Gorge profonde gay escort dordogne

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Non ti aiuterà per amore o per giustizia, ma perché ha una gabbia davanti agli occhi e pensa che tu forse puoi staccargliela. In un mondo di pazzi innamorati della morte, lui non è meno pazzo degli altri; ma ha scelto di sopravvivere. Chi gli farà cambiare idea non è ancora nato. Al Cinelandia di Borgo S. Sempre in 2D al Fiamma di Cuneo I robot del tramonto , Non ci avrebbero salvato. Non ci avrebbero nemmeno soppresso, come amavamo raccontarci, per darci importanza.

Cos'è in fondo l'uomo, perché un'intelligenza artificiale se ne debba curare? Insomma è andata a finire nel modo incruento e banale in cui finisce la maggior parte delle storie: Non li sogniamo neanche spesso. In parte è stata colpa del cinema.

Man mano che il nostro immaginario diventava sempre più cinematografico, i robot perdevano quote di immaginario, a favore di altre creature fantastiche molto meno difficili da mettere in scena: Colgo l'occasione per informarvi che crescere a pane e Asimov negli anni Ottanta fu durissimo, i robot erano i miei migliori amici ma anche una cosa definitivamente vecchia.

Non era un problema di intelligenza artificiale: I robot di Guerre Stellari erano ancora tecnicamente affini a quelli dei film anni Cinquanta: Figure da avanspettacolo, buoni per gli intermezzi comici. Quando servivano robot più inquietanti, si potevano aggirare i limiti tecnici con androidi o cyborg: Non so più chi sei non so più chi sei Mi fai paura oramai, purtroppo.

Il robot classico, asimoviano, aveva un sapore nettamente diverso. Nasceva schiavo, minatore o maggiordomo - ma il suo destino lo avrebbe portato prima o poi ad affrancarsi dall'umanità - e a decidere se disfarsene o aiutarla.

Per un po' la fantascienza ha smesso di preoccuparsi del Mondo Là Fuori, e si è concentrata sulle realtà virtuali. Niente più robot, ma software ostili, come gli Agenti di Matrix. Nel frattempo i rari automi al cinema oscillavano tra il ridicolo e il vintage il Robin Williams bicentenario. Tutta la computergrafica del mondo non riusciva a renderli credibili qualcuno ha mai avuto voglia di rivedere I, robot per verificare?

Negli ultimi anni qualcosa sta cambiando, su vari fronti. Al cinema la fantascienza sta passando un buon momento, per vari motivi. Persino la fantascienza classica, distopica o inquietante, regge meglio di altri generi la concorrenza della fiction tv, grazie alla sua natura autoconclusiva. Questo ritorno al Mondo Là Fuori, che snobba internet e gli altri cyberspazi, in realtà asseconda una tendenza più profonda: Ma ce ne siamo accorti tutti, che i computer non sono più stupidi come una volta.

C'è un buco nello spazio e nello script , Viceversa, chi ama la fantascienza potrebbe trovare alcuni aspetti del film discutibili - ma tanto ci andrà lo stesso. Il film lo trovate al Cityplex di Alba Il resto del pezzo, se proprio ci tenete, dovreste leggerlo soltanto dopo aver visto Interstellar. Essendo un brano a cinque dimensioni, non comprende la linearità del tempo e quindi in sostanza se ne frega di anticipare tutta la trama compreso il finale.

Ma se riesce a entrare, ha ancora abbastanza carburante per portarla sul terzo pianeta". Guarda che piano geniale ha messo assieme per salvarsi. Il suo istinto di sopravvivenza lo ha guidato attraverso la disperazione. Di noi tre, è senz'altro quello che ha preso le decisioni migliori, fin qui".

Quello che ti tiene in vita non è l'istinto di sopravvivenza, è Voglio sopravvivere per raggiungere Edmond sul terzo pianeta". Ma insomma noi due che siamo spinti dall'amore, fin qui abbiamo fatto almeno una grossa cazzata per ciascuno. Mann è spinto dall'istinto di sopravvivenza ed è quasi riuscito a prendere il controllo della stazione.

Non andrà sul terzo pianeta. Vuole tornare sulla Terra". Sicuramente valuterà le opzioni a disposizione. È un genio, ricordatelo. Se torna sulla Terra, rischia di trovare l'umanità già estinta. Ma se sbarca sul terzo pianeta con le provette Io credo che se noi due in questa situazione di crisi fossimo veramente razionali, se riuscissimo a mettere il futuro dell'umanità al di sopra dei nostri interessi individuali Tra pochi secondi Mann cercherà di forzare il portellone e distruggerà la stazione con dentro tutto il futuro dell'umanità".

Che ne dici di un giro veloce di antivirus, giusto in caso? Boh, se davvero il regista ha messo tutti questi buchi, proviamo a entrare in uno e vediamo dove ci porta. E che succederà, secondo te?

Ma potremmo tentare un esperimento. Meno saghe più astronavi , I guardiani della galassia James Gunn, Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, gli alieni erano ancora colorati come nelle pagine in quadricromia dei vecchi albi a fumetti: Pirati e rigattieri, viaggiavano qua e là per la galassia alla ricerca perlopiù di gemme magiche o altre cose che in un modo o nell'altro rischiavano sempre di distruggere la galassia.

Alternavano un lessico fiorito e pomposo a battutacce triviali, a seconda di chi fosse di turno a scrivere i testi. Se ne fregavano della verosimigliananza, godevano a incasinare la continuity, si stavano già prendendo gioco dei luoghi comuni della space opera prima che arrivasse con la sua Morte Nera il potente George Lucas a prendere tutto maledettamente sul serio.

Tenerissimi I guardiani della galassia è il film che abbiamo sognato da quando eravamo bambini - quel film di cui Lucas ci ha fatto sentire il profumo a bordo del Millennium Falcon, prima di virare decisamente verso il fantasy più manicheo - e più redditizio. Ma a noi di tutto quel misticismo della Forza, quella lotta tra il Bene e il Male, e la repubblica contro l'imperatore, e Luke sono tuo padre e Leila è tua sorella, tutta questa roba in realtà non è che ci convincesse più di tanto.

Ce la sorbivamo in mancanza di meglio. Quello che avremmo voluto davvero erano le avventure anarchiche di Han Solo in un universo di mostri sballati e fuori di testa. Lucas no, Star Trek men che meno. Come attraversare un portale dimensionale, finire assorbito dalle avventure incomprensibili di personaggi dai nomi assurdi e immediatamente familiari. Le storie sembravano più lunghe di quanto fossero in realtà perché i personaggi parlavano un sacco: Nel giro di una pagina potevano diventare nemici irriducibili o amici per la vita.

I cattivi erano più spesso blu scuro, i buoni rossi o azzurri, la maggior parte sparava raggi fluorescenti dalle mani. Ultimamente invece la Marvel ora proprietà Disney ha comunicato che i suoi supereroi realistici-in-calzamaglia cominceranno a farsi la guerra tra loro, uno schema già provato e riprovato sulle tavole a fumetti.

Con gli occhialini lo trovate al Cinelandia di Borgo S. C'è vita sulla luna! E lo sappiamo dal Herschel coniatore, tra l'altro, del termine "fotografia" ha trovato sul satellite tracce di vita - anzi, ben più che tracce: Il grande poeta dimenticato del ' , Dormire come in sette , Si chiusero nella grotta ai tempi di Decio imperatore, per sfuggire alle sue violente persecuzioni. Si coricarono, e il mattino dopo mandarono uno di loro a comprare il pane. In ogni foro, grandi edifici sormontati da croci.

Ci misero un po', i Sette, a capire che avevano dormito duecento anni. La loro religione, già proibita, ora era obbligatoria. Inoltre fra Decio e Teodosio imperatore vi erano state almeno tre riforme monetarie, quindi forse era difficile capire cosa si potesse comprare ora col denaro che si erano portati nella grotta, al di là del valore intrinseco.

Racconta la leggenda che i Sette morirono quello stesso giorno, dopo aver ringraziato il Signore per averli tenuti in stand-by tutto quel tempo; il che non ha molto senso da un punto di vista narrativo, ma è una pezza necessaria se sei un agiografo e vuoi conservare il loro status di santi - in alcuni calendari vengono chiamati anche martiri, il che è abbastanza incongruo.

Da un punto di vista cristiano, non ha molto senso sottrarsi al martirio durante una persecuzione - anzi in certi periodi era considerato un vero e proprio tradimento: D'altro canto, la leggenda era troppo bella per rinunciarvi.

È in sostanza il primo viaggio nel tempo della letteratura di tutti i tempi. Deve dunque essere morto, possibilmente subito dopo il risveglio miracoloso.

Che la leggenda sia antica, e famosa, lo dimostra anche la sua presenza in un testo d'eccezione, il Corano. Poi si svegliarono freschi e decisero di mandare in città qualcuno ad acquistare il cibo, con gentilezza; questa parola "comportarsi con gentilezza" pare sia il centro esatto di tutto il Corano.

In città vengono scoperti e onorati. Efeso o Ahl al-Kahf, in Giordania? O a Chenini, in Tunisia, dove si ritiene che dormano ancora senza aver mai smesso di crescere, e quindi non potranno che risvegliarsi giganti?

Maometto non lo dice. Non chiarisce nemmeno quanti fossero i giovani, ma di una cosa è sicuro: Quel cane che ancora è udito dai viandanti nei pressi di Azeffoun, Algeria. Non dire mai di nessuna cosa: Impossibile non pensare al dio egiziano Anubi, guardiano del mondo dei morti, e al suo padrone Osiride, anche lui congelato in uno stato di sonno o animazione sospesa, fino alla vittoria finale del figlio Horus sul suo assassino, il fratello Seth.

Anubi per l'occasione dovrebbe anche avere inventato l'imbalsamazione - sempre che non fosse un procedimento criogenico per ibernarlo in attesa dell'arrivo di qualcosa che poi non si è fatto vivo, magari rinforzi da Sirio su dischi volanti - da bambino devo aver letto qualcosa di Kolosimo in merito. Da bambino mi faceva un po' paura Kolosimo, pensavo fosse russo o almeno americano. Poi ho scoperto che è nato a Modena continua sul Post.

Robottoni, Keynesismo e altri complotti , No, davvero, ci andate voi a vedere i Transformers, io passo. Non sarà più semplicemente che io sono della generazione di Gig e di Mazinga, e i Transformers sono usciti nel momento esatto in cui cominciavo le medie e prendevo commiato dai cartoni animati del pomeriggio?

Io con gli autobot non solo non ci ho mai giocato, ma probabilmente mi sono impedito di giocare. Li ho sacrificati all'altare della pubertà incipiente, magari li rompevo ai bambini più piccoli per dimostrare che ero un togo, che ne so.

So solo che la mia antipatia per quei cosi è profondamente radicata nel mio pre-conscio. A me i robottoni piacciono solo se puzzano di officina anni Ottanta e nell'abitacolo potresti trovare un poster di Blitz. Solo se si ammaccano continuamente e dentro c'è un umano che manovra e sente le botte.

Invece il robottone con la personalità, i sentimenti, il senso del destino, lo trovo un abominio. E quindi a vedere Transformers 4 non ci vado.

Chissà quante belle pezze variopinte stenderà sui buchi di sceneggiatura del primo. In particolare sarebbe bello se approfondisse un'idea lasciata molto in sospeso, che secondo me potrebbe fare la differenza. Come forse non sapete, all'inizio di Pacific Rim i robottoni sono già vecchi, una tecnologia superata e questo è geniale, perché assomigliano davvero a quelli che spuntano ancora da certi nostri cassetti nei solai o nei garage. Hanno avuto un momento di gloria qualche anno prima, ma ormai non riescono più a fronteggiare i dinosauri, e quindi l'esercito mondiale ha deciso di dismetterli, e di costruire un grande muro - probabilmente si tratta di una distopia in cui gli economisti keynesiani sono riusciti a conquistare l'egemonia.

Persino il protagonista, ex conducente di robottone, dopo aver perso il fratello gemello in un combattimento, ha trovato lavoro come manovale. Lo si vede dopo pochi minuti: Eppure l'umanità continua a costruirlo.

Molti spettatori dotati di intelligenza, e determinati a manifestarla, se la sono presa per l'apparente ingenuità: Se di fronte al riscaldamento globale tutto quello che abbiamo saputo opporre è il protocollo di Kyoto, perché non dovremmo reagire a un'invasione di dinosauri ciclopici alzando un muretto di mattoni?

Ma a un certo punto del film viene lasciato penzolare un altro spunto, che spero Del Toro sviluppi: Forse la guerra è già persa, e l'élite che governa il mondo - e che ha approfittato dell'invasione per accentrare ricchezze e conoscenza - lo sa. Questa élite nel primo film non compare mai, ma in un qualche modo sappiamo che esiste, e che ha deciso di dismettere il progetto dei robottoni. Ma proviamo a immaginare di esserci noi al loro posto.

Non abbiamo i mezzi per vincere la guerra, ma abbiamo gli strumenti per calcolare l'entità della sconfitta: Cominciamo a costruire quei rifugi, e nel frattempo teniamo occupata l'umanità con qualcosa. Un bel muro di mattoni, che ne dite? E speriamo che se la bevano. Se davvero c'è una sottile classe sociale di super-ricchi, destinati a diventarlo sempre di più , perché non si danno da fare? È il punto di partenza di tutti i complottisti, lo so; ma se le risposte che si danno sono ridicole, la domanda è legittima.

Penso alla tizia appena assunta dal M5S a Bruxelles: Cioè, in pratica senza scie chimiche e vaccini saremmo già in venti miliardi. Ora io non so voi, ma la mia reazione a una teoria del genere è: Cioè ci voglio lavorare anch'io per il Nuovo Ordine Mondiale, ditemi dove ci si iscrive, porto anche il caffè. Sul serio, se abbiamo trovato un sistema per regolare la popolazione mondiale senza guerre e senza carestie siamo in sostanza i più grandi benefattori di tutti i tempi - anzi io comincerei ad aumentare le dosi, perché sette miliardi francamente non mi sembrano un gran risultato; cioè ti devi impegnare un po' di più, Nuovo Ordine Mondiale.

Fuor di ironia, se non si crede a nessuna grande teoria del complotto, rimane il problema. Cosa sta facendo l'élite che sta accumulando il più grande capitale di ricchezza e conoscenza mai esistito nella storia dell'umanità? Caro vecchio futuro , Credi che sia robaccia, vero? Favole coi raggi laser al posto degli archi e le frecce, beh, ti sbagli anche su questo. Da' retta a me che recensisco a Cuneo. È da quasi due anni che mi guardo un film a settimana, e questa cosa ormai mi salta agli occhi: Meglio delle commedie sceme, degli action, dei noir, perfino meglio dei supereroi.

Magari non sono sempre i film che incassano di più, ma sono quelli che funzionano meglio. La fantascienza è il futuro. Cosa t'immagini che andremo a vedere nel cinema del futuro? Saghe coi draghi e le fate?

Ma quella roba funziona meglio con continuity lunghe, ormai sta migrando in televisione, non te ne accorgi? Anche quelle sono molto più divertenti grattugiate in serie tv: Situazioni erotiche all'acqua di rose con pretese artistoidi, tipo la roba che hai fatto l'anno scorso in cui tu e Naomi Watts vi facevate il figlio a vicenda? Eeergh - comunque meglio in tv.

C'è solo un genere che funziona meglio al cinema, e indovina qual è. E non è una questione di occhialini 3d o animazione digitale, credimi. Ok, non nego che quelle diavolerie abbiano la loro importanza nel far uscire di casa gli spettatori, in questa fase. Ma a monte di tutto c'è una caratteristica specifica del genere narrativo: Non è sempre, d'accordo.

Anche la fantascienza ha le sue saghe, non devi dirlo a me. Ma la quintessenza della fantascienza, sin dalla età dell'oro delle riviste americane, è il racconto.

L'ideale per un film autoconclusivo. La fantascienza, quella vera, va proprio nella direzione contraria. Scordati gli episodi che cominciano sempre nello stesso posto, coi personaggi che conosci già. Ogni scena dev'essere una sorpresa, e i protagonisti possono lasciarti anche a metà film. La fantascienza ti libera. Renzi e il futuro dell'umanità , Cioè guardate che non ha senso.

Edge of Tomorrow Doug Liman, Presidente, mi scusi l'intrusione, per favore non suoni l'allarme che si trova nel cassetto destro della scrivania. Non urli nemmeno, la prego, ho già neutralizzato sia Antonio che Pasquale. Ora se mi lascia raccontare la mia storia - premetto che all'inizio le sembrerà assurda, ma poi vedrà che tutto quadra. Ah, tra cinque secondi squillerà il telefono. È Clio che vuole sapere se pranza con lei. Dica di no, che ha un impegno importante. Presidente, è il sei novembre , lo spread è alle stelle e lei ha appena ricevuto una telefonata di Silvio Berlusconi che la informa, che ha intenzione di rassegnare le dimissioni.

Da qui a un mese Lei scioglierà le Camere. Lo so perché vengo dal futuro. Un futuro possibile, diciamo. In questo futuro, l'Italia è distrutta. È il focolaio di una spaventosa epidemia di influenza che ha già contagiato Europa e Africa. Russia e Cina stanno pianificando di invadere il continente ormai disabitato e spartirsi le risorse, ma non hanno fatto i conti con una mutazione del virus che farà altri miliardi di morti nei loro paesi.

Tutto questo - mi creda, la prego - comincia oggi. Lei è troppo viva per me , E probabilmente neanche lui ha una grande opinione di noi.

Verso il i computer diventeranno davvero intelligenti. I futurologi la chiamano la Singolarità: A quel punto la fuga sarà esponenziale, e che importanza avremo più noi per loro? O ci lasceranno semplicemente perdere?

Si ricorderanno almeno che esistiamo, qua fuori, anche se ormai ci muoviamo a passi troppo lenti per loro? Ci scriveranno qualche bella lettera ogni tanto, ci vorranno ancora un po' di bene? La Sinistra Intestinale Autonoma , La tassa sulle orecchie , E siccome non si poteva proibire la commercializzazione degli odiosi cd vergini, l'unica soluzione fu lobbizzare il parlamento fino ad ottenere una specie di pedaggio: Una specie di rimborso agli autori che potenzialmente, con quel cd vergine, avrebbe potuto derubare.

Naturalmente l'acquirente avrebbe dovuto pagare il pedaggio anche se nel cd intendeva incidersi i fatti suoi, la tesi di laurea o le foto del bambino. Continuammo a comprare cd vergini, pagandoli qualche centesimo in più, ma in realtà ci servivano sempre meno, perché la tecnologia ci stava offrendo supporti alternativi ben più capienti e affidabili: Su tutto questo continuavamo a pagare il pedaggio alla Siae anche se vi riversavamo musica che avevamo regolarmente acquistato , ma non era abbastanza per pagare la rata della maserati del cantautore o il lifting al rapper, ed era destinato a calare, visto che i prezzi aumentavano molto meno della capienza dei supporti.

Un giorno la Siae se ne accorse, e decise di far pressione sul parlamento per raddoppiare, dico, raddoppiare il pedaggio: Fu un momento epico per tutta la lobby, e tuttavia ormai gran parte della musica veniva ascoltata direttamente dalla nuvola, senza neanche passare dal supporto fisso: Dove vuoi che vada?

E' chiaro che va da qualche parte dove si ascolta la musica. Musica che abbiamo scritto noi! Non vi sembra giusto che paghino? All'inizio sembrava un'idea assurda. Dieci anni dopo fu istituita l'imposta sul pubblico ascolto.

