendo diventare le impronte genetiche diffuse quasi quanto quelle digitali. E tra i difensori della privacy cresce l'inquietudine. Il timore è che l'America si trasformi in una società "a sorveglianza genetica".

Il governo federale fino a ora ha raccolto negli Usa una banca dati di 6,7 milioni di profili genetici, prelevando campioni di Dna solo da detenuti già condannati.

Ma nei prossimi giorni, rivela il New York Times, l'Fbi comincerà a collezionare impronte genetiche anche da persone arrestate e non processate - e quindi presunti innocenti - e da immigrati detenuti nei centri di raccolta. Attualmente, la banca dati del Dna federale gestita dall'Fbi aumenta al ritmo di 80mila nuove persone all'anno, ma nel è previsto che il ritmo di incremento avrà raggiunto quota 1,2 milioni di profili genetici aggiunti ogni anno.

Esperti di diritto ritengono che molte delle pratica attualmente in corso negli uffici di polizia, una volta che arriveranno all'esame della Corte Suprema, rischiano di venir considerate anticostituzionali, perché in violazione al Quarto emendamento che tutela il diritto alla privacy nei confronti delle attività investigative. In 35 Stati l'impronta genetica è obbligatoria per i minori al momento della condanna e in molti casi anche al momento dell'arresto.

Ma il fronte degli attivisti per i diritti civili, come ha spiegato il legale Michael Risher non intende stare a guardare: Dal nostro inviato Continua negli Stati Uniti lo stillicidio di rivelazioni sulle torture ai sospetti membri di alQaida.

Ieri il New York Times ha rivelato che uno dei prigionieri più noti, Zen al-Abideen Moahmed Hussein, meglio noto col nome di Abu Zubayadah, sarebbe stato soggetto a varie forme di tortura dopo che aveva già confessato tutto quello che sapeva. Poco dopo il suo arresto, nel marzo , Zubayadah sarebbe stato sottoposto a svariati interrogatori, prima in Pakistane poi in una prigione segreta in Thailandia, dove avrebbe cominciato a parlare senza che fosse fatto ricorso a forme di interrogatorio discutibili.

Sulla base di questa intuizione, la Cia chiese al Dipartimento di Giustizia l'autorizzazione legale a ricorrere a metodi forti.

Da questa richiesta scaturirono poi i quattro memoranda resi pubblici questa settimana, nei quali prima vengono meticolosamente descritte tecniche di interrogatorio che andavano dalla privazione del sonno fino a un massimo di 11 giorni all'uso di violenza fisica-dagli schiaffi in faccia alla testa sbattuta contro la parete per finire all'ormai noto waterboarding- e poi viene concessa l'autorizzazione a utilizzarle su specifici prigionieri.

Con forzature logiche e giuridiche che hanno fatto inorridire molti esperti, i responsabili dell'Ufficio di consulenza legale del Dipartimento di Giustizia raggiunsero infatti la conclusione che non si sarebbero infrante né la legge americana né le convenzioni internazionali. Perché le responsabilità primarie sono di chi detta la strategia e non di chi la adotta.

Per questo ritengo che occorra innanzitutto avere un quadro completo. Gli occidentali sono arrivati a questo appuntamento divisi. Gli Stati Uniti, Israele, il Canada, l'Australia e l'Italia hanno confermato che non parteciperanno non essendoci garanzie che la Conferenza, i cui lavori preparatori sono stati dominati dai Paesi islamici, non si risolva anche questa volta come accadde nella precedente conferenza di Durban nel in un atto di accusa contro Israele e contro l'Occidente.

Olanda e Germania hanno dato all'ultimo momento forfait. La Gran Bretagna e la Francia, invece, hanno scelto di essere presenti. Il presidente iraniano Ahmadinejad, già arrivato a Ginevra, è stato ricevuto con tutti gli onori dalle massime autorità elvetiche il che ha suscitato una dura protesta di Israele e sarà fra i primi a prendere la parola nella tribuna messagli a disposizione dall'Onu.

Comunque vada a finire la Conferenza, tre lezioni si possono già trarre da questa vicenda. La prima è che se l'Occidente si divide, coloro che puntano a usare le istituzioni internazionali in chiave antioccidentale hanno facile gioco.

Se ci fosse stato un blocco compatto dei Paesi occidentali a difesa di principi per essi irrinunciabili, quei Paesi islamici che giocano sulle divisioni dell'Occidente avrebbero dovuto tenerne conto, e la stessa Conferenza di Ginevra avrebbe forse avuto un diverso avvio. I Paesi europei che, insieme al Vaticano, hanno scelto comunque di andare alla Conferenza forse riusciranno a impedire che essa si risolva in una Durban bis ma corrono anche un rischio: La dichiarazione dei diritti dell'uomo del e le tante altre dichiarazioni, convenzioni e istituzioni promotrici dei diritti umani che l'hanno seguita, erano espressioni della tradizione occidentale.

Rispecchiavano il predominio politico-militare, economico e culturale, del mondo occidentale. Nel momento in cui l'Occidente perde peso politico, altri, con alle spalle altre e diverse tradizioni culturali, si impadroniscono di quelle istituzioni, e del connesso linguaggio dei diritti umani , cambiandone radicalmente l'ispirazione e il significato. Vaticano, Gran Bretagna e Francia: Parole da eliminare o limare. I diplomatici discutono da mesi per arrivare a un accordo sul documento finale.

All'ospite più scomodo, bastano poche frasi ancora prima di salire sul podio per allontanare da Ginevra qualche altro Paese. Se il termine Israele è uscito dalla bozza, ci pensa Mahmoud Ahmadinejad a farlo rientrare e a metterlo al centro della conferenza, che in cinque giorni dovrebbe fare il punto a otto anni dal primo vertice sul razzismo.

Che ieri sera ha visto a cena Hans-Rudolf Merz, presidente della Confederazione elvetica, e oggi parla al palazzo dell'Onu. L'Ue - L'Unione europea non ha trovato una linea comune. Davide Frattini Diplomazia dei sorrisi Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, al centro, accolto dall'omologo svizzero Hans-Rudolf Merz, a sinistra, ieri al suo arrivo a Ginevra.

Il docente dell'Università di Yale, che sta scrivendo un libro sulla Seconda guerra mondiale, è scettico sull' efficacia di simili iniziative: Io penso che i nostri governi si siano posti un interrogativo etico e uno politico. È giusto o ingiusto il boicottaggio, visto che una gran parte dei Paesi firmerà la dichiarazione senza alcuna intenzione di rispettarla? E in previsione di una denuncia di Israele che ha fornito l'occasione all'Islam con la sua sproporzionata reazione a Gaza è politicamente vantaggioso o svantaggioso parteciparvi?

Di qui le opposte decisioni degli alleati? L'America e l'Italia si sono dette che il boicottaggio è giusto e partecipare alla Conferenza sarebbe dannoso. La Gran Bretagna e la Francia hanno invece concluso che, nonostante i dubbi e i rischi, conviene dimostrare di essere alla ricerca di un dialogo onesto. Una divisione inattesa tra Londra e Washington? Perché è scettico su Durban II? Io sono scettico sulla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del , che proponeva anche il pieno impiego, l'assistenza sanitaria di Stato.

Dovrebbe farsene carico il Consiglio di sicurezza? E si trincera dietro il principio che deve decidere delle questioni di guerra e pace non delle libertà civili. Non c'è il Consiglio dei diritti umani dell'Onu? Qual è il rimedio? Idem quando fu varato il protocollo di Kyoto contro l'emissione di gas serra. Le grandi potenze devono alimentare le aspettative e premere molto più fortemente sulle nazioni interessate alle buone relazioni con loro, ma che ancora violano i diritti umani.

Diritti umani da " Corriere della Sera " del Con la cautela e il disincanto di un intellettuale che vive a Cuba, Leonardo Padura Fuentes, creatore del Conde e delle sue inchieste tutte pubblicate in Italia da Marco Tropea , immagina che alla fine l'allentamento della tensione e in prospettiva dell'embargo porti un cambiamento positivo nella vita quotidiana dei suoi connazionali. Siamo ancora al momento delle parole, seppur espressione di una volontà nuova di avvicinamento: E ad aver sostenuto contro Cuba azioni violente, dalla Baia dei Porci in poi.

L'Avana non deve dimostrare nulla. Certo, il governo Castro, indipendentemente dagli Usa, dovrà fare cambiamenti economici e sociali. C'è un fenomeno che mi preoccupa molto: Il futuro scientifico e culturale del Paese se ne sta andando e bisogna evitare che questo dissanguamento continui. Altro esempio, la costruzione di case: È una questione che porta 40 anni di ritardo.

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I casi di violenza casalinga ora cominciano a venire alla luce, anche se ancora non nella loro intera dimensione. Tabelle, tempi, dosi di dolore, misure, forza da impiegare. Un testo, o meglio, ancora una bozza di conclusioni, finita ormai ostaggio di due mondi che si fanno la guerra sulla pelle di chi il razzismo. D'altronde nella storia recente, nessun presidente americano ha indagato su un predecessore per quanti errori possa aver commesso. Due sicari armati hanno crivellato di colpi l'auto di Sondhi ferma a un distributore, ferendo gravemente anche il suo autista e la sua guardia del corpo.

La sua esortazione a guardare al futuro Obama dovrebbe dirigerla a se stesso, inviando al museo delle antichità un discorso anti-cubano proprio della metà del secolo XX, che lo mette in ridicolo agli occhi del mondo intero. USA Furiosa la Cia. Critici i liberal per l' amnistia decretata per gli agenti responsabili Tortura , Obama svela le carte E tutti si arrabbiano Marco d'Eramo Ieri il presidente degli Stati uniti Barack Obama ha ordinato la diffusione di quattro memorandum sulla legalità delle tecniche di tortura che il ministero della giustizia aveva preparato durante l'amministrazione Bush su richiesta della Central Intelligence Agency Cia.

I quattro documenti risalgono uno al e tre al La pubblicazione avviene dopo una fiera opposizione da parte della Cia.

I piedi dell'individuo sono in genere in alto. Un panno è posto sul viso e sugli occhi. Quindi l'acqua è applicata al panno in modo controllato Il walling implicava l'uso di un collare di plastica per sbattere i sospetti contro una parete appositamente costruita che, secondo la Cia, faceva sembrare l'impatto peggiore di quanto fosse. Da notare che, dopo la seconda guerra mondiale, i prigionieri giapponesi furono condannati per crimini di guerra per avere usato alcune di queste tecniche d'interrogatorio.

Secondo il consigliere speciale della Casa bianca, David Axelrod, Obama ha soppesato per un mese i pro e i contro prima di approvare la pubblicazione di questi documenti, che ha subito suscitato reazioni estreme. La Cia si è opposta allo stremo alla pubblicazione, nel timore che le rivelazioni possano far incriminare i suoi agenti e anche i suoi dirigenti. Obama si trova quindi in una situazione assai delicata, poiché il suo futuro politico e fisico è messo in pericolo da un muro contro muro col mondo dello spionaggio statunitense.

Per questo motivo, Obama ha subito dichiarato che non sarà incriminato nessun agente Cia che abbia agito in base al parere degli avvocati di stato: Quest'affermazione ha subito suscitato indignazione nella base liberal del presidente. In realtà, Obama ha lasciato aperta la possibilità di accusare non tanto gli agenti, quanto gli avvocati che hanno fornito base legale alla tortura.

E la posizione del presidente sull'argomento sembra chiara: Da più parti infatti si continua a chiedere che sia processato l'ex ministro della giustizia di Gorge Bush, Alberto Gonzales che era stato l'ispiratore di tutti i beneplaciti alla tortura. Il Sole Ore sezione: Nel processo per le stragi, l'avvocato del pachistano Mohammed Ajmal Amir Qasab 21 anni ha affermato che l'ammissione di colpa gli è stata strappata dalla polizia con la tortura.

Qasab, che rischia la pena di morte, è stato arrestato e incarcerato il giorno stesso degli attacchi e deve sostenere anche il capo d'imputazione di atti di guerra contro l'India. In apertura di udienza, il pubblico ministero, Ujwal Nikam, ha sostenuto che gli attentati dello scorso novembre fanno parte di una cospirazione nata in Pakistan per destabilizzare l'India.

Negli attacchi sono rimaste uccise più di persone, inclusi nove terroristi. Alla sbarra ci sono anche due indiani, accusati di aver fatto da avanguardie per gli attacchi e di appartenere al gruppo Lashkar-e-Taiba, un'organizzazione terroristica con base in Pakistan. Conferenza Onu sul razzismo.

E naturalmente di Israele: Ieri l'Italia ha confermato la decisione "politica" di non andare all'appuntamento, mentre al Palazzo delle Nazioni di Ginevra - sede europea dell'Onu - si continua a trattare a livello diplomatico: Intanto ieri il quotidiano Die Welt ha riferito che anche il Governo tedesco sarebbe intenzionato a non partecipare: In particolare il ministero degli Esteri tedesco respinge prese di posizione unilaterali contro Israele e l'Occidente.