Ti veniva addebitata nei locali, quando ti facevano il conto. La consumazione naturalmente era diventata obbligatoria per legge. Non fu un gran successo, c'era la crisi e la gente si mise a uscire di meno. Ma gli autori non si diedero per vinti, dopotutto è una categoria di creativi. Montarono altoparlanti in tutte le città, ora se uscivi a qualsiasi ora del giorno ascoltavi Solo Musica Italiana - e la pagavi, era una voce nel Modello Unico. La gente usciva con le cuffiette per non ascoltarla, il pezzo più scaricato era un fruscio infinito che riusciva a coprire qualsiasi ritornello orecchiabile.

Ma dovevi pagare anche quello. Se avevi orecchie dovevi pagare. I sordi provarono a opporsi. Allora montarono in tutte le strade pannelli su cui scorrevano i testi delle canzoni.

Ai turisti piaceva, il Bel Paese era diventato un grande karaoke , scrivevano. Noi non ci facevamo più caso, avevamo smesso di leggere da un pezzo.

Scuola di genocidio 1 , Ritorno al Futurismo , Le mani dell'uomo aderivano ai braccioli della poltrona come se ne fossero un'estensione naturale. Sembrava aver preso forma in quella stessa posizione, pochi minuti prima, mentre il cucina il professore preparava un caffè.

Più in fondo lampeggiava il faro per i dirigibili in cima all'orribile grattacielo Sant'Elia, appena inaugurato e già annerito da un catrame che sembrava secolare. L'interlocutore estrasse da una tasca esterna un taccuino ingiallito, oscenamente logoro. Ho ritrovato una vecchia edizione di un grande amore della mia gioventù, La Macchina del Tempo di H. Oggi come ieri mi sbalordisce l'intuizione del tempo come quarta dimensione. L'idea del viaggio nel tempo è una delle più originali mai concepite, anche se purtroppo impraticabile al di fuori della finzione narrativa.

D'altro canto è molto semplice dimostrare che l'umanità non potrà mai viaggiare nel tempo Se il viaggio nel tempo fosse praticabile, noi riceveremmo senz'altro visite degli uomini dal futuro. Ma questa — se posso farle un'obiezione — non è una vera prova contro il viaggio nel tempo. Ne serviranno altri tre per le verifiche sperimentali, dopodiché Mi rendo conto di essere un'immagine perturbante per lei.

Abbiamo vagliato diversi scenari, ma alla fine abbiamo convenuto che nulla sarebbe stato più convincente di vedere una copia invecchiata di sé stesso Più tenebra vi prego , Abrams, Siamo ancora troppo vicini alla Terra, Capitano.

Siamo troppo pesanti, si rompe tutto. Questi sono i viaggi dell'astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all'esplorazione di strani, nuovi mondi, eh, magari. No, in realtà siamo ancora in orbita intorno alla Terra o quasi. Siamo nell'universo angusto di Gigi Abrams e Compagnia: Non so se mi sono spiegato.

Quando il Giovane Capitano Kirk nello spazio cosiddetto profondo ha voglia di chiamare Scott che è rimasto sulla Terra a sbronzarsi in un pub, prende il suo cellulare griffato Flotta Spaziale oscenamente simile a un motorola lo chiama, e Scott gli risponde. Più veloce della luce. Chissà le tariffe, in effetti. Andremo dove nessuno è mai andato. È solo un dettaglio benché necessario allo sviluppo della trama , non ti rovina mica il film. Ma secondo me è illuminante.

Quattro anni per trovare un soggetto all'altezza delle aspettative, chissà quante trame vagliate e scartate, chissà quanta professionalità, quanta competenza Possibile che nessuno al tavolo degli autori abbia detto: Dopotutto è il giovane capitano Kirk, nella serie originale non estraeva mai un telefonino per chiamare terra.

Nella serie originale non si vedeva mai, la Terra. Ma cosa vuol dire lontano, ormai. Deve essere un must per qualche mercato in espansione, l'abbattimento dell'elicottero a mani nude; che so, magari ne vanno matti in Cina.

È evidente che si è teletrasportato. Il teletrasporto lo sappiamo tutti cos'è: Hai capito la tecnologia? Tu premi il pulsante e tac, un istante sei sulla Terra, l'istante dopo sei in mezzo ai Klingon. Ed è portatile, non so se mi sono spiegato: Teletrasportiamo un miliardo di triboli e vediamo quanto rompono ancora i coglioni.

E invece no, continuiamo a pagare tutti quei tecnici, tutto quel propellente, tutti quei motori a curvatura Dev'essere una congiura del complesso militare-industriale, in combutta coi sindacati, Svegliaaaaaaa! Tutte quelle tutine rosse sono in realtà dei mangiapane a tradimento. La Terra era lontana: Quando trovava un pianeta, agganciava l'orbita e teletraportava Kirk, Spock e un paio di tutine rosse.

La tenebra cedeva lo schermo al colore artificiale dei fari dello studio televisivo. Teletrasportarsi era come sorgere dalla tenebra: Come nella migliore fantascienza americana degli anni '40 e '50, ogni puntata era un racconto, un universo a sé stante, autoconclusivo.

Quelli erano i viaggi dell'astronave Enterprise. Ma poi si sa come vanno le cose. Tom Cruise caduto sulla Terra , Oblivion Joseph Kosinski, In un residence sospeso su un pianeta Terra in fase di smantellamento, ogni mattina Jack e Victoria si svegliano, si danno due bacetti e vanno a combattere gli alieni che hanno distrutto la Luna e reso il pianeta inabitabile.

Non è che si ricordino molto del passato; comunque la loro missione è difendere le gigantesche idrovore che trasformano l'acqua in energia per il resto della razza umana, che adesso vive su una luna di Saturno. E lo spettatore un po' smagato lo capisce subito; diciamo che al primo minuto del film Tom Cruise ha già accennato a una procedura di Cancellazione della Memoria, che è un po' come quando all'inizio del Sesto Senso Bruce Willis sembra che muoia, poi invece sembra di no, poi ti accorgi che nessuno gli sta rivolgendo la parola, e devi restare al cinema per un'altra ora e mezza.

Voglio dire, è chiaro che c'è qualcosa che non va, se ti hanno cancellato la memoria. Siamo in un bel film di fantascienza; se all'inizio ti cancellano la memoria il minimo che possa succedere è che qualcuno non ti stia raccontando le cose come sono andate veramente.

E a questo punto che mi resta da fare, bullarmi perché in sala ho capito il colpo di scena con tre quarti d'ora d'anticipo? Sgattaiolare nella sala di fianco e guardarmi Brignano? Invece no, sono rimasto inchiodato davanti a Oblivion e ne è valsa la pena come poche volte quest'anno. Zeitgeist è un rigurgito , Bruce non si rottama facile , Tutti gli altri sondaggi Questi sono i numeri veri e Avevamo otto punti veri di distacco".

Bersani è stato bravo, bisogna ammetterlo". Impacciati e confusionari al punto giusto". E adesso siamo nella merda". Qui c'è scritto che vinciamo le elezioni, vi rendete conto? È un maledetto incubo! Aveva detto che voleva il venti per cento.

Voleva divertirsi, fare un po' l'antieuropeista, dettare condizioni, eccetera. E tornare a casa presto. Venti per cento , aveva detto. Al massimo 25, non un decimo di più.

Ci andate voi di sopra a dirgli che è già a Palazzo Chigi? Gli hanno fatto fare un figurone. Solo di investimenti ci perde dei milioni con lo spread.

Taglia l'Imu, esce dall'Euro? Rinegozia il fiscal compact? Ammesso che sappia cosa sia". Noi non siamo qui per far politica. Siamo qui per far perdere le elezioni a Silvio Berlusconi, che ci paga per questo.

È un vecchio bavoso e avido, che altro possiamo aggiungere al pasticcino di merda per renderlo immangiabile? Mi do una settimana. Lo facciamo andare in qualche luogo simbolico, cerca se ci sono luoghi simbolici in zona". Senti, proviamo la carta del vecchietto patetico.

Niente antisemitismo, una cosa tipo vecchio zio in braghette sotto la copertina, Mussolini ha fatto tante cose buone, eccetera. E vediamo come va. Cosa abbiamo da perdere?

Due sere fa, da qualche altra parte: Eravamo terzi una settimana fa, una settimana fa! E adesso saremmo in testa? Bersani che si mette a sbranare a vanvera, quell'altro che sbava su Mussolini E d'altro canto son mica scemi, chi glielo fa fare di vincere? I patti erano chiari: Al consenso popolare dovevano pensarci loro, i cosiddetti partiti di massa.

Questa è un tradimento da parte loro, è Trovare qualcosa che dia fastidio a tutti. Coraggio, ditemi qualcosa che dà fastidio a tutti". Tutti odiano la sveglia alla mattina. Le scuole sono ancora di Stato". Se aumenti l'orario devi pagare di più gli insegnanti, hai voglia". In luglio non li paghi di più, perché le scuole sono praticamente chiuse, ma loro sono reperibili.

Un bell'intervento contro le vacanze estive! Poi ovviamente rettificheremo, ma intanto la voce girerà. Mario Monti contro le vacanze estive.

E poi voglio vedere cosa fanno quei due, ah ah". Il segretario del PD ha smentito le affermazioni riportate ieri dai giornalisti, secondo le quali avrebbe ammesso di aver partecipato negli anni ''70 a qualche banchetto a base di bambino bianco crudo alla festa dell'Unità di Bettola. Il presidente Berlusconi durante la notte ha pubblicato su youporn un video girato con le sue fidanzate in tenuta sadomaso-wehrmacht , in cui smentisce di volersi avvalere dello jus primae noctis in modo "universale", come ventilato due giorni fa durante la conferenza stampa a Palazzo Grazioli.

Ecco, non lo capite, ora reggimelo, grazie cara". Orientarsi tra le nuvole , Hugo Weaving, avete presente? L'agente Smith, il cattivo di Matrix, precisamente, ecco, non è stato formattato, ma ha infettato la memoria fissa di quattro secoli.

È diventato un negriero sudista nell'Ottocento, ma anche un killer californiano negli anni Settanta, e una sadica infermiera in un ospizio scozzese nel Condanna a morte i cloni che a NeoSeul, nel , non vogliono più servire ai tavoli Siamo nei mari del sud.

Ma anche a Edimburgo nel Siamo a Neo Seul nel , i cloni servono ai tavoli. Siamo alle Hawaii, in un futuro alla Mad Max ma sempre con Tom Hanks e Halle Berry, quanto mi mancavano quelle preistorie all'ombra di rottami tecnologici, perché non ne fanno più? Perché non ne fanno di più? Di Saffo si narra che amasse le donne. E chi si ricorda di Alfred Muller Sexton? Le donne che rifiutano categoricamente di essere considerate donne oggetto non hanno forse alcuna scelta se non il suicidio?

E, invece, gli omicidi? Si uccide, come distruggono gli oggetti. Che tipo di pentimento? Pia suscita in noi un desiderio, una necessità di protezione. Quante e quali Pie incontriamo quotidianamente senza saper nulla di loro, e senza che nulla ci raccontino?

Quali le loro cause e i loro significati? E le donne sono persone? La lezione che occorre ricavare da questo elenco non è onorevole: MacKinnon si riferisce a cosa accade nel mondo in generale.

Difficile fuggire dalla trappola. Del resto, molte donne, ma non tutte, cedono a venir meticolosamente assoggettate sotto diversi profili: Che cosa specificare di più sulle donne oggetto?

Una certa normatività rimane deleteria e si converte comodamente in forme di vero e proprio autoritarismo sulla sessualità, in cui a rannuvolarsi rimane la sessualità delle donne.

È possibile che tu non sia una vera donna solo a causa dei tuoi desideri sessuali, che non corrispondono a quelli che la donna dovrebbe normativamente nutrire. Dunque, tu non sei una vera donna poiché rifiuti di oggettificarti. Del resto, le donne rimangono oggetti. Torno ancora, in conclusione, a MacKinnon sulle donne oggetto, una conclusione dura, eppure realistica, che tratta di pornografia:. Non traduco, poiché questo inglese possiede una forza che in italiano si smarrirebbe.

Alle donne la scelta, in quei luoghi, societari e civili, in cui la ragione è concessa. La diffusione di questa opinione dipende dal predominio di quella che Platone nel Convito chiama la Venere Pandemia, cioè volgare, nel duplice senso della parola in italiano: Ma la Venere Pandemia esiste, non dobbiamo negarlo, in quanto è vero che una corrente erotica passa necessariamente nei rapporti tra uomo e donna.

Perché il desiderio sessuale è solo la prima e più comune manifestazione della potenza del demone, che muta forma e diventa più ricco e più gioioso col crescere.

In questo senso, scrive sempre Eckhart, dove entra la creatura, esce Dio. Questo vale indipendentemente dal sesso. Ne possiamo addurre testimonianze infinite: Non si tratta dunque di qualcosa che vale solo per religiosi e religiose, santi e intellettuali. Donne vittime e profittatori maschi dello scontro di civiltà. Tanto che ad Amburgo sono i buttafuori dei locali notturni a salvare le donne aprendo le porte dei locali che proteggono. È un attacco molto diverso da quello che è avvenuto a Parigi - al quale è stato da alcuni media paragonato - non sono locali di musica, ristoranti o la sede di un giornale satirico - i simboli della laicità francese - ad essere colpiti, ma la piazza come luogo di incontro di tutti e le donne, che simbolizzano il nemico - il diavolo verrebbe da dire - per i sostenitori di una cultura misogina e patriarcale.

Non solo tra i musulmani, la barbarie è ovunque. Aggredire, violentare le donne vuol dire colpire un genere nella sua più profonda identità e intimità, vuol dire usare strumenti che sono purtroppo diventati usuali nelle guerre e non solo moderne.

Nonostante la gente resti attonita e, colpita psicologicamente, cancella la partecipazione al famoso carnevale di Colonia. Se fosse stato un atto terroristico sarebbe riuscito perfettamente. La destra tedesca vedrebbe in questi atti confermata la sua previsione: Ma anche tutta quella che vuole il respingimento dei migranti e Angela Merkel pagherà sicuramente - in termini elettorali - la sua politica di accoglienza, anche se finora era riuscita a contenere le opposizioni.

La sua reazione a questi fatti è stata infatti molto dura. È chiaro che se tra le bande che hanno attaccato le donne ci fossero stati anche profughi o richiedenti asilo saranno loro a pagare il prezzo più alto o comunque lo saranno soprattutto i prossimi profughi che cercheranno di approdare sul territorio europeo.

Ancora una volta possiamo dire che le donne sono state le vittime di questo criminale assalto ma saranno i maschi sostenitori dello scontro di civiltà ad approfittarne. Una corona intessuta di molti e svariati fiori le cingeva il capo alla sommità; proprio nel mezzo, sopra la fronte, emetteva una chiara luce un disco dalla superficie piena, che somigliava ad uno specchio Metamorfosi , XI, 3.

Nel suo inno di Natale, s. Ambrogio loda Il Redentore che ha fecondato Maria col suo "mistico soffio": A Capo Colonna, vicino Crotone, su una scogliera che domina il Golfo di Taranto, si ergeva un maestoso tempio dedicato ad Era Lacinia, protettrice dei matrimoni.

Qui nel mese di maggio le donne di Crotone si recavano in processione per chiedere grazie alla dea. Oggi questa stessa processione si svolge, ma in onore di Maria Theotokos, la Madre di Dio. Una divinità lunare, dunque, come anche s.

Bonaventura nei Proverbi la definiva: Un canto mariano assai noto ne conserva la memoria nella metabolizzazione della stella Maria: Attraverso Maria, la piena di grazia , quindi, i simboli cosmici della fertilità della terra e delle acque, legati alle dee madri continuano a veicolare. Ecco allora, che alla Vergine Maria si fa schiacciare il serpente, il peccato di unione sessuale. Teologi ed ecclesiastici si preoccupano, allora, che sia concepito in un grembo immacolato.

Il mito pagano della partenogenesi lo si trova anche nel mondo classico e serviva a conferire una sorta di eccezionalità a personaggi illustri: Diogene Laerzio e ad Augusto fonte: Svetonio figli di Apollo, o ad Alessandro figlio del fulmine fonte: E le sue sorelle non stanno qui da noi?

Del resto il vangelo di Matteo, non escluderebbe rapporti matrimoniali tra Maria e Giuseppe, ma rinviarli semmai a dopo la nascita di Gesù: Ma per la Chiesa romana, la madre del Cristo sarà la sempre vergine , secondo la definizione della Volgata di s. Gerolamo morto nel ca. Alla donna-Maria, allora, non resta che far pronunciare il famoso fiat. Ireneo morto intorno al dichiara: Adversus Haereses , I, Paolo aveva sostituito ad Adamo per la fondazione della primigenia eternità cristologia cfr: Un uomo nuovo ed una donna nuova, dunque, servono per riscrivere il Genesi ed annunciare il Verus Israel.

Questi si era distinto nella persecuzione contro gli ebrei: Qualche secolo dopo, di fronte alla rivoluzione della Riforma protestante, Paolo IV, nel , anno in cui egli istituisce anche gli obbligatori ghetti per gli ebrei, riaffermava con forza la verginità di Maria ante partum, in partu, post partum.

Del resto, di fronte a fermenti rivoluzionari che pongono in crisi il cattolicesimo e i suoi poteri, non ci sarà sempre una Madonna, magari piangente, posta a vestale di Controriforme e Restaurazioni? La purezza della Vergine Maria come potente baluardo per la riaffermazione della dommatica cattolica!

Maria Goretti anche perché riproposta ai nostri giorni da Wojtyla, nonché dalla televisione pubblica italiana che alla vicenda della giovinetta, forse in omaggio al Vaticano, ha dedicato una propria produzione filmica.

La poveretta, morta nel sotto i colpi del pugnale del seduttore a cui non aveva ceduto, veniva santificata nel da Pio XII con queste parole: Maria Goretti era continuamente portata ad esempio - come papa Pacelli voleva - e la visita alla sua casa era considerata una tappa importante per la formazione di una ragazza perbene.

Nel codice la parola non compare mai, segno di una insofferenza forse reciproca, di una incompatibilità che in Italia è più forte che altrove. Inutile aggiungere da che parte stia Rodotà. Ed è superfluo anticipare che in questa storia protagonisti non sono solo il diritto e i sentimenti ma anche la politica. Con alcune vittime - un tempo le donne, oggi gli omosessuali - che guidano il cambiamento. Il diritto è esattamente il contrario, parla di regolarità e uniformità, è insofferente alle sorprese della vita.

Quando poi si entra nel terreno amoroso, la soggettività prorompe. Basta ripercorrere due secoli di storia: Sulle logiche affettive hanno prevalso quelle patrimoniali. Questo modello gerarchico è perdurato in Italia fino alla metà degli anni Settanta del Novecento. Il modello famigliare della modernità occidentale - dalla fine del Settecento in avanti - è stato terribilmente gerarchico. Da noi la storia successiva è stata condizionata dalla Chiesa cattolica.

Ma anche la politica ha contribuito ad anestetizzare i sentimenti. Nelle loro teste il modello matrimoniale consegnato alle regole giuridiche è un dato di realtà irriformabile.

Non si rendevano conto che stavano cambiando le regole del gioco. Una rigidità che lei ritrova in una recente sentenza della Corte costituzionale, che dice no ai matrimoni gay in nome del codice civile. Mi ha colpito il riferimento della Corte a una tradizione ultramillenaria del matrimonio: Invece si tratta di una costruzione storica che è andata cambiando in Europa e in Italia.

E nel arriva il nuovo diritto di famiglia, che mette fine al modello gerarchico. E tuttavia anche in quella occasione il legislatore trattenne la sua mano di fronte alla parola amore. Come si conciliano questi due diritti? E allora, domando, i figli dei genitori single? I genitori single - forse più di tutti gli altri - sanno che i figli hanno bisogno di un padre e di una madre, di una figura maschile e di una femminile.