Anche la Francia è orientata a non partecipare, come emerso dalle dichiarazioni del viceministro per i diritti umani , Rama Yade. A Ginevra insomma si continua a trattare. Una nuova bozza di dichiarazione finale di paragrafi è stata scritta ieri sera dal Comitato preparatorio - di cui l'Italia non fa parte dal 5 marzo- e subito inoltrata alle cancellerie: Tre giorni fa era uscita un'altra bozza, che è stata continuamente cambiata, soprattutto per le pressioni dei Paesi islamici, tra cui l'Iran tra l'altro il presidente Mahmoud Ahmadinejad sarà a Ginevra.

Ad oggi soltanto 40 Paesi su attesi hanno confermato la loro presenza. Il vice ministro francese per i Diritti umani Rama Yade. Non avendo la possibilità di ricorrere in Italia, l'uomo si è rivolto alla Corte di Strasburgo: In base agli articoli 1 e 10 del Regio decreto n. Ricevendo dalla casa Bianca un altro no. Ovviamente con motivazioni molto diverse.

I memo descrivono queste tecniche in modo diffuso e dettagliato in totale 80 pagine. Gli altri tre memo sono tutti del , quando già erano scoppiati scandali tipo Abu Grahib e sui giornali americani iniziavano ad uscire con cautela alcuni documenti riservati di Cia e Pentagono sugli interrogatori.

Basandoci sulle assicurazioni della Cia riteniamo che questi interrogatori non hanno luogo in nessuna di queste aree. Colta di sorpresa dal colpo di scena di Raul, la Casa Bianca ha affidato una pronta e positiva risposta al Segretario di Stato.

A Port of Spain Obama non incontrerà Chavez, ma altri leader latino-americani si faranno carico di portare sul tavolo il dossier su Cuba. Fuoco incrociato su Barack Obama dopo la pubblicazione dei memorandum sulle torture permesse alla Cia di George W.

Di tono opposto ma egualmente accese sono state le polemiche da destra: Presi nel loro insieme i quattro memorandum gettano luce non solo sui metodi della Cia ma sugli sforzi del Dipartimento della Giustizia di giustificarli alla luce del diritto nazionale e internazionale. Passaggi sulla nudità forzata, le docce gelate e le percosse si alternano con discettazioni giuridiche sulla Convenzione Internazionale contro la Tortura. Lo stesso capo della Cia della nuova amministrazione, Leon Panetta, aveva sostenuto che, rivelando queste informazioni, si sarebbe creato un precedente per future pubblicazioni di metodi di raccolta dell'intelligence.

Le pratiche della vergogna rese pubbliche. Ma al prezzo di una impunità per chi le aveva praticate su ordine superiore.

È la doppia scelta di Barack Obama. Insetti Tra le dieci tecniche di interrogatorio svelate dai memorandum uno prevedeva che il prigioniero venisse chiuso in una scatola in cui poi sarebbero stati immessi insetti. La sensazione dell'annegamento cessa immediatamente quando viene rimosso il panno. Conferenza Onu sul razzismo il governo italiano verso un altro no U.

A soli tre giorni dall'apertura a Ginevra della conferenza Onu sul razzismo, il titolare della Farnesina Franco Frattini sembra non avere dubbi: Ma, anche se il tempo stringe, lascia ancora una porta aperta: E in serata da Ginevra viene inviata all'esame delle diverse cancellerie, non solo europee, una ulteriore versione della bozza di dichiarazione finale della Conferenza. Modifica che in serata è arrivata anche se bisognerà vedere se passerà il vaglio dei Paesi che hanno annunciato la loro non partecipazione ai lavori di Ginevra.

La bozza di dichiarazione finale non è antisemita e segna l'isolamento di Paesi come l'Iran nelle richieste più estremiste, sottolineano da Ginevra le organizzazioni di difesa dei diritti umani Human Rights Watch Hrw e Federazione internazionale della Lega dei diritti umani Fidh , esortando i Paesi a partecipare alla Conferenza. Il documento - secondo Hrw e Fidh non critica più gli stereotipi negativi delle religioni, ma gli stereotipi negativi di individui fondati sulla loro religione.

È scontro aperto sulla Conferenza Onu. A Ginevra il comitato preparatorio licenzia una bozza di documento finale. A Roma, il titolare della Farnesina si mostra scettico. Usa e Israele si chiamano fuori. Bush sugli uomini di al Qaida. Ma sui diritti umani , su un altro versante, quello con Cuba, si aprono spiragli di dialogo. Intanto negli Usa A sparare a zero su Obama per l'immunità agli agenti della Cia sono state le organizzazioni per i diritti umani: Molte le obiezioni dei due esponenti dell'amministrazione Bush: In tutto i memorandum rivelano 14 tecniche di interrogatorio su cui l'amministrazione Bush aveva dato luce verde: I quattro memorandum gettano luce non solo sui metodi della Cia ma sugli sforzi del Dipartimento della Giustizia di giustificarli.

I documenti sono stati resi pubblici con pochissime censure, segno che Obama ha preso le distanze dalle richieste della Cia di mantenere segreti i dettagli degli interrogatori. Lo stesso capo della Cia della nuova amministrazione, Leon Panetta, aveva sostenuto che, rivelando queste informazioni, si sarebbe creato un precedente sui metodi dell'intelligence. Due sicari armati hanno crivellato di colpi l'auto di Sondhi ferma a un distributore, ferendo gravemente anche il suo autista e la sua guardia del corpo.

Le dichiarazioni sono state salutate con soddisfazione dal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton che, dopo aver ribadito proprio ieri di attendere segnali da L'Avana, ha risposto: Le novità nel rapporto Usa-Cuba segnano l'apertura del quinto Vertice delle Americhe, avviato ieri a Trinidad e Tobago e in programma fino a domenica, È l'esordio del presidente Usa Barack Obama nel sud del Continente.

Sono quattro memorandum, pari ad appena dodici pagine. Certificano le tecniche di interrogatorio approvate dall'Amministrazione Bush nel periodo Ieri scadeva il termine fissato da un giudice in relazione a una causa intentata dall'Unione americana delle libertà civile. La Casa Bianca doveva decidere se consegnare i documenti o continuare a invocare il segreto di Stato. Il Dipartimento della Giustizia era favorevole alla pubblicazione; la Cia, sebbene guidata dal clintoniano e neo obamiano Leo Panetta contrarissima, ufficialmente nel timore che, costituendo un precedente, venissero poste le premesse per svelare altre operazioni segrete col rischio di compromettere agenti e strutture riservate.

L'ultima parola spettava al presidente. E Barack ha deciso di far sapere la verità al popolo, in sintonia con i valori più autentici della Costituzione americana e che il suo predecessore aveva in parte eluso per una causa che, all'indomani dell'11 settembre riteneva prioritaria: Obama è stato coerente con le posizioni da lui sostenute in passato. Onore al merito, ma solo a metà; perché contemporaneamente ha assolto i peccatori.

Nessuno degli agenti che ha torturato, nessuno degli alti funzionari che hanno preparato i memorandum verrà processato. E questo nonostante il presidente della Commissione giustizia del Senato, il democratico Patrick J. Lehay, abbia subito invocato un'inchiesta indipendente sull'Amministrazione Bush, garantendo l'immunità ai funzionari collaborativi. Insomma, una grande operazione-verità che avrebbe permesso di individuare i responsabili di grado più elevato, come i ministri e probabilmente lo stesso Bush.

Obama non ha osato tanto. La frase è confezionata bene, ma non è del tutto sincera. In realtà Obama ha dovuto piegarsi alle pressioni delle lobby, come già accaduto con le banche e l'industria delle armi; ora ha ceduto a un altro establishment, molto influente, quello legato alla Sicurezza nazionale.

D'altronde nella storia recente, nessun presidente americano ha indagato su un predecessore per quanti errori possa aver commesso. In quelle cartelle vengono elencate quattordici forme di tortura, tra cui detenuti sbattuti violentemente con la testa contro i muri o investiti a lungo da getti di acqua ghiacciata e costretti a rimanere nudi in mezzo agli altri, denutriti. Già, perché il rancio, nelle prigioni segrete all'estero, era di meno di mille chilocalorie al giorno.

Senza assistenza medica, né legale e sovente, perlomeno a Guantanamo, senza colpe. La maggior parte dei detenuti è risultata innocente. Lo ha fatto da Cumana, cittadina costiera del Venezuela, il Paese dell'amico Chavez, che si trova a poche decine di miglia da Trinidad e dove si è recato in concomitanza del vertice proprio per fare sentire il fiato sul collo ai capi di Stato latino-americani. Da Santo Domingo anche per lei tappa di avvicinamento al vertice Hillary Clinton ha "accolto positivamente" le parole del "sub lider maximo" ricodando come "il dialogo sia strumento per la pace, la prosperità e il progresso.

Abbiamo visto i commenti del presidente Raul Castro e salutiamo le sue dichiarazioni e l'apertura che rappresentano. Stiamo studiando molto seriamente quella che sarà la nostra risposta". Sarà, almeno inizialmente, un dialogo di piccoli passi, ma il fatto stesso che Raul Castro abbia nominato i "prigionieri politici" Cuba non ha mai ammesso di averne è un segnale più che incoraggiante. Al centro del dialogo resta aperta la questione decisiva per i cubani, quella dell'embargo.

Hillary Clinton ha ripetuto ieri - come aveva fatto anche Obama - le parole pronunciate ad inizio anno dal senatore repubblicano Richard Lugar "Dopo cinquanta anni possiamo dire che l'embargo è stato un fallimento" e ha detto che "continuiamo a cercare strade più produttive da seguire perché per il presidente Obama, per me e per la nostra amministrazione l'attuale politica su Cuba è fallimentare". Con Cuba gli Stati Uniti puntano a ''un nuovo inizio'': Nell'auspicare un contatto diretto con L'Avana, Obama ha rinnovato l'invito al governo di Castro a compiere dei ''passi'' in avanti, ribadendo la disponibilita' della Casa Bianca ad impegnarsi con il governo cubano ''su una serie di questioni''.

Nel riconoscere quello che ha definito ''gli storici sospetti'' sull'interventismo di Washington nell'America Latina, Obama ha d'altra parte chiesto ai leader latinoamericani presenti - dal brasiliano Lula, al messicano Felipe Calderon e il venezuelano Hugo Chavez - di non incolpare gli Usa ''per ogni problema sorto nell'emisfero''.

Non sono solo gli Stati Uniti ''a dover cambiare, tutti noi abbiamo delle responsabilita' rispetto al futuro'' - ha osservato Obama, offrendo nel contempo alla regione latino-americana ''un dialogo fondato sul rispetto reciproco di valori condivisi'' in cui non ci siano ''partner di prima o di seconda categoria''. Ma il tema chiave del discorso di Obama, e dell'intero 'summit' americano, e' proprio il nodo Cuba, anche perche' da piu' parti nelle ultime ore e' stata chiesta la fine dell'embargo commerciale Usa, tema che con ogni probabilita' sara' al centro degli interventi e contatti di domani.

Credo davvero che possiamo portare le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti in una nuova direzione''. Con questo intervento, Obama ha chiuso una lunga settimana in cui non sono mancate le novita' nei rapporti Washington-L'Avana.

Lunedi' la Casa Bianca ha annunciato la revoca di una serie di restrizioni con L'Avana sul fronte dei viaggi dei cubanoamericani e delle rimesse , mentre ieri in Messico lo stesso Obama aveva chiesto ''un gesto'' a Raul Castro, che poche ore dopo ha in effetti replicato: La palla e' quindi ripassata nel campo degli Usa. E in effetti, poco dopo, il segretario di Stato Hillary Clinton ha elogiato i segnali di ''apertura'' provenienti dall'isola comunista, sottolineando che le politiche precedenti della Casa Bianca con L'Avana ''sono fallite''.

Poco prima del suo intervento Obama ha salutato con una stretta di mano Chavez, che gli si e' rivolto sottolineando: Nel suo intervento Obama ha poi scherzato con un altro avversario di Washington, il capo dello stato nicaraguense Daniel Ortega, che aveva parlato poco prima di lui: Il Vertice delle Americhe a trinidad e tobago Obama: Obama ha avuto parole distensive nei confronti del regime nemico storico degli Stati Uniti e ha scambiato una vigorosa stretta di mano, con tanto di sorrisi, con un altro leader che ha sovente attaccato il governo e le politiche di Washington: Ma il tema chiave del discorso di Obama, e dell'intero 'summit' americano, è proprio il nodo Cuba, anche perchè da più parti nelle ultime ore è stata chiesta la fine dell'embargo commerciale Usa, tema che con ogni probabilità sarà al centro degli interventi e contatti di questi giorni.

Tabelle, tempi, dosi di dolore, misure, forza da impiegare. Quei sistemi sono stati concepiti dopo un attacco terroristico senza precedenti.

Roxana Saberi, 31 anni, si era trasferita in Iran sei anni fa e da allora coll abora come freelance con la BBC e la Public National Radio statunitense, nonché alcune emittenti televisive. La notizia della condanna non è stata ancora confermata da fonti giudiziarie della Repubblica Islamica, ma comunicata in via confidenziale ai genitori della collega che si trovano da due settimane in Iran per assistere al processo della figlia. Roxana è stata fermata durante una ronda della polizia e, a quanto pa re trovata in possesso di una bottiglia di bevanda alcolica.