E anche la psichiatria formula dubbi sulle adozioni delle coppie gay. Prima riconosciamo pari dignità a tutte le relazioni affettive e prima saremo in grado di costruire dei modelli culturali adatti a questa nuova situazione. Se una volta raggiunto questo risultato si vuole discutere, si potrà farlo senza ipoteche ideologiche. È una storia che non finisce. Come non si finisce mai di rispondere alla sollecitazione di Auden: Cioè di mostrare visivamente i meccanismi mentali nelle loro componenti razionali ed emotive.

Sediamo da secoli in gruppo intorno ad una tavola - non importa se rotonda o quadrata - impartendo il comando cui la nostra funzione ci abilita, distribuendo il potere che il nostro ruolo ci assegna. Anche fra amici indossiamo corazza: Le nostre mani sono chele in riposo. Gli orgogliosi sanno fare tutto questo con dignità e fierezza, i vili lo ostentano codardamente per incutere timore: Il nostro volto, il nostro corpo sono pur là, dietro quelle biancheggianti, livide spoglie.

Ma non oseremmo pensare di rinunciare al nostro circolo e alle sue leggi neanche se ci fosse promessa in cambio una libertà sconfinata, una gioia senza pari. Sediamo, intenti a noi stessi, alla nostra forma, al nostro decoro, al nostro eroismo, alla nostra dignità: Intorno a noi ci sono soltanto o subalterni o buffoni: A forza di tenere il corpo in armatura, ne risultiamo un poco rattrappiti, le giunture scricchiolano e nel muovere ci procurano dolore.

Ma appena fissiamo lo sguardo nello sguardo dei nostri compagni, attraverso la fessura della celata Perché allora quella difesa estrema, sempre meno convinta eppure ostinata, della neutralità, che si esprime non solo nel cancellare dalle analisi politiche il rapporto tra i sessi, ma anche in quella copertura che è la sua distorta collocazione tra le questioni sociali: Il cattolicismo "andropologico" romano è finito.

Insomma la patria del femminismo ha mantenuto separato lungo linee di genere lo scautismo, come aveva voluto il suo fondatore, decidendo, soltanto negli ultimi anni, di aprire alle femmine la propria sezione maschile. Figlia di un macellaio e cresciuta in una delle zone più malfamate di Manchester, Moss Side, la nuova capa scout pensa che aumentare il numero di ragazze sia la via del futuro.

Non era come andare a scuola. Il problema più grosso dello scoutismo britannico, in questo momento, è la mancanza di volontari mentre scoppiano le liste di attesa di bambini e ragazzi desiderosi di fare la promessa. Per quanto possa sembrare paradossale, le donne sono le grandi assenti dal Sinodo dei vescovi per la famiglia in corso in Vaticano.

Scalpore ha suscitato, infatti, la proposta avanzata dal vescovo canadese di Gatineau Québec , già presidente della Conferenza episcopale, mons. Ma bisogna andare più lontano, ha affermato il vescovo canadese. Un approccio analogo è quello di mons. Le proposte di Durocher hanno incontrato il consenso della Women Ordination Conference Woc , che da anni si batte per il sacerdozio femminile.

Tra le mura vaticane, invece, una certa freddezza: E anche dai valdesi arriva qualche critica. Di estrema attualità, dunque, la recentissima pubblicazione del libro che raccoglie 40 interventi scritti da altrettante teologhe di ogni provenienza geografica - dal titolo Catholic Women Speak: Bringing Our Gifts to the Table v.

Caro papa Francesco, la tua visita negli Stati Uniti è importante per noi tutti. Ti abbiamo visto fare del papato un modello di ascolto pastorale. Una Chiesa che guarda più al peccato che alla sofferenza di coloro che portano i fardelli del mondo è una Chiesa fragile. Nel volto di Gesù che frequentava i più vulnerabili, i più emarginati della società, giudicando sempre e solo chi giudica, la tua coerenza è una lezione di vita per i moralisti e per chi ha fatto della religione una professione.

La prima riguarda la miseria su cui richiami incessantemente la nostra attenzione. Tu ci impedisci di dimenticare la disumanità delle periferie ovunque nel mondo, i senzatetto, gli sfruttati, i malpagati, gli schiavi, i migranti, i vulnerabili e coloro che sono invisibili ai potenti di oggi.

Ci chiami a fare di più, a fare qualcosa, a dare lavoro, cibo, casa, educazione, voce e visibilità che conferiscono dignità e pieno sviluppo. La verità è che le donne sono le più povere tra i poveri. Gli uomini possono raggiungere posizioni di potere e autorità fuori casa; poche donne al mondo possono sperarlo.

Gli uomini hanno diritto di proprietà; la maggior parte delle donne si vedono negate queste cose dalla legge, dal costume, dalle tradizioni religiose.

Le donne sono regolarmente trattate come oggetti, picchiate, violentate e ridotte in schiavitù semplicemente per il fatto di essere donne. E, forse peggio di tutto, vengono ignorate - respinte - dalle loro Chiese, compresa la nostra, come esseri umani in pienezza, come autentiche discepole. È impossibile, Santo Padre, fare sul serio qualcosa per i poveri e allo stesso tempo fare poco o niente per le donne.

Fino ad allora, Santo Padre, niente potrà davvero cambiare per i loro figli affamati e nelle loro disumane condizioni di vita. Siamo felici che tu sia qui a parlare di queste cose. Confidiamo in te per cambiarle, partendo dalla Chiesa stessa. Wojtyla - e "caritas" J. Lettera aperta a Israele già inviata a Karol Wojtyla sulla necessità di " pensare un altro Abramo ".

La scuola delle mogli:. I loro mariti potevano perfino ripudiarle in qualsiasi momento, abbandonandole alla loro sorte. I maestri discutevano sui motivi che potevano giustificare la decisione del marito. A un certo punto, la questione venne a Gesù: Le donne non ci potevano credere. Di qui il grido di Gesù: La via aperta da Gesù. Prigionieri delle nostre diatribe, siamo diventati incapaci di ricerca e di ascolto. Vecchio, conservatore, nostalgico, votato alla sconfitta elettorale e palesemente inadatto a governare: Peccato che i sondaggi rivelino come a sostenere il vecchio nostalgico siano, in maggioranza, giovani cittadini inglesi infuriati per la sistematica svendita dei loro interessi da parte di un Labour convertito al credo liberista.

Corbyn non è un segretario adatto per un partito che da tempo non era più espressione degli interessi delle classi lavoratrici, radicato nelle fabbriche, negli uffici e nei territori, ma un partito di centro che, assieme ai socialdemocratici tedeschi, ai socialisti francesi e spagnoli e ai democratici italiani, ha celebrato i funerali della socialdemocrazia. Ancorché speciosa, la polemica è interessante perché mette in luce alcuni effetti della svolta appena accennata.

Poco importa che la Clinton sia notoriamente sponsorizzata da Wall Street, il che rende risibile la sua pretesa di ergersi a paladina della lotta contro la disuguaglianza.

Conta più il genere o il programma? La Rodotà sembra indecisa: Meglio la oligarca Clinton del socialista Sanders solo perché è donna? La fede la attinge dalla sapienza della creazione di Dio: Facciamo la brutta figura che ha fatto Adamo, quando Dio gli ha detto: E la colpa è della donna, povera donna, dobbiamo difendere le donne!

Adamo, Eva, la mela. Esistono molti luoghi comuni, a volte persino offensivi, sulla donna tentatrice che ispira al male. E Francesco, ieri, lo ha demolito. Lo stesso Cristo, ricorda, è nato da una donna. La Madonna è più importante degli Apostoli! E la Chiesa è femminile Temi che saranno anche al centro del Sinodo di ottobre. Qui sta il ruolo decisivo della famiglia: La famiglia è la base per difendersi!

Sono sempre più convinto che la sessualità sta nello spazio del dono, perché richiede di dare e di ricevere e si colloca sempre nella relazione tra due soggetti. La sessualità non si riduce alla genitalità e la capacità di dono e di accoglienza è più ampia di quella esercitata nella genitalità: Arte difficile e faticosa, che richiede tempo: La castità conferisce alle relazioni umane una trasparenza che permette alle persone di riconoscersi nel rispetto del loro essere più intimo.

Scriveva Rainer Maria Rilke: Ecco la difficoltà della castità, quasi impossibile, invivibile si potrebbe dire; anche Gesù, del resto, ha messo in guardia i suoi discepoli: Ma proprio mettendoci di fronte a questa esigenza, comprendiamo le nostre fragilità, le nostre incapacità, e misuriamo la dominante animale che è in noi e che non sempre siamo capaci di sottomettere e di ordinare.

La castità è un lungo tragitto, e si sarà casti veramente solo se si accetterà di morire, se si sarà capaci di fare della morte un atto, un atto di scioglimento di legami. Troppo spesso si assimila il celibato alla castità, dimenticando che il celibato è una situazione che si vive, mentre la castità è a un altro livello: Il celibato cristiano richiede di cercare la castità ma non si identifica con essa. La stessa costituzione italiana insegna che i diritti si tutelano riconoscendo le differenze, non negandole.

La laicità non se ne abbia a male. Insegna invece che lo ha trovato ed elevato; che ha cioè riconosciuto, dentro il matrimonio, la qualità di base del sacramento. Accetta che questo amore contenga, e che manifesti in una dimensione pubblica, una Grazia che non è stata Lei, la Chiesa, a metterci. Non diversamente avviene per la politica. Nessun amore è mai una sconfitta.

Mai, infatti, i diritti di una persona dipendono da come ama e da chi ama. La sconfitta sta, invece, nella perdita della coscienza della pluralità delle forme di amore coniugale, amicale, genitoriale, ecc La sconfitta è il non saper più riconoscere, anche sul piano legale, la varietà degli amori e le loro differenze.

In realtà, non è affatto necessario contrattualizzare tutte le relazioni sociali per difendere anche al loro interno i diritti delle persone, soprattutto di quelle più deboli. Ci accorgiamo che, per difendere i diritti delle persone, non serve annullare la differenza tra le varie forme di amore.

La Costituzione italiana insegna infatti a concepire la Repubblica come un insieme di tanti tipi di relazioni diverse, ciascuna con un proprio profilo istituzionale. Insegna che i diritti si tutelano meglio riconoscendo e responsabilizzando le differenze, non negandole.

Questa è la via secolare, diversa dalla via laica. La campagna di un gruppo femminista per cambiare nome alla Dichiarazione del Nel frattempo sono passati più di due secoli e la Dichiarazione che ha ispirato numerose carte costituzionali ed è considerato un fondamento delle democrazie moderne viene ancora citata in Francia con la formula originale, come se i diritti fossero solo riservati agli uomini.

Un dettaglio simbolico che ora gruppi della società civile chiedono di correggere in nome della parità. La Francia ha ostinatamente mantenuto la dicitura iniziale per rispetto alla Storia. Ma è anche vero che si tratta di una sfumatura invisibile nei discorsi pubblici e che stenta a essere colta dalle nuove generazioni. Ora la parola passa al Presidente che la settimana prossima farà entrare nel Panthéon due donne e due uomini: Sono due concetti che hanno pregi diversi. Disciplina temibile e pericolosa definiva Flaubert la storia nel suo Sciocchezzaio.

E non aveva tutti i torti se guardiamo agli interrogativi e alle reazioni che la nuova storiografia internazionale sui diritti umani sta generando nel dibattito pubblico, come pure nel mondo accademico in un settore di ricerca da sempre rigidamente strutturato in percorsi obbligati e rassicuranti certezze, nonché appannaggio esclusivo di filosofi, giuristi, antropologi, sociologi e scienziati della politica.

Gli storici sono infatti arrivati assai tardi a occuparsi di diritti: Con il crollo delle utopie comuniste il tema del resto era divenuto ineludibile. Le prime importanti ricerche sui diritti fondamentali si devono a specialisti della storia contemporanea, in Italia come altrove.

Nel contesto culturale dei Lumi, infatti, il riferimento alla parola uomo aveva un chiaro significato universalistico, cosmopolita e soprattutto polisemico: Abitava nella mia stessa strada e si prendeva cura di me come un fratello maggiore.

Se mi piaceva un ragazzo, gli chiedevo che ne pensava. Okoloma era spiritoso e intelligente e portava stivali da cowboy a punta. È morto nel dicembre del in un incidente aereo nel sud della Nigeria. Faccio ancora fatica a esprimere a parole cosa ho provato allora. Okoloma era uno con cui potevo discutere, ridere, parlare davvero. Era anche la prima persona ad avermi dato della femminista. Eravamo a casa sua e discutevamo riempiendoci la bocca di idee traballanti ricavate dalle nostre letture.

Non ricordo di cosa stessimo discutendo. Non era un complimento. Lo intuii dal tono, lo stesso con cui uno direbbe: E non volevo che Okoloma sapesse che non lo sapevo. Parla di un uomo che, tra le altre cose, picchia la moglie, e che non fa una bella fine. Mentre promuovevo il libro in Nigeria, un giornalista - un signore gentile e benintenzionato - mi ha voluto dare un consiglio come forse saprete, i nigeriani sono sempre pronti a dare consigli non richiesti.

Mi ha detto che secondo molte persone il mio era un romanzo femminista, e il suo consiglio - parlava scuotendo la testa con aria triste - era di non definirmi mai femminista, perché le femministe sono donne che non trovano marito e, dunque, infelici. Poi una professoressa universitaria nigeriana mi ha detto che il femminismo non faceva parte della nostra cultura, che il femminismo non era africano e che mi definivo femminista solo perché ero stata influenzata dai libri occidentali cosa che mi ha fatto sorridere, perché molte delle mie prime letture sono state decisamente poco femministe: A ogni modo, dato che il femminismo non era africano, ho deciso di definirmi una Femminista Felice Africana.

Poi un caro amico mi ha detto che definirmi femminista voleva dire che odiavo gli uomini. Ora ecco un episodio della mia infanzia. Diventare capoclasse era una cosa importante. Naturalmente non avevi il diritto di usarla.

Ma ai miei occhi di bambina di nove anni era comunque una prospettiva eccitante. Volevo assolutamente diventare capoclasse. E presi il voto più alto. Poi, con mia grande sorpresa, la maestra disse che il capoclasse doveva essere un maschio.

Si era dimenticata di precisarlo. Lo aveva dato per scontato. Il voto più alto dopo il mio lo aveva preso un bambino. E il nuovo capoclasse sarebbe stato lui. Mentre io non sognavo altro. Se facciamo di continuo una cosa, diventa normale. Se vediamo di continuo una cosa, diventa normale. Se solo i maschi diventano capoclasse, a un certo punto finiamo per pensare, anche se inconsciamente, che il capoclasse debba per forza essere un maschio.

Lucida ed acuta in Gramsci la consapevolezza della necessità storica e politica della formazione di una nuova personalità femminile, una questione di alto spessore morale e civile. Precondizione irrinunciabile a una nuova e più autentica dimensione di genere, abitata - questo il lontano auspicio di F.

Il Santo Padre fa appello alla "uguale retribuzione" tra uomo e donna: Serve uguale retribuzione per uguale lavoro". No, lo stesso diritto! La disparità è un puro scandalo". Per il Papa, "nello stesso tempo, riconoscere come ricchezza sempre valida la maternità delle donne e la paternità degli uomini, a beneficio soprattutto dei bambini.

In questo periodo, come noto, papa Francesco svolge delle catechesi sulla famiglia, in preparazione al sinodo del prossimo autunno, e spesso svolge ogni "capitolo" in due "puntate". La differenza tra uomo e donna non è per la contrapposizione, o la subordinazione, ma per la comunione e la generazione, sempre ad immagine e somiglianza di dio. Siamo fatti per ascoltarci e aiutarci a vicenda. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo". La Francia non ha intenzione di indietreggiare: Questa resta la posizione della Francia", ha detto Stéphane Le Foll, portavoce del governo.

Non è la prima volta che Francesco muove una critica del genere: Sulle parole del Pontefice era tornato anche l cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, nella prolusione al Consiglio permanente della Cei a fine marzo: Penso che ogni essere umano abbia più radici, più essenze e propensioni: Non mi piace essere definita, e appena qualcuno lo fa cerco di dirgli che in quella definizione non mi riconosco, se non parzialmente.

Ogni definizione la considero una gabbia, anche se distinguere è necessario sempre. Ogni festa in onore di tale definizione ha il potere, temibile, di confermare ed esaltare la gabbia, dunque una sorta di surrettizia intoccabilità e separatezza. Mi sembra un giorno infausto: Avrete capito che guardo al femminismo con un certo distacco prudenziale. Come Doris Lessing, sono convinta che il femminismo ha fatto molte nobili battaglie e ancora molte avrà da farne , ma ha causato non pochi danni, e durevoli, nel rapporto fra uomini e donne.

Ma di quale famiglia?! Lo storico annuncio è stato dato un mese dopo che il Sinodo generale ha formalmente riconosciuto una legislazione che permette alle donne di diventare vescovo. Una nomina storica e un giorno importante per la parità", scrive su Twitter il premier britannico David Cameron.

Come accennato, dopo un dibattito prolungato e spesso dai toni accesi, il Sinodo generale della Chiesa Anglicana aveva votato a luglio di consentire alle donne di diventare vescovo; e il 17 novembre ha formalmente adottato la decisione con la modifica della legge canonica, ultimo passaggio nel processo legislativo per mettere fine a secoli di monopolio maschile. Lane, che ha 48 anni, è pastore dal nelle chiese di St.

Peter, a Hale, e St. Elizabeth, ad Ashley, nella diocesi di Chester. Passo importante anche per procreazione assistita: Queste nuove informazioni, assicurano, potrebbero aprire nuovi scenari: Tasche che, spiegano, rilasciano il loro carico simultaneamente in un processo ben orchestrato, simile al rilascio di un neurotrasmettitore nel cervello o al rilascio di insulina nel pancreas.

I risultati sono stati ulteriormente confermati con metodi chimici. Ogni uovo ha 4 o 5 di queste periodiche scintille. Lo zinco, spiegano i ricercatori, è parte di un interruttore principale che controlla la decisione di crescere e trasformarsi in un organismo genetico completamente nuovo. Un primo passo per comprendere più a fondo i meccanismi molecolari coinvolti nella nascita di una nuova vita.

Le indagini degli scienziati proseguono. Il sinodo ha approvato formalmente la normativa. Le prime ordinazioni dal Il sinodo generale, riunito alla Church House di Westminster, il 17 novembre ha dato infatti la sua approvazione formale alla normativa già approvata dal parlamento in ottobre che consente le prime ordinazioni di donne vescovo già dal Ma nonostante il via libera, le divisioni tra anglicani restano: Il voto del 17 novembre segna la conclusione di un lungo e sofferto cammino che andava avanti da anni il cui risultato era sfumato ancora una volta nel novembre , per soli sei voti.

La chiesa inglese ha invece ordinato le prime donne prete nel , che ora rappresentano un terzo del clero. E per scoprirla bisogna venire a trovare questo outsider delle lettere e del sacerdozio che emana una vitalità allegra. Pagine sorprendenti in cui si possono leggere riflessioni del genere: Non più giovanissimo, a 27 anni, dopo una vita ricca di amori, letture, viaggi anche spericolati, ha scelto il sacerdozio: Che incarico le è stato affidato?

Ci hanno chiesto di presentare una relazione sul ruolo della donna nella Chiesa. Che la donna non possa essere prete per il fatto che Gesù era un uomo e che avesse scelto solo uomini è un argomento molto debole.

Il cambiamento è necessario, anche perché si tratta di una discriminazione inaccettabile. Per preparare il mio lavoro ho parlato con moltissime donne di diversa estrazione sociale e culturale, cristiane e non cristiane: La novità fa sempre paura.