Hanno passato mesi in carcere anche la ricercatrice statunitense Haleh Esfandiari, il professore universitario canadese Ramin Jahanbeglu, la collega americana Nazi Azima, o la regista francese Mehrnoush Solouki. I fratelli Arash e Kamyar Alaii, ambedue medici, scontano in carcere a Teheran, una pena complessiva di 9 anni, perché curavano i malati di Aids. A parole diceva il legale, condannano le violazioni dei diritti umani nella Repubblica Islamica, poi premono su Ahmadinejad per un dialogo senza condizioni.

Le 25 associazioni di volontariato aderenti alla manifestazione, organizzata dalla Consulta comunale della solidarietà, dall'assessorato ai Servizi sociali e dalla Pro loco, con il supporto del Centro servizi per il volontariato, presenteranno negli stand allestiti in piazza Santarosa le loro attività e i loro programmi. Al termine testimonianze dal mondo del volontariato raccolte da Doriano Mandrile.

Le associazioni aderenti sono: Di doppia nazionalità americana e iraniana, nata e cresciuta in Nord Dakota da papà emigrato dall'Iran e mamma giapponese, la giovane free lance, 31 anni e una corona da Miss del suo Stato vinta nel , stava completando un libro sulla vita e i costumi del Paese paterno quando è stata arrestata dalla polizia politica, pochi giorni dopo il giuramento di Obama presidente.

Da allora, sono filtrate solo vaghe notizie sui motivi della detenzione, mentre montava la protesta degli attivisti dei diritti umani che chiedevano il suo rilascio. Erano già tre anni che alla giornalista, arrivata in Iran sei anni fa, non era stato più rilasciato il tesserino ufficiale per l'attività di free lance, ma era subentrato un permesso di fatto, poiché la giovane donna operava alla luce del sole e non le era stata mai mossa alcuna contestazione.

Perché, secondo quanto comunicato da un giudice investigativo, ci sarebbero le prove che la donna ha raccolto e passato informazioni coperte dal segreto di stato ai servizi di Obama. Ma è evidente che il caso è tutto politico e niente giudiziario. La settimana scorsa la sua diplomazia è andata oltre. Pur di riprendere i contatti diretti e intavolare discussioni sul futuro delle relazioni tra Washington e Teheran, funzionari del dipartimento di Stato della Clinton hanno fatto filtrare una disponibilità che Bush aveva sempre negato: Non è una concessione da poco: La mossa iraniana di gettare la chiave della cella in cui Roxana è rinchiusa da tre mesi, in questo contesto, è una sfida sfacciata al presidente Usa.

Forse l'Iran punta a qualche scambio di prigionieri. Certo, come sprezzo del nuovo clima di dialogo proposto dagli Usa non c'è male. I sequestri violenti in piena regola e i processi farsa con le incarcerazioni di giornalisti e intellettuali occidentali si sono susseguiti dopo l'instaurazione della Repubblica Islamica. Su tutti, ci sono stati i giorni dell'assedio dell'ambasciata americana durante la presidenza di Jimmy Carter. In precedenza, ci fu nel il caso di Zahra Kazemi, fotografa canadese nata in Iran, accusata di spionaggio come Roxana.

Ora che Guantanamo smobilita, gli attivisti dei diritti umani di buona volontà, e di buona fede, hanno una nuova causa. Il fenomeno è dunque più che raddoppiato.

L'analisi rileva un aumento sostanziale del fenomeno rispetto all'anno precedente. I casi di violenza casalinga ora cominciano a venire alla luce, anche se ancora non nella loro intera dimensione. Intervista Moises Naim "La mossa vincente? Vi saranno presto degli incontri diretti a livello di funzionari, poi di tipo più politico, forse vi sarà spazio per un ruolo del brasiliano Lula o dello spagnolo Zapatero e tutto finirà con una foto di Raul Castro alla Casa Bianca.

Che impatto avrà il dialogo fra Usa e Cuba su Chavez? Due anni fa al summit delle Americhe che si svolse in Argentina Chavez fu una vera star, ebbe facile gioco a fare leva sull'ostilità alle politiche di Bush per consolidare un proprio ruolo di leadership regionale, facendo leva su Kirchner. Ma ora tutto è diverso. La stretta di mano fra Chavez e Obama cosa le suggerisce? Perché Chavez ha regalato a Obama il libro di Eduardo Galeano?

Insomma, regalarlo a Obama è quasi una provocazione Che impressione si è fatto del summit di Trinidad e Tobago? Gli Usa avevano già boicottato la prima conferenza sul razzismo, a Durban in Sudafrica nel Per evitare questa decisione le feluche di Washington nelle ultime settimane avevano profuso energie per emendare il testo dalle pesanti critiche a Israele e al sionismo ma le resistenze opposte da diversi Paesi musulmani l'hanno impedito.

L'Amministrazione Obama voleva partecipare nell'ambito dei suoi sforzi per rilanciare il ruolo americano nelle organizzazioni internazionali, confermato dalla scelta di candidarsi al Consiglio per i Diritti Umani. Ieri Teheran ha reso noto che Roxana è stata condannata a restare a Evin per 8 anni.

Avrebbe usato la sua professione come copertura per trasmettere informazioni all'intelligence Usa. L'avvocato Abdolsamad Khorramshahi farà ricorso. In attesa del giudizio d'appello, le è stata negata la libertà su cauzione. E' la prima volta che una giornalista americana viene condannata per spionaggio in Iran. Dalla sua elezione, Obama ha dichiarato di voler scongelare i rapporti con Teheran, sospesi dopo la Rivoluzione Islamica nel e peggiorati per via delle ambizioni nucleari iraniane.

Il caso di Saberi complica le cose. Roxana ha due passaporti, americano e iraniano. La mamma Akiko, giapponese, e il papà Reza, iraniano, vivono a Fargo, in North Dakota, dov'è cresciuta, diventando reginetta di bellezza nel e poi reporter tv, sognando di fare la corrispondente dall'estero.

E parlava il farsi. La Bbc inglese, la tv Fox e la radio Npr negli Usa l'hanno mandata in onda. E' rimasta a Teheran. Mandava ancora servizi a Npr secondo la radio, col permesso alle autorità. Dal 31 gennaio non sono arrivate più telefonate né email a Fargo.

Il 10 febbraio, una chiamata di minuti da un luogo ignoto: A marzo il ministero degli Esteri iraniano l'ha accusata di aver lavorato come giornalista senza autorizzazione.

Reza e Akiko sono volati a Teheran, l'hanno vista una volta per 30 minuti, nel solo giorno della settimana concesso ai parenti: L'8 aprile le autorità hanno cambiato versione: Il viceprocuratore della Corte ha detto che la ragazza si è dichiarata colpevole, il padre che l'hanno convinta a confessare in cambio della libertà, ignorando le successive dichiarazioni di innocenza. La condanna arriva in un momento delicatissimo. Alcuni esperti la leggono come un tentativo degli ultraconservatori in Iran di sabotare il dialogo con gli Usa: Altri osservano che Ahmadinejad si è recentemente mostrato più disponibile al dialogo.

Negli ultimi anni ricercatori universitari con doppia nazionalità come Roxana sono stati incarcerati per mesi con l'accusa di spionaggio, ma poi liberati senza processo.

Domani rischia di finire sul patibolo un'altra ragazza iraniana, la pittrice Delara Darabi, 23 anni, rinchiusa da 6 anni in un carcere di Rasht, nel nord del Paese. Delara è stata condannata a morte per l'omicidio di una cugina. Inizialmente si era detta colpevole, ritrattando in seguito. Il suo avvocato, Khorramshahi, lo stesso di Roxana Saberi, dichiara che le prove la scagionano ma i tribunali hanno rifiutato di esaminarle. Esaurite le vie legali, i genitori hanno inviato una lettera aperta a Hayedeh Amir-Eftekhari, una dei 5 figli della vittima, l'unica che finora ha rifiutato di concedere il perdono.

Infatti i parenti della vittima possono salvare la vita della condannata. Una manifestazione di artisti e attivisti è prevista per lei domani a Rasht. Con Cuba gli Stati Uniti puntano a "un nuovo inizio": Poco prima del suo intervento, Obama ha salutato con una stretta di mano con il presidente venezuelano Hugo Chavez, che gli si è rivolto sottolineando: Era ovvio che accadesse", ha detto Chavez dopo l'incontro con Obama.

Durante il suo discorso, nell'auspicare un contatto diretto con L'Avana, il presidente Obama ha rinnovato l'invito al governo di Castro a compiere dei "passi" in avanti, ribadendo la disponibilità della Casa Bianca ad impegnarsi con il governo cubano "su una serie di questioni".

Nel riconoscere quello che ha definito "gli storici sospetti" sull'interventismo di Washington nell'America Latina, Obama ha d'altra parte chiesto ai leader latinoamericani presenti - dal brasiliano Lula, al messicano Felipe Calderon e il venezuelano Chavez - di non incolpare gli Usa "per ogni problema sorto nell'emisfero".

Non sono solo gli Stati Uniti "a dover cambiare, tutti noi abbiamo delle responsabilità rispetto al futuro" - ha osservato Obama, offrendo nel contempo alla regione latino-americana "un dialogo fondato sul rispetto reciproco di valori condivisi" in cui non ci siano "partner di prima o di seconda categoria".

Ma il tema chiave del discorso di Obama, e dell'intero 'summit' americano, è proprio il nodo Cuba, anche perché da più parti nelle ultime ore è stata chiesta la fine dell'embargo commerciale Usa, tema che con ogni probabilità sarà al centro degli interventi e contatti di oggi.

Credo davvero che possiamo portare le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti in una nuova direzione". Con questo intervento, Obama ha chiuso una lunga settimana in cui non sono mancate le novità nei rapporti Washington-L'Avana. La palla è quindi ripassata nel campo degli Usa. E in effetti, poco dopo, il segretario di Stato Hillary Clinton ha elogiato i segnali di "apertura" provenienti dall'isola comunista, sottolineando che le politiche precedenti della Casa Bianca con L'Avana "sono fallite".

Piantare un albero per non dimenticare. Un progetto internazionale contro le violazioni dei diritti umani e ambientali, ideato a Londra dalle associazioni dei cileni in esilio, nel Oggi Ecomemoria metterà radici nei comuni di Noli, Spotorno, Quiliano, Vado Ligure in collaborazione con i sindaci e con l'Istituto storico della resistenza. In Cile molti quadri di potere erano e sono rimasti al loro posto.

Il rischio era l'oblio. Urbano, esiliato politico dal , è un metalmeccanico che ha continuato anche in Italia la tradizione di resistenza operaia a cui ha partecipato nel suo paese. Nel '98, la procura spagnola chiede alla Gran Bretagna di estradare Pinochet, che in quel momento si trova a Londra in missione segreta, per crimini contro l' umani tà. Dal , il Cile è formalmente tornato alla democrazia per volontà popolare, ma l'ex dittatore ha conservato la carica di capo dell'esercito e di senatore a vita.

Scoppia un caso internazionale che per giorni porterà il Cile all'attenzione del mondo. Nell'ottobre '98, pochi giorni dopo l'arresto di Pinochet in Gran Bretagna, da una fossa comune furono riesumati i corpi di 15 persone considerate scomparse, uccise dai militari a Serena, in una tappa della Carovana della morte. In Cile, cominciano ad arrivare le denunce contro l'ex dittatore. Anche in Italia, i parenti delle vittime con cittadinanza italiana presentano un loro fascicolo all'autorità giudiziaria e si costituiscono parte civile contro Pinochet.

Urbano è il primo a denunciarlo presso la Procura di Milano, senza esito. Il comitato di Urbano stila una lista degli italo-cileni uccisi dalla dittatura almeno trenta e presenta denunce a varie procure. Alla fine, l'inchiesta aperta a Roma dal magistrato Giancarlo Capaldo riguarderà solo alcuni casi, fra cui quello di Omar Venturelli, e senza esito.

L'ex sacerdote Venturelli fu ucciso nell'ambito dell'Operazione Condor, la multinazionale del terrore, voluta dagli Stati uniti e attuata congiuntamente dalle dittature sudamericane di allora Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Brasile e Guatemala per eliminare gli oppositori politici ovunque si trovassero. Oggi, a Noli, uno degli alberi verrà dedicato a Guillermo Tamburini, un medico di origine italoargentina che risiedeva in Cile, dove venne rapito dai militari insieme alla moglie Maria Cecilia Magnet Ferrero e fatto scomparire.

Era un militante del Movimiento de Izquierda Revolucionaria, il Movimento di sinistra rivoluzionaria Mir che si oppose con le armi alla dittatura militare.

E una ex dirigente del Mir, Ana Maria Taquia Vergara, rappresentante dei famigliari degli scomparsi cileni per l'Europa, arriverà da Londra per partecipare a Ecomemoria. Si calcola che, solo nei primi mesi dopo ilcolpo di stato, i servizi di sicurezza arrestarono circa Ana Maria venne portata allo stadio nazionale di Santiago, uno dei luoghi pubblici usati come campo di concentramento da Pinochet.