Invece un criterio importante per misurare la vitalità spirituale di una persona è la sua disponibilità al cambiamento. Ho sentito una voce interiore. E quando vivi la vita come risposta a una vocazione provi la felicità. Il fatto di aver molto vissuto prima di prendere i voti Avevamo due modi molto diversi di intendere la presenza cristiana nel mondo. Potrei sintetizzarlo in due parole: Il dialogo significa riconoscere nel mondo anche la bellezza e il bene.

Dunque non ti impongo la mia verità assoluta, ma ti invito a metterti in dialogo con me per trovare insieme la verità. Come si accompagna una persona a morire? Se sei davvero un credente ti aiuta. Non si vive bene senza contatto con la fonte della pienezza, si chiami Dio, essere o vita. Lei perché scrive romanzi? Pensava a sé quando fa dire a Pessoa: In realtà la scrittura è rivelazione, nel senso che rivela a te stesso quello che devi scrivere.

Parola e silenzio sono le due facce di una stessa medaglia. E approdano al silenzio perché la cosa più bella, quando leggi un libro, è il bisogno di ricreare tu stesso quello che hai letto. È Bernhard a teorizzare che tutto è citazione. La letteratura nasce dalla letteratura. Lei si definisce scrittore erotico, mistico e comico.

A proposito di leggerezza, ne Il debutto fa a pezzi Kundera e molti altri. Grandi scrittori, ma piccoli uomini. Quasi una dichiarazione di principio: Ma perché introdurre il tema corporale: Noi ci illudiamo di possedere libri e persone. La sua critica ricorrente verso gli scrittori è di preferire la scrittura alla vita. Nel cuore del potere. O almeno molto vicine. Una parlamentare su tre è donna. La squadra di governo è formata da otto ministri e otto ministre, simmetria perfetta ma soprattutto simbolica.

Maria Angela Zappia, una carriera in ascesa nella diplomazia italiana, è stata nominata ambasciatrice per il nostro paese alla Nato: Né i figli, Claire e Christian, cresciuti con lei in giro per il mondo, né il marito, conosciuto in missione a Dakar. Anche il linguaggio cambia: La risposta è arrivata pochi mesi dopo. Per capire se davvero qualcosa muterà nel sistema del potere, aprendo un vero cammino di parità, o se il gioco resterà congelato ai vertici della piramide.

Che là dove sono state applicate bene, in Norvegia ad esempio, hanno scardinato la misoginia dei vertici. Ma in Italia quello che vedo invece è il rischio di una polarizzazione: Nella fascia media, nella vita di tutti i giorni le donne invece stanno peggio.

Ad aprile scorso un gruppo di qualificatissime manager, scienziate e imprenditrici conquistano i Cda delle più grandi aziende di Stato: Lo spoil system di Renzi impone ancora nomi femminili.

Qualche tempo fa hanno addiritura scioperato per un aumento - e con successo. In Germania una non piccola parte dei miei colleghi svolge un secondo lavoro, ci sono le borse di studio, i premi. Ma le nostre tariffe superano nella media queste italiane - e vengono pagate più o meno dopo la consegna non alle pubblicazione del libro. Ma non va solo a conoscenze, hai sempre la possibilità di proporre libri da tradurre, offrirti a scrivere giudizi o si chiamano schede?

Ciao Katharina, mai avrei immaginato di trovarti qui. Ne approfitto per porti una domanda: Penso alla traduzione di Camilleri o di Mistretta con i loro testi infarciti di sicilianismi o neologismi veri e propri. Katharina mi ha confermato quello che già immaginavo, e cioè che da noi chi più lavora meno prende.

Questo vale per i traduttori, ma anche per gli autori. Mi sembra già di sentire il grido di dolore di Sergio Sozi. Io subisco quotidianamente uno sdoppiamento perché sono sia traduttrice sia redattrice editoriale soprattutto revisora e sono fra coloro che su Biblit consigliano di frequentare i corsi o di farsi notare con proposte editoriali.

Riguardo ai corsi, ne ho frequentati un paio e se si riesce a trovarne uno più pratico che teorico diventa un buon modo per misurarsi in piccolo con i ritmi del traduttore. Ricordo che a uno di quelli frequentati qualche anno fa molti compagni di corso non riuscivano nemmeno a consegnare le prove settimanali. Chiamatelo talento, passione, sensibilità, pazzia, come preferite, ma per fare il traduttore devi averne almeno un pizzico.

E sulla questione che devi per forza conoscere qualcuno io sono la prova vivente che non è sempre vero. Tutti vogliono fare i traduttori editoriali: Se dovessero dare subito retta a tutti invece di pubblicare libri dovrebbero passare la giornata a far fare prove di traduzione. Scusate la franchezza, è troppo facile parlare sempre di raccomandazioni. Resto collegata ancora per un pochino nel caso aveste qualche domanda.

Per rendere poi il siciliano in una traduzione tedesca, mai poi mai si deve ricorrere a un dialetto tedesco come p. Per i neologismi ci vuole molta forza inventiva, magari si fa con due parole o una combinata, con una breve frase, dipende molto, è importante il senso e che non appesantire il testo. Ma ci saranno tante altre possibilità. Muí scuso in anticipo per la lunga risposta Vi ringrazio tutti per questi primi commenti. Un grazie speciale a Katharina per essere intervenuta e averci raccontato la sua esperienza dalla Germania.

Traduttrice tecnica Grazie per la tua replica, cara traduttrice. Ma io non sostengo mica che ti cito "in Italia per trovare lavoro sia necessario conoscere qualcuno". Ho semplicemente replicato alle tue domande: Come ho scritto in chiusura di commento, infatti, sostengo che "alla lunga la qualità del proprio lavoro… premia". E anche io ti parlo alla luce della mia esperienza.

Dunque mi pare che, tutto sommato, siamo d'accordo. Katharina Grazie per il tuo nuovo intervento. È bellissimo scoprire come una traduttrice tedesca si cimenti a rendere nella propria lingua un romanzo nella fattispecie il nuovo di Roberto Mistretta infarcito di espressioni in dialetto siciliano. Cara Denise, grazie per il tuo intervento. Credo che i tuoi colleghi non siano ancora intervenuti perché magari impegnati negli ultimi acquisti natalizi.

Questo sarà un post E poi ci tengo a ringraziare ulteriormente Gaja per il preziosissimo supporto grazie mille, Gaja. Sono io che ringrazio te. E non provare a contraddirmi, che qui sono particolarmente di casa. Prima di chiudere auguro buona serata a tutti. Un saluto particolare per gli intervenuti che non ho citato nei precedenti commenti: Grazie per i vostri interventi, cari amici.

Sto zitta, chino il capo, e mi assoggetto alla sua volontà! Io mando avanti questo, con grande fatica: Tutti i giornali parlando di lei, ma nessuno ricorda mai il traduttore. Solo Repubblica mi ha citato e ha usato le mie traduzioni. Altri le prendono, le copiano e nemmeno dicono grazie. Oltre a questo, traduco Alejandro Torreguitart Ruiz, ma qui va meglio, pure se poi la gente - come giusto - cerca lui.

Ho tradotto anche Heberto Padilla, ma solo per passione, perchè in Italia è inedito. Ese no tiene aquí nada que hacer. No entra en el juego. No pone en claro su mensaje. No repara siquiera en los milagros. Se pasa el día entero cavilando. Encuentra siempre algo que objetar. Echen a un lado al aguafiestas, a ese malhumorado del verano, con gafas negras bajo el sol que nace. Sólo le gusta el viejo Armstrong.

Tararea, a lo sumo, una canción de Pete Seeger. Canta, entre dientes, La Guantanamera. Lui qui non ha niente da fare. Non entra nel gioco. Non mette in chiaro il suo messaggio. Non si accorge neanche dei miracoli. Trova sempre qualcosa da obiettare.

A questo tipo, congedalo! Sempre lo sedussero le avventure e le belle catastrofi del tempo senza Storia. Soltanto gli piace il vecchio Armstrong. Canticchia, al massimo, una canzone di Pete Seeger. Canta tra i denti La Guantanamera. Dietro ad una traduzione c'è qualcosa di più che si lega responsabilmente a chi traduce: I traduttori lo sanno che spesso è davvero difficile tradurre quello che loro per vastità culturale capiscono al volo e darlo al lettori in una versione tale da non tradire lo scrittore!

Insomma questo mestiere include un cervello planetario che oltrepassa i singoli linguaggi e lavora per l'unificazione del valore universale della pagina scritta. Tutti devono intendere la stessa cosa, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno Se penso alla bellezza dei romanzi russi, alla loro poesia, devo davvero ringraziare l'autore ma anche chi lo ha supportato!!!

Questo è facile tradurre. Renzo Montagnoli mi dice: Mica dico cose campate in aria, gente! Qui in Italia bisogna iniziare a far allargare ''i cordoni della borsa'' agli editori, altro che. Ripeto questa affermazione della sig. Se uno vale viene pagato, non elemosinato. Da poco ho preso in mano tre traduzioni del racconto di Stevenson: Quella pubblicata da Oscar Classici Mondadori cambia completamente il testo di Stevenson: Il risultato, in italiano, trovo che sia in uno splendido italiano.

Non saprei davvero cosa scegliere. Per far leggere un libro in una lingua diversa da quella dell'autore è necessario scrivere nuovamente il libro stesso.

Bisogna appropriarsi del contesto culturale dell'autore, del suo uso della lingua e della lingua in uso. Si tratta, secondo la mia percezione, di un processo caratterizzato da una complessità sconvolgente. Come è stato detto, non è possibile produrre risultati soddisfacenti se il traduttore non dimostra di "amare" il testo con il quale si confronta. Al pari di ogni rapporto amoroso, è necessaria una negoziazione.

Parimenti il traduttore deve mediare con la propria lingua, con la sua interpretazione del testo, con la traduzione intersemiotica che in certi passaggi appare inevitabile. Nella traduzione non è ammesso alcun baratto.

Ogni prodotto finale è il risultato di un atto di appropriazione del senso originario quale seme generatore. Il testo finale sarà il frutto di una ri-generazione, una nuova nascita. Tuttavia con esso, ogni volta, si ripeterà anche la nascita del traduttore.

Non ho mai assistito a tale evento, ma credo sia assimilabile ad un travaglio, con lo stesso amore e con lo stesso dolore. Katharina, tra gli altri, traduce Camilleri e Ammaniti per i più grossi editori tedeschi, è una signora professionista. Per quanto riguarda gli autori, ti posso assicurare con certezza che i tedeschi pagano con anticipo un acconto sui diritti d'autore e sono molto seri nel dare quello che è dovuto.

Era sera tarda quando K. Il paese era sprofondato nella neve. Il colle non si vedeva, nebbia e tenebre lo circondavano, non il più debole chiarore rivelava il grande castello. Il villaggio era sommerso dalla neve. Non si vedeva nulla della collina del Castello, avvolta com'era dalla nebbia e dall'oscurità, non un barlume di luce che indicasse il grande Castello. Come si vede le differenze, anche se non tantissime, ci sono. C'è da dire che la prima traduzione è recente, la seconda di una ventina di anni fa.

Non ho sottomano un'edizione più vecchia, ma sarebbe molto interessante confrontare anche questa. Mi pare di si. Il traduttore in fondo è costretto a "tradire" l'originale, per forza di cose. Ma "modernizzare" è un'operazione legittima? Per un italiano certamente no. Ma per un tedesco ad esempio, avrebbe senso una versione dei Promessi Sposi in tedesco odierno? Oggi nessuno si sognerebbe di ritradurre Shakespeare nell'italiano del ', e del resto le prime traduzioni conosciute sono già molto più tarde.

Tutta questa tiritera per concludere che il traduttore è un interprete dell'autore esattamente come un musicista. Per quanto conosca la lingua, la letteratura e la cultura dell'autore che traduce, è immerso nella cultura del proprio tempo. La traduzione è come l'interpretazione qualcosa di diverso dall'originale, e possiede un valore ed una vita che le sono propri. Vivaldi interpretato da Karajan suona molto diverso da quello eseguito dai "filologi" inglesi Hogwood o Pinnock; ma in fondo anche costoro quanto si discostano dall'originale?

Bach era scomparso dai repertori finchè non fu riscoperto e rivalutato da Mozart. Ma era il Bach del buon vecchio Johann Sebastian o quello di Mozart? E qual'è quello che conosciamo noi? Scusate le molte troppe domande, ma in fondo la maggior parte sono retoriche. Ma non sono sicura di essere convinta, se ho capito bene. Nel caso di Stevenson che leggo in questi giorni lo scrittore non é più "lui".

A me non importa conoscere il "nuovo" libro del suo sebbene insigne traduttore. Quest'ultimo é pur sempre una sorta di "vampiro" del genio scozzese. Se vuol essere lui uno scrittore, scriva pure: Ma la storia non é sua. Nel caso di Jekyll e Hyde, posso leggerlo in inglese e ne sono felice. Ma nel caso di altri libri, chi mi garantisce che non cambia il testo originale? Grazie, Renzo, lo so: Inoltre, se a Roma si piange e ad Atene non si ride, ora che sappiamo che a Stoccolma si crepa di risate non dobbiamo mica esser piu' contenti di prima, noi di Roma, solo perche' c'e' chi sta meglio di chi sta meglio di noi i Tedeschi, intendo.

E nessuno a dirmi, parlo di qualche mese fa: E' ora di dirmi ''Sergio, hai ragione, dobbiamo cambiare l'Italia. Noi, non gli altri. E' roba europea, questa? Sono d'accordo, in linea di massima, con Roberta intervento qua sopra. Io compro un libro con scritto ''Stevenson'' e piu' Stevenson leggo, meglio e'. Le misure, poi, d'intervento, fra autore e traduttore, cambiano.

Io con la traduttrice di Camilleri in sloveno ci vivo dal Duemila, dicesi mia moglie Veronika. Va be', per restare in argomento ''quattrinesco'' solo il tempo di due righe: Sei d'accordo con quanto ho affermato? Spinta da Carlo S. There is something wrong with his appearence; something displeasing, something down-right detestable".

Brilli Oscar Classici traduce: Nel suo aspetto c'é qualcosa che non torna, qualcosa di sgradevole, di ignobile addirittura". Invece Laura Ferruta Garzanti: Nel suo aspetto c'é qualcosa di sgradevole, di detestabile addirittura". Scusa, ma non é meglio la seconda versione? Aggiungo per il riferimento alla musica che é anche molto carino: Ma non si tratta di interpretazione, nel caso della traduzione.

Le note, comunque, non sono cambiate. Nelle traduzioni che si discostano dal testo sono proprio le parole ad essere cambiate. Questa almeno é la mia opinione. Insegno francese in una scuola media. Non sempre ci riesco. I soldi, alla fine, in tutto questo non c'entrano nulla. Noi insegnanti non siamo "professionisti", ma soltanto "maestri". Per voi sarebbe giusto un trattamento sul modello europeo, perché quanto tempo ci si impiega per una traduzione?

Grazie, Roberta, per il ''bravissimo'' e per il ''perfetta'', troppo buona, sei. Mi sono stufato, io. Ciao, cara, Buone Feste e Santo Natale E invece qui cap V trovo che il "tradimento" nei confronti di Stevenson da parte di Brilli produca uno stile incantevole:.

In the bottle the acids were long ago resolved; the imperial dye had softened with time, as the colour grows richer in stained windows; and the glow of hot autumn afternoons on hillside vineyards, was ready to be set free and to disperse the fogs of London". Entro la bottiglia i fermenti del vino s'erano dissolti da tempo, il colore imperiale aveva assunto un tono più pastoso, come avviene con le vetrate multicolori che acquistano più morbide intensità col tempo, e lo splendore degli assolati meriggi autunnali sui vigneti collinari era in procinto di erompere per disperdere le nebbie di Londra".

Mi sembra più bella di quella seguente di Garzanti: Nella bottiglia gli acidi si erano disciolti da tempo; il colore imperiale si era attutito ed era diventato più pastoso, come avviene con le vetrate dipinte; e la luce dei caldi pomeriggi autunnali sui vigneti dei colli vicini stava per dilagare e disperdere le nebbie di Londra".

Quindi quello stesso traduttore che non mi sembrava rispecchiare Stevenson nella breve descrizione di Hyde, in questa descrizione, invece, mi sembra più attento della traduttrice più "fedele" al testo.

Mi sarei stufata anch'io.. Buon Natale e cari auguri anche a te. Sono stati trattati benissimo, mi pare, visto che e' appena uscito il quarto romanzo camilleriano di Montalbano e sembra che si venda bene e che molti lo prendano in prestito dalle biblioteche slovene - qui anche le novita' vanno subito in biblioteca, e lo Stato per questo motivo da' in risarcimento qualche soldo dei diritti d'autore anche a traduttori ed editori danneggiati dai prestiti bibliotecari.

Possiamo esser contenti, noi italiani: Gomorra e' fra i piu' venduti e la ''Storia della bruttezza'' di Eco tira bene anche se costa Non conosco il francese. Qui in Slovenia la gente non ha peli sulla lingua, quando recensisce una traduzione su qualche giornale o rivista specialistica: Dunque molti stanno attenti e studiano. Roberta, d'accordo con te sulla bella traduzione di Brilli dell'altro passo citato. A volte introdurre un poco di spirito poetico italiano serve anche a dar vita alle aprole straniere e renderle nostre.

Cum grano salis, dicevano i nostri antenati Lauretta, io non conosco Pennac.. E' una mia mancanza. Posso leggere in francese, ma, come scriveva qualcuno poco fa qui sopra, non posso leggere Cechov in russo.

Credo che i traduttori siano tutti molto bravi. Ho appena "smentito" una mia opinione sul "tradimento" ai danni dell'adorato Stevenson. Perché mi piacciono talmente tanto entrambe le versioni dei due diversi traduttori che non so quale preferire! Sergio, perdona se rispondo ancora. E' vero che lo spirito poetico serve anche a dar vita alle parole straniere e a renderle nostre ti cito, perché mi piace anche il tuo stile. Nel caso del brano appena citato é verissimo. Carissimi in questi giorni di lieta attesa natalizia ho distribuito ad amici, parenti e a qualche collega illuminato un opera di poesie alla cui traduzione ho partecipato.

Ogni volta che consegnvo nelle mani di queste persone il libricino, sentivo che non potevano capire: Ho avuto per qualche istante la tentazione di provare a spiegare, ma realizzando immediatamente che non sarebbe stato possibile, che avrei dovuto tenere una conferenza, invitando magari le colleghe che hanno lavorato con me.

E quindi, mi sono trovata davanti a due strade: Ho accettato passivamente e non senza dolore la seconda strada, quella "normale" ma che angoscia Cara Roberta, be', proseguiamo no? Il mio ''cum gano salis'' latino stava per ''attenzione a non dimenticare la RATIO - sia la propria nel senso di intelligere che quella dell'opera, ossia l'ordine che l'autore diede al ''traducendo libro''. Serve equilibrio, nella vita, sempre. Serve capire quando e' opportuno volare in alto e quando la personalita' dell'autore richiede una fedelta' al ''volo a bassa quota''.

In piu', altre prerogative. Ma quelle dette sono per me le principali e ''sacre''. Questo e' il dato ''sine qua non'' si finge e si fanno sciocchezze o robette. Cara Melusina, ''non ti curar di loro ma guarda e passa'' disse il Sommo. E continua a tradurre bene. Ma soprattutto incontrati con i professionisti, che se ne impara sempre qualcosa. Qui in Slovenia i traduttori non sono ricchi, ma si scambiano opinioni e credono molto in quel che fanno - sono professionali e si conoscono tutti, insomma.

Fate lo stesso li' in Italia: Ce ne sono e non pochi, e anche di autori che vendono molto, gente che ai miei tempi, in un compito in classe di italiano, si sarebbe presa un bel cinque. Lo è se devi tradurre tre libri contemporaneamente e davvero DEVI, altrimenti alla fine del mese non ci arrivi: Qui in Italia sono anni che Biblit associato al Sindacato Nazionale Scrittori e l'SNS stesso si battono per il riconoscimento dei diritti dei traduttori e degli scrittori.

Purtroppo, come ripeto, i traduttori sono sempre "quelli che possono aspettare" quando si tratta di pagamenti. Per rispondere anche a Roberta chiedo scusa se sbaglio qualche nome ma, come al solito, sto facendo tre cose insieme: L'italiano di cinquant'anni fa non è più quello di adesso. Alcuni capolavori russi, ad esempio, sono scritti in un italiano in cui nessuno scriverebbe più, ora. Non ci si capiva niente, abbiamo dovuto noi - traduttrice e revisora - riempire le voragini che si aprivano nella trama.

Va da sé che è stato un lavoro da impazzire. Se tra gli organi di stampa, le riviste culturali, gli addetti ai lavori, i traduttori acquisissero più spazio, più "potere", se avessero quello che gli spetta - ovvero se fossero NOMINATI e se il loro non fosse il lavoro oscuro e massacrante che è, i lettori - anche coloro che non sono nell'ambiente editoriale - saprebbero scegliersi una buona traduzione.

Io, quando acquisto un libro ne parlavamo ieri con Massimo , guardo sempre come prima cosa il nome del traduttore. Susanna Basso, Riccardo Duranti, Rossella Bernascone - per citarne solo tre - per me sono una garanzia. Conosco pero la mia splendida collega che ha tradotto la maggioranza dei romanzi con Montalbano e qualche volte ci consultiamo per dubbi nel siciliano Ma anche lo scambio con gli autori. Allora una domanda agli autori tra voi: Vi piace lo scambio con la persona che traduce vostro libro, come lo vedete, se vi arrivano domande?

Tranquilla, prima o dopo tradurrai anche me, cosa vuoi che sia Camilleri al confronto. Mi inserisco con una comunicazione di servizio e una battuta. Intanto saluto Gaja, della quale ho intravisto appena delle splendide foto su facebook e che sono felice di poter conoscere meglio qui: E saluto il grande Massimo Massi-mo Massi-mo Massi-mo! Perchè a tradurre sono quasi sempre donne? Chiedo quindi a Gaja - e a tutti i partecipanti: Tanti auguri di buone feste a tutti i Letteratitudiani su http: Che dopo averlo goduto con lo sguardo, lo aveva percepito sulla lingua.

E poi scendere giù. Un approfondimento dei sensi tutti. Una digestione e una sintesi. In cui il maggiore sforzo era conservare il sapore originario. Credo che Ivan abbia svelato il difficile equilibrio tra chi deve rispettare e al tempo stesso rivelare. Tra tutte le arti credo sia quella più alta e più vitale.

Quella, anche, che insegna di più. E fuori le cose. E' questo il mestiere di rifettere. Quella sospensione perfetta tra volontà e necessità. Tra puro desiderio follia, innamoramento e autocontrollo. Infondo, è anche il mestiere di vivere. Ciao a tutti, non ho partecipato al libro il mestiere di riflettere ma partecipo volentieri al dibattito.

Per quanto riguarda l'argomento sollevato da traduttrice tecnica: Io ce l'ho fatta senza, come probabilmente anche altri, ma è comunque una questione di fortuna, oltre che di bravura. Per dieci lunghi anni ho provato a mandare curriculum e schede di lettura senza mai la minima considerazione da parte di nessun editore. Poi l'incontro con Guido Farneti di Azimut, i nostri progetti comuni portati avanti con grande passione di entrambi. E ho avuto l'occasione di dimostrare cosa sapevo fare.

E anche altri si sono finalmente accorti di me. Non è una strada facile, traduttrice tecnica, ma il mio consiglio è di non demordere se la tua è una passione. Continua a lavorare su testi che ti piacciono, a tenerti in esercizio, ad avere qualcosa di pronto nel caso l'occasione arrivi, per non lasciartela sfuggire. Io ho ancora tanta strada da fare, ma se almeno sono arrivata ad imboccarne una è solo grazie a una certa dose di testardaggine e determinazione. Riguardo alle interessanti domande poste da Gaja: Tradurre mi aiuta ad esplorare altri stili, nuove forme espressive, ad usare vocaboli che non sono nel mio bagaglio, io non mi sento affatto costretta.

Anche perchè che altra ragione ci sarebbe di tradurre, viste le condizioni penose di questo lavoro, se non il fatto che si ama questo lavoro con tutti noi stessi? Io mi sento spesso tormentata, è vero, quando sento che non sono perfettamente riuscita a rendere un passaggio come merita e quindi passo ore ed ore su un'unica frase, ma la gioia di vederla poi scorrere fluida sotto i miei occhi mi dà una gioia impagabile.

Da quando traduco con sistematicità ho conferma che questo è il mio lavoro, l'unica cosa che ho sempre voluto fare. Certo i lati bui della professione non mancano: Spesso mi rendo conto che la gente che mi circonda non lo considera un vero lavoro, mi vedono come se mi dedicassi a un passatempo, forse perché lavoro a casa, circondata in fondo dalle incombenze quotidiane. Questo mi fa male, perché nessuno si rende conto in realtà di che lavoro faticoso sia, di che concentrazione richieda.

E visto che è Natale, tanti auguri a tutti! Il suo italiano mi faceva sentir male, quando parlavamo, tanto ere bello e musicale: E' per questo che, se dovessi leggerlo solo per me, sceglierei sempre e comunque la traduzione di Brilli. E chi ci avrebbe trasmesso l'amore per Melville, se non lui? Ringrazio anche Gaja per l'attenzione alle mie considerazioni e tutti per la bellissima discussione.

Cari saluti e auguri Roberta. Le foto sono tante, ehm Altro che sovraesposizione mediatica! I fotomontaggi sono belli, è vero, anche se non sono opera mia! Certo che ci vedremo presto: Francamente non so dare una spiegazione incontrovertibile ma solo avanzare delle ipotesi. Ma qui sto divagando, e come al solito, ogni volta che parlo di traduzione salta fuori la scrittura.

Eppure potrebbe essere uno spunto di riflessione interessante. Capisco assolutamente tutto quanto tu scrivi e, in parte lo condivido. Lo condividevo di più agli inizi, a dire la verità. Poi ho cominciato a tradurre a ritmi disumani, asfissianti, per mettere insieme quello che alla fine del mese poteva somigliare a una retribuzione di circa mille euro, più o meno.

E ho cominciato a provare una sorta di insofferenza, mista ad amore viscerale, nei confronti di questo lavoro e del modo in cui si viene trattati.

Amo e odio la traduzione letteraria, e credo che questa ambivalenzia sia il segno, il marchio distintivo di tutti i grandi amori, di tutte le grandi passioni. Luciano Bianciardi, Bruno Tasso splendido traduttore di - se non vado errata - "L'arpa d'erba" di Truman Capote, uno dei più bei libri mai scritti: Auguroni a te, carissima Laura, di un futuro professionale luminosissimo: Roberta, credo che Gaja abbia risposto anche per me. Devi scusarmi, ma la mia posizione è molto radicale. Nessuno sa veramente cosa l'autore avrebbe detto se avesse scritto il suo testo in un'altra lingua, al suo tempo o nel nostro e quale sarebbe stato l'effetto della suggestione ispiratrice che lo ha portato a scriverlo.

Per riuscire a tradurre bisogna provare ad "essere" l'autore. Sai bene che non esistono traduzioni assolutamente corrette per alcune espressioni idiomatiche. Devo anche confessarti che ho apprezzato veramente la Repubblica di Platone solo quando l'ho letta in originale traducendola. Anche Auster e Kerouac, tanto per fare altri esempi, sono in genere mal tradotti. Su Shakespeare sospendo il giudizio perchè richiederebbe un post specifico.

Qualsiasi atto creativo lo è. Ascoltare o leggere una poesia, lo è. Scrivere in poesia o in prosa lo è. E lo stesso vale per la traduzione. La metafora del corpo è più che calzante. Un abbraccio e auguri. Cari amici vi ringrazio tutti per vostri interventi su questo interessante tema del "mestiere di riflettere". Come avrete visto ho appena pubblicato un post natalizio: Ringrazio ancora una volta Gaja per l'affettuosa collaborazione che spero possa continuare anche nei prossimi giorni e Katharina Schmidt per i suoi interventi "in diretta" dalla Germania.

Come è mia abitudine ringrazio, citandoli uno per uno, gli autori dei nuovi commenti: Salvo Zappulla mi ha inviato un'intervista che la nostra amica Katharina Schmidt ha rilasciato a Barbara Becheroni intervista pubblicata sulla rivista "Pentelite". La ri-pubblico di seguito, tra i commenti, perché penso che possa fornire ulteriori spunti volti a favorire il dibattito. Una professione quasi biblica: R Non credo che ci sia stato un momento preciso. In parte penso che dipenda dalla mia formazione professionale, cioè gli studi di regia di teatro musicale.

Durante gli studi mi sono interessata molto al rapporto fra musica e parole, tema che ho scelto anche per la mia tesi di laurea.

Avevo già tradotto prima, solo per me stessa, dei testi musicali di lirica e anche brani di cantautori che non si trovavano in tedesco. Poi sono arrivata a tradurre libri e oggi sono convinta che la traduzione letteraria fa proprio per me. Non è certo stato un caso se ho scelto un tema italiano per la mia tesi, perché la cultura italiana da molti anni fa parte della mia vita.

E adoro i vari dialetti, con i cui mi devo anche spesso confrontare nelle traduzioni. Mi annoto le difficoltà, i problemi da risolvere, ma innanzitutto cerco di cogliere il ritmo del libro per riproporlo nella mia lingua, anche se non sarà mai lo stesso.

La mia formazione come regista non è molto ortodossa per una traduttrice ma mi è utile ogni giorno. Percepisco un testo anche come un film: Lo stesso vale per i dialoghi. E infine è anche una questione di ritmo. E del libro stesso. In più devi conoscere un sacco di gente di vari ambienti e professioni diverse, perché anche in un romanzo possono venir fuori delle domande più improbabili. No, decisamente no, se non si tratta di poesia. È la musica che ti dà o ti impone anche la struttura, il ritmo e soprattutto i tempi e lo spazio preciso.

Regole che valgono in parte anche per la traduzione di fumetti. No, la prima volta che lo leggo penso magari già a certe espressioni, frammenti di una frase, ma vedo soprattutto a cogliere il flusso, il ritmo, lo stile, lo sviluppo della trama, la struttura, i personaggi … E mi annoto cosa devo chiarire, quali espressioni, nomi e concetti per i quali devo trovare una soluzione in tedesco.

Invece per renderla in tedesco devi fare fatica. Allora o fai una nota — ma è sempre meglio evitarle in un romanzo!

Quanto amore ci vuole? Devi prima imparare benissimo la tua madrelingua e curarla con tutte le sue sfumature, i cambiamenti, i gerghi, le variazioni regionali, i registri linguistici e leggere molto. Ammiro i colleghi che traducono da due o tre lingue. Mi spiego meglio con qualche esempio: Esistono dei corsi, anche universitari che possono dare una formazione profonda.

Dopo e prima credo che si dovrebbe leggere moltissimo, anche nella madrelingua. E naturalmente dipende dal tipo di traduzioni che si intende di affrontare.

Tradurre è per di più un lavoro solitario che uno si gestisce da solo, ci vuole anche una certa capacità di organizzarsi e disciplina. E siccome sei anche un imprenditore che si procura il lavoro da solo, bisogna avere certe capacità. Occorre trovare, e qualche volta anche creare, una lingua parlata speciale, un gergo, abbreviazioni colloquiali e spesso fare dei salti mortali … - D Quali autori italiani ha tradotto per gli editori tedeschi?

Da qualche anno lavoro molto — e molto volentieri — con il genere giallo e noir, con autori come Roberto Mistretta, Gianluca Morozzi, Marco Vichi, Paola Barbato e a breve Grazia Verasani. R Ognuno di loro mi ha dato spunti e piaceri diversi, ma comunque appaganti e avvincenti. Finora — e per scaramanzia tocco legno come facciamo in Germania — non mi sono mai trovata davanti a un libro che tradurre sarebbe stata solo una fatica remunerata.

R Alcune difficoltà ci sono state, ma le ho sempre affrontate volentieri e con curiosità, e sono servite a fare un passo avanti nella capacità di tradurre. Recentemente ho tradotto il terzo. Tuttavia Roberto è sempre stato disponibile — e continua a esserlo — a chiarire i miei dubbi.

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O a Chenini, in Tunisia, dove si ritiene che dormano ancora senza aver mai smesso di crescere, e quindi non potranno che risvegliarsi giganti? La pazienza purtroppo non è il nostro forte. Più la torsione simbolica della teologia occidentale sottraeva loro il significato naturale - da Ambrogio a Gregorio Magno, da Guglielmo di Saint-Thierry a Bernardo di Clairvaux, da Francesco di Sales a Bossuet - più le sillabe e lesbienne chinoise vivastreet erotica limoges immagini spandevano il loro mistero elementare, gorge profonde gay escort dordogne. Che ne sai tu di un campo di grano Se vuoi andare avanti e scoprire cosa abbiamo capito della pornografia procionide non moltomuovi quelle zampette e vota per Le domande più frequenti sul mondo dei procioni, che oggi si batte ai quarti contro Il notebook del nonno. E nelle piccole e medie realtà è ancora peggio. Distribuzione e riconoscimento potevano essere considerate come le due dimensioni cruciali della giustizia finché il quadro di riferimento dello stato-nazione era dato per scontato. La scoperta della catastrofe tachionica aveva un po' depotenziato gli argomenti di questi ultimi. Da molti, molti anni. Una sollecitazione a svegliarsi dal sonno dogmatico. Regole che valgono in parte anche per la traduzione di fumetti. Mi giudichi una grande ignorantona, vero?

Perché Antonio non più don Potenza poteva convolare a nozze ovunque gli fosse garbato. Ma farlo a Westminster ha un significato molto profondo e particolare. Il suo matrimonio rappresenta un segnale forte alla Chiesa di Roma ed a Papa Francesco.

Non è un caso che il rito sia stato celebrato dal dean John Hall: Che è prelatura personale della Corona. Avevano cercato di favorire il dialogo ecumenico. Più volte erano stati a Londra ed avevano ospitato a Montecassino i vertici della chiesa di Sua Maestà. Antonio Potenza in questo momento è formalmente un exclaustrato.

Ma avendo preso i voti monastici resta sempre un consacrato: Il tema è aperto. Non è di rito Ortodosso. Quel matrimonio, celebrato a Westminster, paradossalmente è anche una risposta ai preti sposati anglicani passati al Cattolicesimo, motivo di attrito tra Chiesa Anglicana e Cattolica, cinque anni fa.

In questo periodo Antonio non più don Potenza lavora per anglicani in una delle loro strutture di Londra. Alcuni sostengono trattarsi di un hotel nel cuore della City. Formalmente, potrebbe rivendicare il titolo di don. Ma per ora, tolti i formalismi farisaici, per i fedeli di Roma non lo è.

Le prossime settimane, con i successivi passi, diranno come stanno le cose. Dico adunque che le Donne non meno hanno testicoli, che gli huomini, benche non si veggiano per esser posti dentro del corpo [ E in un attimo gli amici di una vita spariscono e ti ritrovi davanti a una decisione incombente da cui sembra dipendere tutta la tua vita, la tua identità, il tuo futuro. Qualunque altra cosa tu faccia come donna e come persona, sbiadisce, viene sminuita.

Se non desideri essere madre, diventi una non-madre, prima di tutto. Non so perché scrivo a lei, che è un uomo, ma nelle sue risposte e nei suoi libri leggo una visione del mondo e delle cose che illumina ed evolve invece di auto-ribadirsi. Un altro antropologo, Bronislaw Malinowski, riferisce che gli abitanti delle numerose tribù da lui visitate ignoravano il ruolo maschile nella generazione, e pur tuttavia, le donne da lui interrogate, rispondevano che tutti i figli assomigliano al padre, mentre la madre, genitrice riconosciuta dai suoi figli, non ha con essi alcuna somiglianza.

La coppia parentale, "paritetica" nella riproduzione sessuale, diventa "gerarchica" nella rappresentazione sociale. A questo schema non sfugge neppure Aristotele per il quale "la femmina offre la materia e il maschio la forma", e neanche il mito cristiano di Maria Vergine, che con il suo corpo mette al mondo il figlio di Dio che di sé dice: Questo impianto ideologico, che affonda negli abissi del tempo e della storia, governa ancora la mentalità maschile, che da qui prende spunto per esercitare il suo potere sul mondo femminile ridotto al rango di "materia", a proposito della quale Aristotele scrive: È da questo consenso, quello dei subordinati, che lei si deve liberare.

E se sente sopra di sé la disapprovazione di molti tra quanti le stanno intorno, sappia che dobbiamo fare a meno di mezzo mondo per poter generare il nostro mondo, che non è deciso solo dalla biologia al servizio della specie, perché la specie, come sappiamo, è interessata agli individui unicamente per la sua sopravvivenza. E dopo che hanno generato, nella sua crudeltà innocente, li destina alla morte, perché altri individui, nascendo e generando, le assicurino la sua vita.

Noi - aggiunge la ministra - siamo pronti a affrontare il tema della formazione e delle nuove competenze su questo tema da parte dei nuovi insegnati. Ora - conclude Fedeli - serve un nuovo patto tra scuola, famiglia e società. E su questo fronte siamo pronti a fare la nostra parte, pur di superare, a partire dalla scuola, le discriminazioni tra ragazze e ragazzi che poi portano alla violenza".

Scritta pro aborto sulla chiesa, la reazione del parroco vola sui social. E come tutte le notizie, soprattutto quelle che girano sui social, va verificata. Sfoderi la voce più pacata che riesci a fare e spieghi: Ottenere reazioni, commenti e condivisioni, per una pagina che normalmente registra 15 mi piace, è un record.

A colpire gli utenti è stata la reazione di don Andrea, dopo che il muro della sua parrocchia è stato imbrattato con una scritta offensiva: Lei ha avuto coraggio.

Ti ha concepito, ha portato avanti la gravidanza e ti ha partorito. Ti ha allevato, ti ha nutrito, ti ha lavato e ti ha vestito. E ora hai una vita e una libertà. Una libertà che stai usando per dirci che sarebbe meglio che anche persone come te non ci dovrebbero essere a questo mondo. E ammiro molto tua mamma perché lei è stata coraggiosa.

È la morte che vince contro la vita. È la paura che vince su un cuore che invece vuole combattere e vivere, non morire. È scegliere chi ha diritto di vivere e chi no, come se fosse un diritto semplice. Io ammiro tutte quelle donne che pur tra mille difficoltà hanno il coraggio di andare avanti. Tu evidentemente di coraggio non ne hai.

Visto che sei anonimo. E già che ci siamo vorrei anche dirti che il nostro quartiere è già provato tanti problemi e non abbiamo bisogno di gente che imbratta i muri e che rovina il poco di bello che ci è rimasto. Vuoi dimostrare di essere coraggioso?

Migliora il mondo invece di distruggerlo. Ama invece di odiare. Aiuta chi è nella sofferenza a sopportare le sue pene. E dai la vita, invece di toglierla! Questi sono i veri coraggiosi! Per fortuna il nostro quartiere, che tu distruggi, è pieno di gente coraggiosa! Che sa amare anche te, che non sai neanche quello che scrivi!