Nel frattempo, la macchina da guerra dei militari istituiva in tutto il paese altri luoghi segreti di tortura, come quello di Villa Grimaldi in cui vennero torturati centinaia di migliaia di oppositori. Secondo le organizzazioni per i diritti umani che cercano ancora i resti degli scomparsi, furono oltre 3. Uno di questi conti, riguarda anche l'Italia, e il processo per l'uccisione di cittadini italiani nell'ambito del Piano Condor.

Il giudizio della storia, vale ricordarlo, non va confuso con quello della legge, ma se i mandati di cattura emessi da Giancarlo Capaldo per le colpe del Condor nei sei paesi che ne fecero parte avessero un esito processuale, si aprirebbe una finestra ancora attuale sulle dinamiche del potere. Regina della Pace Valle di Vado, ore 11, La domanda che appare quasi assurda in Occidente, in Cina ha un suo perché tra la gente comune, nonostante il governo soltanto qualche giorno fa abbia pubblicato un piano di azione sui diritti umani.

Lui, attore preferito del presidente Hu Jintao e di un miliardo di cinesi, era stato invitato a parlare all'annuale forum di Boao, nell'isola di Hainan: Se si è troppo liberi si diventa come Hong Kong o Taiwan: Jackie Chan non è sempre stato il beniamino del governo al potere.

Venti anni fa era stato un sostenitore degli studenti di Tiananmen. Ma ora sembra aver cambiato idea: Qualcosa della sua antica fede libertaria si è spezzato. Colpa anche della deriva di Taiwan, l'isola di fatto indipendente ma di diritto parte della Cina. Il Partito democratico progressista Dpp , dopo la sconfitta alle elezioni del , ha cominciato una campagna di continue dimostrazioni e cortei che stanno bloccando l'isola.

Taiwan era vista come un esperimento di democrazia per tutta la Cina. Ma oggi sta funzionando al contrario. L'attore è esploso al ricordo dello scandalo del latte alla melamina che ha ucciso decine di bambini e del problema annoso della qualità dei prodotti cinesi: Se democrazia dev'essere, almeno abbia la garanzia.

Roxana Saberi, 31 anni, si era trasferita in Iran sei anni fa e da allora collabora come freelance con la BBC e la Public National Radio statunitense, nonché alcune emittenti televisive.

Roxana è stata fermata durante una ronda della polizia e, a quanto pare trovata in possesso di una bottiglia di bevanda alcolica. Hanno passato mesi in carcere anche la ricercatrice statunitense H aleh Esfandiari, il professore universitario canadese Ramin Jahanbeglu, la collega americana Nazi Azima, o la regista francese Mehrnoush Solouki.

In serata è arrivata l'ultima rinuncia, pesante, quella della Germania. Il vero timore è che la 4 giorni di Ginevra possa trasformarsi in una replica di "Durban 1", la conferenza Onu che nel mise nel mirino Israele accusandolo di essere l'unico paese al mondo titolare di politiche razziste e xenofobe.

Con loro in prima fila il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Arriveranno alcuni paesi europei che non se la sono sentita di disertare una conferenza Onu, per esempio la Gran Bretagna di Gordon Brown con una scelta quasi da doppiogioco: Londra sarà rappresentata solo dall'ambasciatore a Ginevra.

Ci saranno tutte le agenzie Onu e le Ong interessate al tema dei diritti umani , dell'uguaglianza fra i popoli. In questo modo quindi anche la conferenza di Ginevra si prepara a criticare Israele. Ho detto al segretario Ban Ki Moon che siamo felici di aiutare l'Onu, ma questa non è l'opportunità giusta". Il Vaticano invece ha scelto di privilegiare il rapporto con gli altri paesi membri dell'Onu: Benedetto all'Angelus ha invitato "tutte le delegazioni a lavorare insieme in uno spirito di dialogo e di reciproca accettazione per metter fine ad ogni forma di razzismo, discriminazione e intolleranza".

Ahmadinejad , che in Svizzera è arrivato ieri sera, oggi parlerà al Palais Des Nations: Ahmadinejad è un uomo politico abile ed esperto, nonostante i toni radicali della sua politica; vedremo se oggi adopererà le stesse parole usate ieri alla partenza da Teheran, ma sicuramente il summit di Ginevra questa mattina inizierà sotto il suo segno.

Ieri sera l'Alto commissario per i diritti dell'uomo, la sudafricana Navy Pillay, diceva di essere "scioccata e profondamente delusa per la decisione degli Usa di non partecipare a una Conferenza dedicata alla lotta al razzismo e alla xenofobia".

Il problema è capire davvero cosa sarà da oggi questa "Durban 2". Di fronte alla nettezza inconciliabile di questa interpretazione del razzismo, che già aveva spinto George Bush a boicottare "Durban 1", neppure la consumata abilità obamiana di ricomporre gli opposti con il carisma o la sua capacità di fare annunci trancianti seguiti da azioni concrete molto più ambigue, sarebbe bastata.

Il paradosso del presidente venuto dal Terzo Mondo, del primo capo di stato americano eletto "nonostante" la propria diversità e minorità etnica è dunque più apparente che reale. Obama, come gli rimproverano i delusi, è, prima di ogni altra cosa, un realista e lo ha dimostrato, con qualche imbarazzo, rifiutando di presentarsi a questo invito a cena.

La realtà, oggi come negli ultimi 60 anni di politica estera americana, con presidenti democratici o repubblicani, insegna che, al momento delle strette, Washington, bianca o nera che sia, si collocherà sempre dalla parte di Israele.

Cuori matti La tortura non semina democrazia PAOLO GHEZZI segue dalla prima pagina Al capo della grande democrazia nordamericana non sembrano più legittimabili le pratiche sadiche divenute famose per certe foto uscite dalla prigione irachena di Abu Ghraib e per certi racconti dal campo di Guantanamo.

Certo, non incriminerà gli agenti della Cia che se ne sono resi responsabili, ma nessuno è perfetto. Ma la tortura, a ben guardare, è perfino peggiore della pena di morte, nel senso che non vuole solo eliminare l'avversario, che sia buono o cattivo o il reo, vero o presunto , ma gli vuole strappare la libertà e il diritto di mentire, di tacere, di non confessare, di resistere al potere che lo tiene prigioniero e che ne vuole spremere i segreti, il passato, le colpe vere e quelle immaginarie, e che usa il suo corpo e i terminali del dolore fisico e psichico come materiale biologico di cui abusare, nella logica consolidata secondo cui il fine il bene comune, la sicurezza, la verità giustifica i mezzi anche le scosse elettriche sui testicoli, anche le frustate, anche i semisoffocamenti o i quasi annegamenti, anche le raffinate tecniche coadiuvate da insetti mordaci e cani ringhiosi, per non parlare delle minacce, degli insulti sanguinosi e delle umiliazioni mortificanti.