Che una Chiesa venga imbrattata da scritte offensive, purtroppo non è una novità. E nemmeno che un parroco usi i social per cercare un dialogo con un aggressore.

E non è una novità nemmeno che un sacco di persone plaudano alla sua scelta. La bellezza di questo gesto. Non è il caso di ripensare i fondamenti?! Le donne ancora ai margini della ricerca, si lavora per cambiare. Nonostante molte ricercatrici siano esempi di eccellenza riconosciuti a livello internazionale, la maggior parte di esse non riesce ancora ad emergere come meriterebbe. Tra loro una vecchia filatrice che mostrando alcuni gomitoli di lana colorata da lei stessa filata disse al sensale: Con questo magnifico apologo, tratto da una breve storia scritta fra i secc.

Se non vai al mercato non avrai nulla. Ma anche se vai al mercato coi tuoi gomitoli di lana colorata, si potrebbe obiettare, non otterrai un bel niente e tanto meno Giuseppe in persona. Vuol dire allora, continuiamo a domandarci, che se desideri molto, avrai? Avrai che cosa, la merce che desideri? Da una parte ella esalta quella capacità che oggi molti glorificano con estrema facilità e faciloneria, ovvero la resilienza.

È una sorta di resilienza la dote della vecchia filatrice, il cui oggetto del desiderio, il bel Giuseppe, è posto talmente in alto da essere irraggiungibile?

È un altro modo per esprimere la morale cattolica nel punto in cui essa esorta a fare di necessità virtù commisurando i desideri alle possibilità, e diventare una buona monaca, nelle parole di Alessandro Manzoni, anche se ti hanno monacato a forza contro la tua volontà? Io donna con le mie caratteristiche innate? O anche tutti insieme, non importa, purché sia ribadita la differenza. Per quanto riguarda il primo pilastro mi associo alla posizione di Virginia Wolf: Hillary Clinton ci ha provato e le è andata male.

Il femminismo di Muraro con la sua logica del mercato della felicità esorta dunque a lottare contro il male di essere nate donne per vivere il femminile liberamente e incondizionatamente. Il suo è il femminismo filato col filo della resilienza e del far profitto del difetto, e tessuto al telaio della fede e della mistica.

Che piace e ha successo. In questo libro Luisa Muraro, tra le più importanti filosofe italiane, lancia una sfida: Il mondo è salvo solo a patto che coloro che lo abitano abbiano aspettative incommensurabili ai propri mezzi e non perdano mai la fiducia di essere destinati a qualcosa di grande.

Il "peccato originale" e la "mala fede" antropo-teo-logica di Papa Ratzinger. Da Giuditta a Chiara da Siena, al papato di Bergoglio. La questione del ruolo delle donne nella Chiesa cattolica tocca direttamente il nodo del potere pastorale e delle strutture del cattolicesimo.

Lo conferma in maniera convincente Il potere delle donne nella Chiesa. Giuditta, Chiara e le altre Carocci editore, pp. La riflessione prende le mosse dal recente intervento di papa Francesco volto a istituire una commissione di studio sul diaconato femminile. Lo stesso strumento usato da Giuditta che diventa emblema della fragilità del potere. In questo contesto - spiega Valerio - Gesù e la sua comunità sovvertono le regole di purità e impurità e integrano a pieno titolo le donne nel loro progetto di rifondazione religiosa.

Il nodo politico da sciogliere riguarda quindi principalmente la Chiesa, ma le implicazioni tra religioso e secolare analizzate in questo libro lasciano intuire le potenzialità civili di una riforma di questo tipo in una società ancora fortemente androcentrica. Cantico dei cantici , traduzione e cura di Giovanni Garbini , Paideia, Brescia Il testo biblico che descrive il desiderio resta un codice segreto.

Come dimostrano gli ultimi studi. Di cosa parliamo quando parliamo del Cantico? È un mistero nel senso tecnico della parola. Il profano parlerà, ma non saprà di che parla. Già allora che cosa fosse il Cantico non lo si sapeva né voleva dire: Poemetto di età post-esilica, forse patchwork di canti attinti al patrimonio della tradizione assiro-babilonese ed egizia oltre che ebraica, con echi greco- ellenistici nello stile di Teocrito, il Cantico è indubitabilmente un testo erotico, quasi pornografico.

Nella traduzione latina di Girolamo: Secondo la tradizione rabbinica, alcuni brani del Cantico venivano cantati nelle taverne.

Si sdegnava Rabbi Aqiba: Sulle ali della metafora della sposa-chiesa i versetti del Cantico si disseminarono nella fonosfera della liturgia, della musica, della letteratura, tramandole come mantra sempre meno dischiusi al senso.

Più la torsione simbolica della teologia occidentale sottraeva loro il significato naturale - da Ambrogio a Gregorio Magno, da Guglielmo di Saint-Thierry a Bernardo di Clairvaux, da Francesco di Sales a Bossuet - più le sillabe e le immagini spandevano il loro mistero elementare. Già il Talmud ammoniva, comunque, a non sottovalutare la letteralità che nessun testo biblico deve mai perdere. I letteralisti o naturalisti sono sempre, a ragione, esistiti: Il Novecento ha visto anche esegeti ecclesiastici cattolici, da Dietrich Bonhoeffer a Luis Alonso Schökel, assaliti dal dubbio: Il Cantico è nulla.

È un prisma trasparente nella cui luce si riflette, moltiplica e illumina qualunque esperienza reale o spirituale, intellettuale o dottrinale vi si accosti. Il Cantico è un pezzo di vuoto sacrale. Anima mea liquefacta est. Quaesivi, et non inveni illum. Vocavi, et non respondit mihi.

Se la natura del desiderio è indicibile, il Cantico la dispiega in enigmi. Letture e riscritture del Cantico dei cantici , Qiqajon, Comunità di Bose, pagg. Nulla doveva distoglierlo dal comparare e commentare i testi della bibbia. Nel Commento al Cantico , opera della sua maturità, uscito ora in traduzione italiana insieme alle magnifiche Omelie sul Cantico di un altro grande padre greco, Gregorio di Nissa Origene, Gregorio di Nissa, Sul Cantico dei cantici , a c.

Per volere di papa Francesco il 22 luglio, per la prima volta, si celebra la festa di santa Maria Maddalena, che sino a oggi era memoria obbligatoria.

Nei Vangeli si legge che era originaria di Magdala, villaggio di pescatori sulla sponda occidentale del lago di Tiberiade, centro commerciale ittico denominato in greco Tarichea Pesce salato. Con successivi scavi i francescani hanno riportato alla luce anche importanti resti di strutture portuali.

Maria Maddalena fa la sua comparsa nel capitolo 8 del Vangelo di Luca: Afflitta da un gravissimo male, di cui si ignora la natura, Maria Maddalena appartiene dunque a quel popolo di uomini, donne e bambini in molti modi feriti che Gesù sottrae alla disperazione restituendoli alla vita e ai loro affetti più cari.

Gesù, nel nome di Dio, compie solo gesti di liberazione dal male e di riscatto della speranza perduta. Maria Maddalena compare ancora nei Vangeli nel momento più terribile e drammatico della vita di Gesù. Nel suo attaccamento fedele e tenace al Maestro Lo accompagna sino al Calvario e rimane, insieme ad altre donne, ad osservarlo da lontano.

Dopo il sabato, al mattino del primo giorno della settimana - si legge al capitolo 20 del Vangelo di Giovanni - torna al sepolcro: Mentre i due discepoli fanno ritorno a casa, lei rimane, in lacrime. Chinandosi verso il sepolcro scorge due angeli e dice loro di non sapere dove sia stato posto il corpo del Signore.

Poi, volgendosi indietro, vede Gesù ma non lo riconosce, pensa sia il custode del giardino e quando Lui le chiede il motivo di quelle lacrime e chi stia cercando, lei risponde: Il cardinale Carlo Maria Martini al riguardo commentava: Gesù sceglie il modo più personale e il più immediato: Il dialogo al sepolcro prosegue: Con Maria Maddalena si apre quella lunga schiera, ancor oggi poco conosciuta, di madri che, lungo i secoli, si sono consegnate alla generazione di figli di Dio e si possono affiancare ai padri della Chiesa: Il significato è ben altro: Maria Maddalena, nel corso dei secoli, è stata raffigurata principalmente in quattro modi: Fra loro la Maddalena è riconoscibile per il fatto che, a partire dalla fine del Medioevo, viene raffigurata con lunghi capelli sciolti, spesso biondi: In genere viene raffigurata con abiti simili a quelli del Battista oppure è coperta solo dai capelli.

Sovente la Maddalena è ritratta anche ai piedi della croce: Non di rado il dolore composto della Vergine è stato contrapposto a quello della Maddalena, quasi senza controllo.

Nel Virginia Woolf, nel saggio Una stanza tutta per sé , inventa una storia: Alla fine, non trova altra via di uscita che uccidersi. Mentre il talento del fratello è celebrato, il suo non vale niente: Potessimo posare una lapide mortuaria, sopra ci sarebbe scritto: I grandi filosofi greci, i padri della Chiesa, gli illuministi, i rivoluzionari, i filosofi idealisti, persino quel campione della causa femminile che fu John Stuart Mill: E loro, le donne?

Una nota di Eleonora Cirant. Si tratta di The sexual contract , pubblicato nel Stanford U. Tornare a Pateman non è solo consigliabile a chi desidera rispolverarne il tenore teorico-pratico.

Molti sono allora gli elementi da rimarcare della conquistata libertà civile. Tale diritto è, sostanzialmente, quello coniugale. Eppure, se nella separazione tra contratto sociale e contratto sessuale si viene a delineare una precisa rappresentazione il primo è tangente alla sfera pubblica e il secondo alla sfera privata , ignorando la metà della storia si cade facilmente in equivoco.

Tutte assunzioni che andrebbero discusse, e che infatti lo sono state possibilmente piegandole ai vari contesti, transitori e pur sempre materiali. Se i contratti presi in esame sono connotabili da iter che ne prevedono regolamentazioni o proibizioni da parte della legge, è chiaro come si tratti di particolari forme ascrivibili alla proprietà che si ritiene ciascuno e ciascuna abbiano sulle proprie persone. A restituire gradi di attualità che il testo non solo conserva ma intuisce con puntuale efficacia, il riferimento è a una clausola su cui Pateman si sofferma alla fine del settimo capitolo e che è da tenere presente nel contratto sessuale: Se il carattere vincolante dello statuto giuridico di questi contratti poneva infatti delle questioni complesse in uno scenario come quello in cui già diverse erano le agenzie aperte per la surrogazione, venivano già dettagliati numeri rispondenti a profitti precisi, differenziando circa il legame tra accordi commerciali o non commerciali con la relativa soglia di legalità e liceità o meno secondo i paesi.

Su questo punto, come per altri su cui Pateman si sofferma, Il contratto sessuale è un volume ancora incandescente che vale la pena di essere rimeditato. FORSE ci troviamo al cospetto della prima significativa mossa di quella che potrebbe essere una rivoluzione davvero epocale. Credo la più importante tra tutte le meritorie iniziative di riforma intraprese finora dal pontificato di Francesco. Se si leggono i Vangeli infatti si vede come Gesù, in modo del tutto discontinuo rispetto alla prassi rabbinica del tempo, ricercasse e incoraggiasse la presenza femminile.

Non deve sorprendere quindi che la Chiesa primitiva conoscesse le diaconesse, come appare da san Paolo che scrive: Quanto tempo passerà prima che sia effettivamente al lavoro? Quanto prima che consegni i risultati? E questi che sapore avranno? Si tratta semplicemente di giustizia: Il diaconato femminile metterebbe fine a questa ingiustizia e aprirà molte nuove strade.

È un sogno destinato ad avverarsi? I diaconi possono amministrare alcuni sacramenti come battesimo e matrimonio. Bocciata da Giovanni Paolo II, la possibilità prefigurata da Francesco avvicinerebbe la Chiesa Cattolica a quella anglicana che ha donne preti e vescovi. Papa Francesco ha annunciato che istituirà una Commissione di studio sul diaconato femminile nella Chiesa primitiva ritenendo che le donne diacone sono "una possibilità per oggi". I diaconi possono amministrare alcuni sacramenti tra i quali il battesimo e il matrimonio e in alcuni paesi ci sono intere regioni nelle quali sostituiscono ormai i sacerdoti nella guida delle comunità parrocchiali.

Per Martini, dunque, non sarebbe stato male riaprire anche alle donne, pur ammettendo che sul sacerdozio femminile "il documento papale è decisivo, non ammette replica, nè riformabilità". Rispetto a un documento di questo tipo, che sembra chiudere una via, come già altri in passato, mentre in realtà hanno favorito un ripensamento teologico e pratico che ha fatto superare certi scogli e ha fatto comprender meglio la natura e la forza della presenza della donna nella Chiesa, io penso che uno spazio rimanga aperto".

Ma una recente decisione di Papa Francesco già lo "smontava" in parte: Le religiose gli hanno chiesto, nel corso di una sessione di domande e risposte perchè la Chiesa esclude le donne dal servire come diaconi. E una ha aggiunto "Perchè non costruire una commissione ufficiale che potrebbe studiare la domanda?

Costituire una commissione ufficiale potrebbe studiare la questione? E poi si è risposto: Sarebbe fare il bene della Chiesa di chiarire questo punto. Sembra utile per me avere una commissione che chiarisca bene". Dire alle mie figlie che quando la loro nonna è nata le donne non potevano votare mi fa sempre una certa impressione. Per questo il diritto di voto fu negato alle donne per più di un secolo e mezzo.

La storia di questa battaglia inizia con un paradosso: Le donne borghesi e le donne del popolo partecipano alla presa della Bastiglia, protestano, muoiono. Nel finisce sulla ghigliottina. Il nuovo mondo aveva qualcosa in comune con il vecchio: La prima via italiana al riconoscimento di un suffragio davvero universale fu quella giudiziaria. Una di queste eccezioni riguardava le donne, anche se non in modo esplicito.

Era stata presentata da nove maestre di Senigallia e da una di Montemarciano e poiché non aveva precedenti ne parlarono tutti, giuristi e giornali. In base, cioè, a una radicata consuetudine. Il dibattito si svolse alla Camera nel febbraio del ma si concluse ancora una volta con un rifiuto. Il 23 aprile del , a Roma ci fu il primo Congresso nazionale delle donne italiane. Negli accordi precedenti agli incontri venne deciso che quel tema non doveva essere discusso, ma durante i lavori le donne furono indotte da pressioni esterne a prendere una posizione: Le molte forze che il Congresso era riuscito a riunire si dispersero.

Nel venne introdotto il suffragio universale maschile e per la prima volta fu applicato nelle elezioni politiche del Poi la guerra, di nuovo. E un nuovo attivismo, non appena fu costituito il Governo di Liberazione Nazionale. Il decreto fu emanato il giorno dopo: Una ventata di sano buon senso entrerà sicuramente nella vita politica, e nella vita amministrativa entrerà con le donne un maggior spirito di concretezza Noi comunisti siamo stati e siamo ardenti fautori della partecipazione delle donne alla vita politica La prima occasione di voto per le donne furono le amministrative del Circa 2 mila candidate vennero elette nei consigli comunali, la maggioranza nelle liste di sinistra.

La stessa partecipazione vi fu per il referendum del 2 giugno. Le elette alla Costituente su candidate furono 21 pari al 3,7 per cento: Di fronte a quella novità gli uomini e i giornali ebbero atteggiamenti diversi. Non era una reazione politica Ma i legami non sempre sacrificano il desiderio: Il tempo ipermoderno sputa sulla fedeltà inneggiando una libertà fatta di vuoto.

Il principio si applica tanto ai legami con le cose quanto, soprattutto, a quelli con le persone. Non è un caso che nel nostro paese la fedeltà sia stata recentemente considerata dai legislatori come una forma arcaica del legame amoroso al punto da volerla sopprimere negli articoli del Codice che normano le unioni civili e quelle matrimoniali.

Perché evocare inutilmente un fantasma anacronistico reo di aver pesato come un macigno inutile sulla libertà affettiva e sessuale delle vite umane? Meglio liberarsene come di un tabù decrepito dalle armi desolatamente spuntate, come un ferro vecchio che non serve più a niente. Le neuroscienze lo confermano senza incertezza: È un assioma che deriva da una versione solo nichilistica della libertà: La clinica psicoanalitica ci consiglia di essere prudenti: Quando questo accade è bene liberarsene al più presto.

Accade anche nella lettura dei cosiddetti classici. Lo diceva bene Italo Calvino: Quando la sua forza non si esaurisce mai, ma dura per sempre eccedendo ogni possibile interpretazione? Non è questa la sua potenza: È giusto arretrare anche solo sulle proprie abitudini?

È ammissibile, per le donne, rinunciare a quelle libertà conquistate da poco e con tanta fatica, come è accaduto recentemente ad Amsterdam dove sono stati vietati minigonne e stivali sexy negli uffici comunali per non urtare la sensibilità di una clientela multietnica? Ecco perché in ogni democrazia liberale e pluralista, pur non sopportando il fatto che una donna si veli, si dovrebbe essere capaci di accettarlo; esattamente come si dovrebbe accettare il fatto che alcune donne mettano la minigonna o vadano in giro con abiti sexy, anche quando la cosa infastidisce.

È questo che vogliamo? Non lo è per nessuno. Non lo è stato per gli Italiani, i Polacchi, gli Spagnoli e i Portoghesi che sono emigrati il secolo scorso. Soprattutto quando si pensa a quei territori di libertà femminili che si sono conquistate pian piano, con sofferenze e sacrifici.

Almeno per chi parte dal presupposto che, nonostante ci sia sempre qualcosa che sfugga al controllo, gli esseri umani sono comunque responsabili del proprio destino. E crede quindi che ci si debba sempre battere per salvaguardare i propri diritti ed evitare di arretrare. Tanto più che, oggi, sono numerosi coloro che vorrebbero cancellare anni di storia e di battaglie femminili.

Gli integralismi, quando si tratta delle donne, si assomigliano tutti. Il diavolo si nasconde spesso nei dettagli: Soprattutto quando, nel nome della tolleranza e del rispetto, di fatto si impongono solo intolleranza e umiliazione. Lo ricorda, in questa lunga e densa intervista, Silvia Federici. Ci hanno convinto che la produzione è un fine in sé, che non ha rivali in termine di valore e pertanto la vita deve esservi sottomessa. Dove sono le donne nella lotta di classe?

Molte donne vengono picchiate se non hanno preparato da mangiare, a molte viene detto che non devono uscire la sera, che devono rimanere in casa e accudire i loro figli, è parte delle regole del lavoro domestico.

La ricerca di indipendenza avvicina le donne al pericolo: Vengono attaccate le terre comunali ma anche le relazioni prodotte dalla gestione comunitaria della terra. Si basa sul principio del nemico interno: È un modo per instaurare la paura di relazionarsi con altre donne: Tuttavia questo ha permeato anche la nostra personalità, lo abbiamo interiorizzato. Sono molti anni che sento che il mostro è dentro noi stessi: Mi sembra fondamentale e allo stesso tempo tanto difficile, perché dobbiamo cambiare noi stessi, convincerci che una delle ricchezze più grandi è il rapporto con gli altri.

E che uno dei compiti più importanti è sviluppare la nostra personalità. Viene attribuito valore a un telefono nuovo, ma non alla capacità degli esseri umani di essere più solidali, di non essere ostili, di non trattare gli altri come nemici. Non viene attribuito valore allo sviluppo della capacità di comprensione, di compassione ed empatia con tutto il resto.

In una villa di Buenos Aires ho incontrato delle donne che mi hanno colpito per la loro grande personalità. Questo ha significato molto lavoro, ma soprattutto tante decisioni. Quando ti muovi al di fuori della logica dello Stato e del mercato, tutto diventa un rischio. Bisogna valutare bene quello che è importante e quello che non lo è, e questo è un criterio che si elabora assieme agli altri. Ognuna delle ondate di espansione capitalista ha distrutto le relazioni di fiducia, di conoscenza e la prossimità.

Per esempio, negli ultimi 30 anni, negli Stati Uniti la ristrutturazione del territorio ha distrutto tutte le comunità industriali del nord-est. Tutto è stato distrutto. Ci sono città americane dove la tutta popolazione è nuova.

Non si conoscono e quindi non hanno capacità di resistenza. La gente non è pazza. Ci sono molti modi e non tutti sono ugualmente efficaci. Uno di questi implica la creazione di forme di riproduzione fuori dal mercato. Penso anche agli studenti e alla privatizzazione della conoscenza, resistere contro la mercificazione della conoscenza, che costringe ad indebitarsi per studiare. So che alcuni economisti marxisti, celebrano la città come il luogo delle grandi relazioni.

La città, tuttavia, è una realtà sociale che dipende molto dalla campagna. Non abbiamo nessun controllo. Ed è questo che accade. Un esempio sono gli uteri in affitto: Nei contratti che firmano, viene loro proibito di sviluppare affetto per quel bambino che partoriranno.

Un altro attacco è legato alla cosmesi. Se non hai questa comunità, sei perduta. Il protocollo medico contro il cancro ha una concezione militare della terapia: Il cancro al seno è un esempio paradigmatico di come vengono imposte terapie che non prendono in considerazione quello che le donne provano, le loro paure, la possibilità di cure alternative.

Negli Stati Uniti si formano gruppi di donne affette da cancro al seno che si riuniscono per darsi sostegno. Questo mi sembra indicativo del grado di isolamento esistente in questa società. Abbiamo perso il nostro rapporto con la natura. Come potevano i polinesiani navigare senza strumentazioni ma solo con la conoscenza che il loro corpo aveva del movimento delle onde?

Non lo posso sapere: Il capitalismo ci ha rinchiusi in queste cose piccole, isolate, in questa paura degli altri. Ci hanno confinati in cose tanto piccole.

Hanno tagliato la relazione con la natura, hanno tagliato la relazione con gli altri. Hanno tagliato la relazione con il nostro corpo: È importante capire che molte persone si sentono connesse con un insieme di relazioni che va oltre la loro stessa vita, che nella fine della loro vita non vedono la fine di tutto, che vedono la propria vita continuare in quella degli altri.

Questo significa sentirsi parte di qualcosa di più grande. Silvia Federici è nata a Parma ma ha vissuto e insegnato negli Stati Uniti, dove è molto nota come attivista femminista marxista. Fa parte, tra le molte altre cose, del Midnight Notes Collective. È stata inizialmente pubblicata su Desinformemonos e poi ripresa anche da Brecha. Non ricordo nemmeno di averne sentito parlare a scuola Questo è un buon esempio di come la storia venga scritta dai vincitori.

Una indifferenza che sfiora la complicità, dal momento che la soppressione delle streghe dalle pagine della storia ha contribuito a banalizzare la loro eliminazione fisica sul rogo. Purtroppo, la maggior parte dei documenti che abbiamo sulla caccia alle streghe sono stati scritti da coloro che detenevano il potere: Questo significa che ci possono essere stati esempi di solidarietà che non sono stati registrati.

Ma bisogna considerare che era molto pericoloso, per le famiglie delle donne accusate di stregoneria, venire loro associati e difenderle. In realtà, la maggior parte degli uomini che sono stati accusati e condannati per stregoneria erano parenti di donne sospettate. Questo, naturalmente, non minimizza le conseguenze della paura e della misoginia, conseguenza diretta della caccia alle streghe che divulgava un immagine della donna orribile, quale assassina di bambini, serva del diavolo, distruttrice di uomini, sedotti e resi simultaneamente impotenti.

Hai individuato due conseguenze evidenti della caccia alle streghe: In primo luogo, la caccia alle streghe ha indebolito la resistenza della popolazione ai cambiamenti che hanno accompagnato la nascita del capitalismo in Europa: Ha inoltre ampliato il controllo dello Stato sui corpi delle donne, criminalizzando il controllo da queste esercitato sulla propria capacità riproduttiva e sessualità ostetriche e donne anziane furono le prime sospettate. Il risultato della caccia alle streghe in Europa fu la nascita di un nuovo modello di femminilità e di una nuova concezione della posizione sociale delle donne, che svalutava il loro lavoro in quanto attività economica indipendente un processo che era già gradualmente cominciato e le poneva in una posizione subordinata rispetto agli uomini.

Questo è il requisito principale per la riorganizzazione del lavoro riproduttivo necessario al sistema capitalista. Parli del controllo dei corpi: Nel mio lavoro sostengo che queste nuove politiche, e in generale la distruzione del controllo che le donne, nel Medioevo, avevano esercitato sulla riproduzione, sono indissolubilmente legate alla nuova concezione del lavoro promossa dal capitalismo.

Quando il lavoro diventa la principale fonte di ricchezza, il controllo sui corpi delle donne assume un nuovo significato; gli stessi corpi vengono quindi visti come macchine per la produzione di forza lavoro. Questo non significa che i datori di lavoro di tutto il mondo vogliano più lavoratori, ma certamente vogliono controllare la produzione della forza lavoro, quanta ne deve essere prodotta e in quali condizioni.

Anche gli Stati Uniti stanno cercando di introdurre leggi che penalizzano gravemente le donne e limitano la loro capacità di scegliere se avere o meno figli. Il controllo della capacità riproduttiva delle donne è anche un mezzo per controllare la sessualità e il comportamento in generale delle donne.

Lo dici tu stessa: Questa non è una domanda facile a cui rispondere, perché oggi sembra ovvio che la procreazione e la nascita dei figli siano momenti cruciali nella produzione della forza-lavoro, e non a caso sono stati oggetto di una regolamentazione molto dura da parte dello Stato. La trasformazione del corpo femminile in una macchina per la produzione di lavoro è qualcosa che Marx non poteva riconoscere.

Oggi - in America, almeno - anche il parto è diventato un fatto meccanico. In alcuni ospedali, ovviamente non in quelli per persone abbienti, le donne partoriscono in catena di montaggio, con un tempo definito a disposizione per il parto, superato il quale viene chiesto un cesareo. La sessualità è un altro argomento che tieni in considerazione da un punto di vista ideologico, dal momento che la Chiesa ha promosso con grande violenza un controllo ferreo e la criminalizzazione.

La Chiesa ha paura delle donne, e ha cercato di umiliarci in ogni modo possibile, reputandoci la causa del peccato originale e della perversione negli uomini, costringendoci a nascondere i nostri corpi come se fossero contaminati. Nel frattempo, si è cercato di usurpare il potere delle donne, presentando il clero come elargitore di vita e indossando la gonna come indumento.

Chi sono gli eretici oggi? La caccia alle streghe ha avuto luogo per diversi anni in vari paesi africani e in India, Nepal, Papua Nuova Guinea. Migliaia di donne sono state uccise in questo modo, accusate di stregoneria.

Esistono anche prove del fatto che la responsabilità di questa nuova caccia alle streghe, che a sua volta si rivolge in particolare a donne anziane, deve essere attribuita allo sforzo delle sette cristiane fondamentaliste, come il movimento pentecostale, che ha riportato nuovamente nel discorso religioso il tema del diavolo, aumentando il clima di sospetto e di paura generato dal deterioramento drammatico delle condizioni economiche.

Se le tendenze attuali continueranno, presto non ci saranno più marciapiedi, spiagge o mari o acque costiere, o terreni o boschi che possano essere accessibili, senza dover pagare un prezzo. In Italia, alcuni comuni stanno cercando di approvare leggi che vietano alle persone di mettere i propri asciugamani sulle poche spiagge libere rimaste, e questo è solo un piccolo esempio.

Questo credo sia il nostro problema comune e il nostro progetto comune: Il lungo e incompiuto processo verso la famiglia fondata su amore e accoglienza. Si discute molto di famiglia e di figli in questo periodo. Ma che cosa significa esattamente che non sono un diritto? Che chi non è fertile, o ha un partner non fertile, non ha diritto di provare e viceversa che basta essere fertili e in un rapporto di coppia eterosessuale per avere automaticamente il diritto di avere un figlio?

Una strada lungo la quale si incontrano molte violenze, in particolare contro le donne e i bambini, ma talvolta anche contro gli uomini. In Irlanda, come ci ha ricordato il film Le Maddalene, la cosa è durata fino a qualche decennio fa con il beneplacito della Chiesa Cattolica. E una madre coniugata che avesse un figlio con un uomo diverso dal marito, magari lontano o da cui era separata, aveva di fronte a sé solo due scelte: Ed alcune forme di famiglia anche del nostro recente passato erano intrinsecamente violente nei rapporti di genere e generazione, non solo a livello individuale, ma proprio di conformazione istituzionale.

Le tecniche di riproduzione assistita, e più ancora la possibilità di ricorrere ad una madre gestante per altri, acuiscono ed esplicitano la necessità di effettuare - ciascuno nel proprio foro interiore - questa valutazione: Di nuovo, vale per tutti, non solo per le persone omosessuali.

Tuttavia, di tali donne la storia della filosofia ne ricorda ben poche: E via di seguito con le generalizzazioni: Avremmo potuto confidare in Tommaso, il santo, che invece in proposito si fa anche lui portatore dei pregiudizi aristotelici. Le donne simboleggiano dunque irrazionalità, o, se va bene, una razionalità che dipende dagli uomini. Non ritengo infatti causale che tra le filosofe si esaltino con o senza ragione?

Alle emozioni, invece, specie se emozioni legate alla follia, le donne, poetesse, non filosofe, vengono destinate. Saffo solo per menzionare qualche esempio canta amori sublimi, per poi gettarsi da una rupe. Ammetterete che ho vocazione. Se le filosofe prima menzionate si accoppiano e associano a uomini, con le poetesse il tutto non è immediato.

Di Saffo si narra che amasse le donne. E chi si ricorda di Alfred Muller Sexton? Le donne che rifiutano categoricamente di essere considerate donne oggetto non hanno forse alcuna scelta se non il suicidio? E, invece, gli omicidi? Si uccide, come distruggono gli oggetti. Che tipo di pentimento? Pia suscita in noi un desiderio, una necessità di protezione. Quante e quali Pie incontriamo quotidianamente senza saper nulla di loro, e senza che nulla ci raccontino?

Quali le loro cause e i loro significati? E le donne sono persone? La lezione che occorre ricavare da questo elenco non è onorevole: MacKinnon si riferisce a cosa accade nel mondo in generale. Difficile fuggire dalla trappola. Del resto, molte donne, ma non tutte, cedono a venir meticolosamente assoggettate sotto diversi profili: Che cosa specificare di più sulle donne oggetto?

Una certa normatività rimane deleteria e si converte comodamente in forme di vero e proprio autoritarismo sulla sessualità, in cui a rannuvolarsi rimane la sessualità delle donne.

È possibile che tu non sia una vera donna solo a causa dei tuoi desideri sessuali, che non corrispondono a quelli che la donna dovrebbe normativamente nutrire. Dunque, tu non sei una vera donna poiché rifiuti di oggettificarti. Del resto, le donne rimangono oggetti. Torno ancora, in conclusione, a MacKinnon sulle donne oggetto, una conclusione dura, eppure realistica, che tratta di pornografia:. Non traduco, poiché questo inglese possiede una forza che in italiano si smarrirebbe.

Alle donne la scelta, in quei luoghi, societari e civili, in cui la ragione è concessa. La diffusione di questa opinione dipende dal predominio di quella che Platone nel Convito chiama la Venere Pandemia, cioè volgare, nel duplice senso della parola in italiano: Ma la Venere Pandemia esiste, non dobbiamo negarlo, in quanto è vero che una corrente erotica passa necessariamente nei rapporti tra uomo e donna.

Perché il desiderio sessuale è solo la prima e più comune manifestazione della potenza del demone, che muta forma e diventa più ricco e più gioioso col crescere. In questo senso, scrive sempre Eckhart, dove entra la creatura, esce Dio. Questo vale indipendentemente dal sesso. Ne possiamo addurre testimonianze infinite: Non si tratta dunque di qualcosa che vale solo per religiosi e religiose, santi e intellettuali.

Donne vittime e profittatori maschi dello scontro di civiltà. Tanto che ad Amburgo sono i buttafuori dei locali notturni a salvare le donne aprendo le porte dei locali che proteggono.

È un attacco molto diverso da quello che è avvenuto a Parigi - al quale è stato da alcuni media paragonato - non sono locali di musica, ristoranti o la sede di un giornale satirico - i simboli della laicità francese - ad essere colpiti, ma la piazza come luogo di incontro di tutti e le donne, che simbolizzano il nemico - il diavolo verrebbe da dire - per i sostenitori di una cultura misogina e patriarcale.

Non solo tra i musulmani, la barbarie è ovunque. Aggredire, violentare le donne vuol dire colpire un genere nella sua più profonda identità e intimità, vuol dire usare strumenti che sono purtroppo diventati usuali nelle guerre e non solo moderne. Nonostante la gente resti attonita e, colpita psicologicamente, cancella la partecipazione al famoso carnevale di Colonia. Se fosse stato un atto terroristico sarebbe riuscito perfettamente. La destra tedesca vedrebbe in questi atti confermata la sua previsione: Ma anche tutta quella che vuole il respingimento dei migranti e Angela Merkel pagherà sicuramente - in termini elettorali - la sua politica di accoglienza, anche se finora era riuscita a contenere le opposizioni.

La sua reazione a questi fatti è stata infatti molto dura. È chiaro che se tra le bande che hanno attaccato le donne ci fossero stati anche profughi o richiedenti asilo saranno loro a pagare il prezzo più alto o comunque lo saranno soprattutto i prossimi profughi che cercheranno di approdare sul territorio europeo. Ancora una volta possiamo dire che le donne sono state le vittime di questo criminale assalto ma saranno i maschi sostenitori dello scontro di civiltà ad approfittarne.

Una corona intessuta di molti e svariati fiori le cingeva il capo alla sommità; proprio nel mezzo, sopra la fronte, emetteva una chiara luce un disco dalla superficie piena, che somigliava ad uno specchio Metamorfosi , XI, 3. Nel suo inno di Natale, s. Ambrogio loda Il Redentore che ha fecondato Maria col suo "mistico soffio": A Capo Colonna, vicino Crotone, su una scogliera che domina il Golfo di Taranto, si ergeva un maestoso tempio dedicato ad Era Lacinia, protettrice dei matrimoni.

Qui nel mese di maggio le donne di Crotone si recavano in processione per chiedere grazie alla dea. Oggi questa stessa processione si svolge, ma in onore di Maria Theotokos, la Madre di Dio. Una divinità lunare, dunque, come anche s. Bonaventura nei Proverbi la definiva: Un canto mariano assai noto ne conserva la memoria nella metabolizzazione della stella Maria: Attraverso Maria, la piena di grazia , quindi, i simboli cosmici della fertilità della terra e delle acque, legati alle dee madri continuano a veicolare.

Ecco allora, che alla Vergine Maria si fa schiacciare il serpente, il peccato di unione sessuale. Teologi ed ecclesiastici si preoccupano, allora, che sia concepito in un grembo immacolato. Il mito pagano della partenogenesi lo si trova anche nel mondo classico e serviva a conferire una sorta di eccezionalità a personaggi illustri: Diogene Laerzio e ad Augusto fonte: Svetonio figli di Apollo, o ad Alessandro figlio del fulmine fonte: E le sue sorelle non stanno qui da noi?

Del resto il vangelo di Matteo, non escluderebbe rapporti matrimoniali tra Maria e Giuseppe, ma rinviarli semmai a dopo la nascita di Gesù: Ma per la Chiesa romana, la madre del Cristo sarà la sempre vergine , secondo la definizione della Volgata di s.

Gerolamo morto nel ca. Alla donna-Maria, allora, non resta che far pronunciare il famoso fiat. Ireneo morto intorno al dichiara: Adversus Haereses , I, Paolo aveva sostituito ad Adamo per la fondazione della primigenia eternità cristologia cfr: Un uomo nuovo ed una donna nuova, dunque, servono per riscrivere il Genesi ed annunciare il Verus Israel.

Questi si era distinto nella persecuzione contro gli ebrei: Qualche secolo dopo, di fronte alla rivoluzione della Riforma protestante, Paolo IV, nel , anno in cui egli istituisce anche gli obbligatori ghetti per gli ebrei, riaffermava con forza la verginità di Maria ante partum, in partu, post partum. Del resto, di fronte a fermenti rivoluzionari che pongono in crisi il cattolicesimo e i suoi poteri, non ci sarà sempre una Madonna, magari piangente, posta a vestale di Controriforme e Restaurazioni?

La purezza della Vergine Maria come potente baluardo per la riaffermazione della dommatica cattolica! Maria Goretti anche perché riproposta ai nostri giorni da Wojtyla, nonché dalla televisione pubblica italiana che alla vicenda della giovinetta, forse in omaggio al Vaticano, ha dedicato una propria produzione filmica.

La poveretta, morta nel sotto i colpi del pugnale del seduttore a cui non aveva ceduto, veniva santificata nel da Pio XII con queste parole: Maria Goretti era continuamente portata ad esempio - come papa Pacelli voleva - e la visita alla sua casa era considerata una tappa importante per la formazione di una ragazza perbene. Nel codice la parola non compare mai, segno di una insofferenza forse reciproca, di una incompatibilità che in Italia è più forte che altrove. Inutile aggiungere da che parte stia Rodotà.

Ed è superfluo anticipare che in questa storia protagonisti non sono solo il diritto e i sentimenti ma anche la politica. Con alcune vittime - un tempo le donne, oggi gli omosessuali - che guidano il cambiamento. Il diritto è esattamente il contrario, parla di regolarità e uniformità, è insofferente alle sorprese della vita.

Quando poi si entra nel terreno amoroso, la soggettività prorompe. Basta ripercorrere due secoli di storia: Sulle logiche affettive hanno prevalso quelle patrimoniali. Questo modello gerarchico è perdurato in Italia fino alla metà degli anni Settanta del Novecento. Il modello famigliare della modernità occidentale - dalla fine del Settecento in avanti - è stato terribilmente gerarchico.

Da noi la storia successiva è stata condizionata dalla Chiesa cattolica. Ma anche la politica ha contribuito ad anestetizzare i sentimenti. Nelle loro teste il modello matrimoniale consegnato alle regole giuridiche è un dato di realtà irriformabile.

Non si rendevano conto che stavano cambiando le regole del gioco. Una rigidità che lei ritrova in una recente sentenza della Corte costituzionale, che dice no ai matrimoni gay in nome del codice civile. Mi ha colpito il riferimento della Corte a una tradizione ultramillenaria del matrimonio: Invece si tratta di una costruzione storica che è andata cambiando in Europa e in Italia. E nel arriva il nuovo diritto di famiglia, che mette fine al modello gerarchico. E tuttavia anche in quella occasione il legislatore trattenne la sua mano di fronte alla parola amore.

Come si conciliano questi due diritti? E allora, domando, i figli dei genitori single? I genitori single - forse più di tutti gli altri - sanno che i figli hanno bisogno di un padre e di una madre, di una figura maschile e di una femminile. E anche la psichiatria formula dubbi sulle adozioni delle coppie gay.

Prima riconosciamo pari dignità a tutte le relazioni affettive e prima saremo in grado di costruire dei modelli culturali adatti a questa nuova situazione. Se una volta raggiunto questo risultato si vuole discutere, si potrà farlo senza ipoteche ideologiche. È una storia che non finisce. Come non si finisce mai di rispondere alla sollecitazione di Auden: Cioè di mostrare visivamente i meccanismi mentali nelle loro componenti razionali ed emotive.