Strumento efficace e a buon mercato, la tortura ha sempre avuto una discreta popolarità perché è esperienza umana antica e quasi universale: Si tratta di una pratica familiare, a portata di mano, di cui conosciamo personalmente gli effetti: Nel caso del protagonista Winston Smith, erano i topi: Con la goccia al naso e le vene inondate di pessimo gin, avrebbe smesso di contestare il potere, avrebbe amato il Grande Fratello. Perché le democrazie devono essere, sempre, moralmente migliori di chi le minaccia.

Perché la giustizia non deve sporcarsi le mani di sangue. Nei posti di polizia e nelle prigioni americane, i tamponi per il prelievo della saliva negli ultimi tempi non bastano mai. L'Fbi e le forze dell'ordine locali hanno dato il via a una campagna di raccolta del Dna che sta rapidamente facendo diventare le impronte genetiche diffuse quasi quanto quelle digitali. E tra i difensori della privacy cresce l'inquietudine. Il timore è che l'America si trasformi in una società "a sorveglianza genetica".

Il governo federale fino a ora ha raccolto negli Usa una banca dati di 6,7 milioni di profili genetici, prelevando campioni di Dna solo da detenuti già condannati. Ma nei prossimi giorni, rivela il New York Times, l'Fbi comincerà a collezionare impronte genetiche anche da persone arrestate e non processate - e quindi presunti innocenti - e da immigrati detenuti nei centri di raccolta.

Attualmente, la banca dati del Dna federale gestita dall'Fbi aumenta al ritmo di 80mila nuove persone all'anno, ma nel è previsto che il ritmo di incremento avrà raggiunto quota 1,2 milioni di profili genetici aggiunti ogni anno. Esperti di diritto ritengono che molte delle pratica attualmente in corso negli uffici di polizia, una volta che arriveranno all'esame della Corte Suprema, rischiano di venir considerate anticostituzionali, perché in violazione al Quarto emendamento che tutela il diritto alla privacy nei confronti delle attività investigative.

In 35 Stati l'impronta genetica è obbligatoria per i minori al momento della condanna e in molti casi anche al momento dell'arresto. Ma il fronte degli attivisti per i diritti civili, come ha spiegato il legale Michael Risher non intende stare a guardare: Dal nostro inviato Continua negli Stati Uniti lo stillicidio di rivelazioni sulle torture ai sospetti membri di alQaida. Ieri il New York Times ha rivelato che uno dei prigionieri più noti, Zen al-Abideen Moahmed Hussein, meglio noto col nome di Abu Zubayadah, sarebbe stato soggetto a varie forme di tortura dopo che aveva già confessato tutto quello che sapeva.

Poco dopo il suo arresto, nel marzo , Zubayadah sarebbe stato sottoposto a svariati interrogatori, prima in Pakistane poi in una prigione segreta in Thailandia, dove avrebbe cominciato a parlare senza che fosse fatto ricorso a forme di interrogatorio discutibili. Sulla base di questa intuizione, la Cia chiese al Dipartimento di Giustizia l'autorizzazione legale a ricorrere a metodi forti. Da questa richiesta scaturirono poi i quattro memoranda resi pubblici questa settimana, nei quali prima vengono meticolosamente descritte tecniche di interrogatorio che andavano dalla privazione del sonno fino a un massimo di 11 giorni all'uso di violenza fisica-dagli schiaffi in faccia alla testa sbattuta contro la parete per finire all'ormai noto waterboarding- e poi viene concessa l'autorizzazione a utilizzarle su specifici prigionieri.

Con forzature logiche e giuridiche che hanno fatto inorridire molti esperti, i responsabili dell'Ufficio di consulenza legale del Dipartimento di Giustizia raggiunsero infatti la conclusione che non si sarebbero infrante né la legge americana né le convenzioni internazionali. Perché le responsabilità primarie sono di chi detta la strategia e non di chi la adotta. Per questo ritengo che occorra innanzitutto avere un quadro completo.

Gli occidentali sono arrivati a questo appuntamento divisi. Gli Stati Uniti, Israele, il Canada, l'Australia e l'Italia hanno confermato che non parteciperanno non essendoci garanzie che la Conferenza, i cui lavori preparatori sono stati dominati dai Paesi islamici, non si risolva anche questa volta come accadde nella precedente conferenza di Durban nel in un atto di accusa contro Israele e contro l'Occidente. Olanda e Germania hanno dato all'ultimo momento forfait. La Gran Bretagna e la Francia, invece, hanno scelto di essere presenti.

Il presidente iraniano Ahmadinejad, già arrivato a Ginevra, è stato ricevuto con tutti gli onori dalle massime autorità elvetiche il che ha suscitato una dura protesta di Israele e sarà fra i primi a prendere la parola nella tribuna messagli a disposizione dall'Onu. Comunque vada a finire la Conferenza, tre lezioni si possono già trarre da questa vicenda.

La prima è che se l'Occidente si divide, coloro che puntano a usare le istituzioni internazionali in chiave antioccidentale hanno facile gioco. Se ci fosse stato un blocco compatto dei Paesi occidentali a difesa di principi per essi irrinunciabili, quei Paesi islamici che giocano sulle divisioni dell'Occidente avrebbero dovuto tenerne conto, e la stessa Conferenza di Ginevra avrebbe forse avuto un diverso avvio. I Paesi europei che, insieme al Vaticano, hanno scelto comunque di andare alla Conferenza forse riusciranno a impedire che essa si risolva in una Durban bis ma corrono anche un rischio: La dichiarazione dei diritti dell'uomo del e le tante altre dichiarazioni, convenzioni e istituzioni promotrici dei diritti umani che l'hanno seguita, erano espressioni della tradizione occidentale.

Rispecchiavano il predominio politico-militare, economico e culturale, del mondo occidentale. Nel momento in cui l'Occidente perde peso politico, altri, con alle spalle altre e diverse tradizioni culturali, si impadroniscono di quelle istituzioni, e del connesso linguaggio dei diritti umani , cambiandone radicalmente l'ispirazione e il significato. Vaticano, Gran Bretagna e Francia: Parole da eliminare o limare.

I diplomatici discutono da mesi per arrivare a un accordo sul documento finale. All'ospite più scomodo, bastano poche frasi ancora prima di salire sul podio per allontanare da Ginevra qualche altro Paese. I've loaded your blog in 3 completely different web browsers and I must say this blog loads a lot quicker then most. Can you suggest a good web hosting provider at a honest price? Thank you, I appreciate it! Your website offered us with useful info to work on. You have done an impressive job and our whole neighborhood might be grateful to you.

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