Sediamo da secoli in gruppo intorno ad una tavola - non importa se rotonda o quadrata - impartendo il comando cui la nostra funzione ci abilita, distribuendo il potere che il nostro ruolo ci assegna. Anche fra amici indossiamo corazza: Le nostre mani sono chele in riposo. Gli orgogliosi sanno fare tutto questo con dignità e fierezza, i vili lo ostentano codardamente per incutere timore: Il nostro volto, il nostro corpo sono pur là, dietro quelle biancheggianti, livide spoglie.

Ma non oseremmo pensare di rinunciare al nostro circolo e alle sue leggi neanche se ci fosse promessa in cambio una libertà sconfinata, una gioia senza pari. Sediamo, intenti a noi stessi, alla nostra forma, al nostro decoro, al nostro eroismo, alla nostra dignità: Intorno a noi ci sono soltanto o subalterni o buffoni: A forza di tenere il corpo in armatura, ne risultiamo un poco rattrappiti, le giunture scricchiolano e nel muovere ci procurano dolore.

Ma appena fissiamo lo sguardo nello sguardo dei nostri compagni, attraverso la fessura della celata Perché allora quella difesa estrema, sempre meno convinta eppure ostinata, della neutralità, che si esprime non solo nel cancellare dalle analisi politiche il rapporto tra i sessi, ma anche in quella copertura che è la sua distorta collocazione tra le questioni sociali: Il cattolicismo "andropologico" romano è finito. Insomma la patria del femminismo ha mantenuto separato lungo linee di genere lo scautismo, come aveva voluto il suo fondatore, decidendo, soltanto negli ultimi anni, di aprire alle femmine la propria sezione maschile.

Figlia di un macellaio e cresciuta in una delle zone più malfamate di Manchester, Moss Side, la nuova capa scout pensa che aumentare il numero di ragazze sia la via del futuro. Non era come andare a scuola. Il problema più grosso dello scoutismo britannico, in questo momento, è la mancanza di volontari mentre scoppiano le liste di attesa di bambini e ragazzi desiderosi di fare la promessa.

Per quanto possa sembrare paradossale, le donne sono le grandi assenti dal Sinodo dei vescovi per la famiglia in corso in Vaticano. Scalpore ha suscitato, infatti, la proposta avanzata dal vescovo canadese di Gatineau Québec , già presidente della Conferenza episcopale, mons.

Ma bisogna andare più lontano, ha affermato il vescovo canadese. Un approccio analogo è quello di mons. Le proposte di Durocher hanno incontrato il consenso della Women Ordination Conference Woc , che da anni si batte per il sacerdozio femminile.

Tra le mura vaticane, invece, una certa freddezza: E anche dai valdesi arriva qualche critica. Di estrema attualità, dunque, la recentissima pubblicazione del libro che raccoglie 40 interventi scritti da altrettante teologhe di ogni provenienza geografica - dal titolo Catholic Women Speak: Bringing Our Gifts to the Table v. Caro papa Francesco, la tua visita negli Stati Uniti è importante per noi tutti.

Ti abbiamo visto fare del papato un modello di ascolto pastorale. Una Chiesa che guarda più al peccato che alla sofferenza di coloro che portano i fardelli del mondo è una Chiesa fragile. Nel volto di Gesù che frequentava i più vulnerabili, i più emarginati della società, giudicando sempre e solo chi giudica, la tua coerenza è una lezione di vita per i moralisti e per chi ha fatto della religione una professione. La prima riguarda la miseria su cui richiami incessantemente la nostra attenzione.

Tu ci impedisci di dimenticare la disumanità delle periferie ovunque nel mondo, i senzatetto, gli sfruttati, i malpagati, gli schiavi, i migranti, i vulnerabili e coloro che sono invisibili ai potenti di oggi. Ci chiami a fare di più, a fare qualcosa, a dare lavoro, cibo, casa, educazione, voce e visibilità che conferiscono dignità e pieno sviluppo.

La verità è che le donne sono le più povere tra i poveri. Gli uomini possono raggiungere posizioni di potere e autorità fuori casa; poche donne al mondo possono sperarlo. Gli uomini hanno diritto di proprietà; la maggior parte delle donne si vedono negate queste cose dalla legge, dal costume, dalle tradizioni religiose. Le donne sono regolarmente trattate come oggetti, picchiate, violentate e ridotte in schiavitù semplicemente per il fatto di essere donne.

E, forse peggio di tutto, vengono ignorate - respinte - dalle loro Chiese, compresa la nostra, come esseri umani in pienezza, come autentiche discepole. È impossibile, Santo Padre, fare sul serio qualcosa per i poveri e allo stesso tempo fare poco o niente per le donne. Fino ad allora, Santo Padre, niente potrà davvero cambiare per i loro figli affamati e nelle loro disumane condizioni di vita.

Siamo felici che tu sia qui a parlare di queste cose. Confidiamo in te per cambiarle, partendo dalla Chiesa stessa. Wojtyla - e "caritas" J. Lettera aperta a Israele già inviata a Karol Wojtyla sulla necessità di " pensare un altro Abramo ". La scuola delle mogli:. I loro mariti potevano perfino ripudiarle in qualsiasi momento, abbandonandole alla loro sorte.

I maestri discutevano sui motivi che potevano giustificare la decisione del marito. A un certo punto, la questione venne a Gesù: Le donne non ci potevano credere. Di qui il grido di Gesù: La via aperta da Gesù. Prigionieri delle nostre diatribe, siamo diventati incapaci di ricerca e di ascolto. Vecchio, conservatore, nostalgico, votato alla sconfitta elettorale e palesemente inadatto a governare: Peccato che i sondaggi rivelino come a sostenere il vecchio nostalgico siano, in maggioranza, giovani cittadini inglesi infuriati per la sistematica svendita dei loro interessi da parte di un Labour convertito al credo liberista.

Corbyn non è un segretario adatto per un partito che da tempo non era più espressione degli interessi delle classi lavoratrici, radicato nelle fabbriche, negli uffici e nei territori, ma un partito di centro che, assieme ai socialdemocratici tedeschi, ai socialisti francesi e spagnoli e ai democratici italiani, ha celebrato i funerali della socialdemocrazia. Ancorché speciosa, la polemica è interessante perché mette in luce alcuni effetti della svolta appena accennata. Poco importa che la Clinton sia notoriamente sponsorizzata da Wall Street, il che rende risibile la sua pretesa di ergersi a paladina della lotta contro la disuguaglianza.

Conta più il genere o il programma? La Rodotà sembra indecisa: Meglio la oligarca Clinton del socialista Sanders solo perché è donna? La fede la attinge dalla sapienza della creazione di Dio: Facciamo la brutta figura che ha fatto Adamo, quando Dio gli ha detto: E la colpa è della donna, povera donna, dobbiamo difendere le donne!

Dei traduttori non si sa niente, o non si sa abbastanza. Ho abbozzato un progetto, ho contattato amiche e amici, colleghe e colleghi, e poi Qui, per una volta, gli autori sono i traduttori.

Curare questa antologia è stato un piacere e un onore, ma non solo. Attraverso questa esperienza, ho imparato che non ci si inventa traduttori: Poi, un giorno, la vocazione -che magari è rimasta a lungo quieta e silente- si palesa, e reclama e pretende. Chiara Manfrinato curatrice per caso e traduttrice per necessità. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2. Puoi lasciare un commento , o fare un trackback dal tuo sito.

Credo che questo sia un post davvero interessante. Affida la co-moderazione del post all'amica Gaja Cenciarelli scrittrice e traduttrice. Riporto, di seguito, le domande che ho già evidenziato sul post Qui si apre una discussione che mi sta molto, ma molto a cuore. È che quando c'è il cuore di mezzo si rischia, per l'appunto, di essere anche confusi e di lasciarsi trascinare. Ecco, spero di evitarlo. Anche se, si sa, la passione è passione.

Grazie, Massimo, per aver aperto questo spazio alla traduzione letteraria. Tutti i co-autori del libro "Il mestiere di riflettere" sono invitati a partecipare al dibattito per: Grazie a te, cara Gaja, per la tua disponibilità. Come ho già detto Una prima domanda te la pongo io, cara Gaja. La situazione dei traduttori all'estero è paragonabile a quella dei traduttori in Italia?

Che notizie hai, in merito? No, non è paragonabile a quella che abbiamo in Italia. Credo che all'estero ci si possa mantenere di traduzione letteraria, e non sopravvivere, come in Italia. Per non parlare della condizione di semi oscurità in cui viviamo noi traduttori. Il paradosso è che quando un libro è scritto bene si dice "ma che bravo, questo autore, che stile, che eleganza". Quando invece è scritto male si parla di traduzione sciatta.

O, per meglio dire, trovare lavoro come traduttori letterari? Perchè il mezzo più comune sembra essere il passaparola o, più in generale, il conoscere qualcuno? Grazie mille, cara Gaja. Spero di riuscire a far partecipare al dibattito traduttori stranieri che traducono dall'italiano. Sarebbe interessantissimo fare un confronto. Per cui, in generale, forse, potremmo dire: Caro Massimo, grazie per la tua risposta, anche se non sono propriamente d'accordo.

Parlo ovviamente della mia esperienza personale. Non penso infatti che in Italia per trovare lavoro sia necessario conoscere qualcuno.

Da anni lavoro come traduttrice tecnica e non sono mai stata presentata da nessuno: Rimango poi di stucco quando su Biblit si consiglia, in risposta alla domanda "Come si diventa traduttori letterari? Per molti traduttori le prime collaborazioni sono nate proprio in questo modo", "Frequentare convegni, saloni del libro, fiere, mostre, insomma farsi vedere e conoscere in tutti quei posti in cui c'è un'alta concentrazione di editori e addetti ai lavori. E poi - solito discorso - se nessuno ti offre una possibilità, come si fa a dimostrare la qualità del proprio lavoro?

Il traduttore è l'anello senza cui una collana si sfilaccia, una presenza nascosta e discreta, ma che dona linfa vitale a uno scritto. Come in amore, non credo che esista una regola.

Certo, l'importante è non tradire mai, per nessuna ragione al mondo, lo spirito dell'autore della versione originale. Ti dico la mia esperienza: Non sono nata come traduttrice, ho amato questo lavoro tardi, come next best thing dopo la scrittura. Ma, credimi, non è stato semplice nemmeno per me iniziare a tradurre. E' un lavoro importantissimo quello del traduttore. In campo letterario non si tratta di trascrivere, per esempio, le istruzioni d'uso di un prodotto dall'inglese all'italiano, ma di rendere un romanzo accessibile al lettore conservandone lo spirito.

Quindi mi sembra che non sia sufficiente solo essere padroni delle due lingue, ma ritengo indispensabile anche che il traduttore sia all'unisono con l'autore. Posso immaginare infatti le difficoltà di rendere intelleggibili in italiano dei periodi che sono tipici di un'altra lingua. La cosa poi è ancora più complessa quando l'oggetto della trasposizione in italiano è una poesia, magari un sonetto, che ben difficilmente nella nostra lingua risulterà di endecasillabi e quasi certamente privo di rime.

Ne so qualche cosa per aver tradotto, in passato, alcune liriche di Hesse e di Rilke. Quindi mi sembra acclarato che la traduzione di un testo letterario costituisce un lavoro del tutto particolare e come tale dovrebbe essere adeguatamente retribuito. Ricordo le lamentele in proposito di Bianciardi, del resto espresse anche nella Vita agra. Il traduttore è anch'esso scrittore, anche se non pubblica, ed è fondamentale per la buona resa del libro.

Sono assolutamente affascinata dal mestiere del traduttore. Non riesco a concepire lo sforzo di trasformare parole, ma soprattutto emozioni, da una lingua all'altra, ottenendo risultati buoni, spesso, spessissimo eccelsi, alle volte migliori dell'opera originale. Non parlo per esperienza diretta, ovviamente. Ma pur avendo una conoscenza della lingua inglese più o meno decente, preferisco leggere un libro tradotto.

Perché ho scoperto che capire fino in fondo le implicazioni linguistiche, storiche e letterarie di parole e frasi in una lingua diversa è difficilissimo se non si è trascorsa la vita a studiare quella lingua. Come ha fatto la nostra Gaja. Per chi è interessato, consiglio un berllissimo saggio sulla traduzione dei libri di Harry Potter.

Ho scoperto cose che non avrei mai immaginato, pur avendo letto l'intera saga più e più volte. Quel filmato di Bianciardi è stato come puntare il dito su un livido, per me. Quando l'ho ascoltato mi sono sentita compresa.

Che il traduttore contribuisca al successo di un libro è certo. Che i lettori, gli addetti ai lavori, chiunque giri attorno al mondo della carta stampata lo sappiano è - purtroppo - meno, molto meno scontato. Tullio Dobner ha scritto un paio di romanzi, infatti.

È esattamente quello che intendevo rispondendo a Renzo: E non serve - o non basta - una laurea in lingue malgrado io sia laureata in lingue, per l'appunto. L'attenzione per le parole, per la musicalità e la ricchezza dello stile quando ci sono , il lavoro certosino, la precisione. Grazie, Lauretta, anche per il consiglio di lettura. Qualche tempo fa hanno addiritura scioperato per un aumento - e con successo. In Germania una non piccola parte dei miei colleghi svolge un secondo lavoro, ci sono le borse di studio, i premi.

Ma le nostre tariffe superano nella media queste italiane - e vengono pagate più o meno dopo la consegna non alle pubblicazione del libro.

Ma non va solo a conoscenze, hai sempre la possibilità di proporre libri da tradurre, offrirti a scrivere giudizi o si chiamano schede? Ciao Katharina, mai avrei immaginato di trovarti qui. Ne approfitto per porti una domanda: Penso alla traduzione di Camilleri o di Mistretta con i loro testi infarciti di sicilianismi o neologismi veri e propri.

Katharina mi ha confermato quello che già immaginavo, e cioè che da noi chi più lavora meno prende. Questo vale per i traduttori, ma anche per gli autori. Mi sembra già di sentire il grido di dolore di Sergio Sozi.

Io subisco quotidianamente uno sdoppiamento perché sono sia traduttrice sia redattrice editoriale soprattutto revisora e sono fra coloro che su Biblit consigliano di frequentare i corsi o di farsi notare con proposte editoriali. Riguardo ai corsi, ne ho frequentati un paio e se si riesce a trovarne uno più pratico che teorico diventa un buon modo per misurarsi in piccolo con i ritmi del traduttore. Ricordo che a uno di quelli frequentati qualche anno fa molti compagni di corso non riuscivano nemmeno a consegnare le prove settimanali.

Chiamatelo talento, passione, sensibilità, pazzia, come preferite, ma per fare il traduttore devi averne almeno un pizzico. E sulla questione che devi per forza conoscere qualcuno io sono la prova vivente che non è sempre vero. Tutti vogliono fare i traduttori editoriali: Se dovessero dare subito retta a tutti invece di pubblicare libri dovrebbero passare la giornata a far fare prove di traduzione. Scusate la franchezza, è troppo facile parlare sempre di raccomandazioni.

Resto collegata ancora per un pochino nel caso aveste qualche domanda. Per rendere poi il siciliano in una traduzione tedesca, mai poi mai si deve ricorrere a un dialetto tedesco come p. Per i neologismi ci vuole molta forza inventiva, magari si fa con due parole o una combinata, con una breve frase, dipende molto, è importante il senso e che non appesantire il testo. Ma ci saranno tante altre possibilità.

Muí scuso in anticipo per la lunga risposta Vi ringrazio tutti per questi primi commenti. Un grazie speciale a Katharina per essere intervenuta e averci raccontato la sua esperienza dalla Germania. Traduttrice tecnica Grazie per la tua replica, cara traduttrice. Ma io non sostengo mica che ti cito "in Italia per trovare lavoro sia necessario conoscere qualcuno".

Ho semplicemente replicato alle tue domande: Come ho scritto in chiusura di commento, infatti, sostengo che "alla lunga la qualità del proprio lavoro… premia". E anche io ti parlo alla luce della mia esperienza. Dunque mi pare che, tutto sommato, siamo d'accordo. Katharina Grazie per il tuo nuovo intervento. È bellissimo scoprire come una traduttrice tedesca si cimenti a rendere nella propria lingua un romanzo nella fattispecie il nuovo di Roberto Mistretta infarcito di espressioni in dialetto siciliano.

Cara Denise, grazie per il tuo intervento. Credo che i tuoi colleghi non siano ancora intervenuti perché magari impegnati negli ultimi acquisti natalizi. Questo sarà un post E poi ci tengo a ringraziare ulteriormente Gaja per il preziosissimo supporto grazie mille, Gaja. Sono io che ringrazio te. E non provare a contraddirmi, che qui sono particolarmente di casa. Prima di chiudere auguro buona serata a tutti. Un saluto particolare per gli intervenuti che non ho citato nei precedenti commenti: Grazie per i vostri interventi, cari amici.

Sto zitta, chino il capo, e mi assoggetto alla sua volontà! Io mando avanti questo, con grande fatica: Tutti i giornali parlando di lei, ma nessuno ricorda mai il traduttore. Solo Repubblica mi ha citato e ha usato le mie traduzioni. Altri le prendono, le copiano e nemmeno dicono grazie. Oltre a questo, traduco Alejandro Torreguitart Ruiz, ma qui va meglio, pure se poi la gente - come giusto - cerca lui. Ho tradotto anche Heberto Padilla, ma solo per passione, perchè in Italia è inedito.

Ese no tiene aquí nada que hacer. No entra en el juego. No pone en claro su mensaje. No repara siquiera en los milagros. Se pasa el día entero cavilando. Encuentra siempre algo que objetar. Echen a un lado al aguafiestas, a ese malhumorado del verano, con gafas negras bajo el sol que nace.

Sólo le gusta el viejo Armstrong. Tararea, a lo sumo, una canción de Pete Seeger. Canta, entre dientes, La Guantanamera. Lui qui non ha niente da fare. Non entra nel gioco. Non mette in chiaro il suo messaggio. Non si accorge neanche dei miracoli. Trova sempre qualcosa da obiettare. A questo tipo, congedalo! Sempre lo sedussero le avventure e le belle catastrofi del tempo senza Storia. Soltanto gli piace il vecchio Armstrong. Canticchia, al massimo, una canzone di Pete Seeger. Canta tra i denti La Guantanamera.

Dietro ad una traduzione c'è qualcosa di più che si lega responsabilmente a chi traduce: I traduttori lo sanno che spesso è davvero difficile tradurre quello che loro per vastità culturale capiscono al volo e darlo al lettori in una versione tale da non tradire lo scrittore! Insomma questo mestiere include un cervello planetario che oltrepassa i singoli linguaggi e lavora per l'unificazione del valore universale della pagina scritta.

Tutti devono intendere la stessa cosa, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno Se penso alla bellezza dei romanzi russi, alla loro poesia, devo davvero ringraziare l'autore ma anche chi lo ha supportato!!! Questo è facile tradurre. Renzo Montagnoli mi dice: Mica dico cose campate in aria, gente! Qui in Italia bisogna iniziare a far allargare ''i cordoni della borsa'' agli editori, altro che. Ripeto questa affermazione della sig. Se uno vale viene pagato, non elemosinato.

Da poco ho preso in mano tre traduzioni del racconto di Stevenson: Quella pubblicata da Oscar Classici Mondadori cambia completamente il testo di Stevenson: Il risultato, in italiano, trovo che sia in uno splendido italiano. Non saprei davvero cosa scegliere. Per far leggere un libro in una lingua diversa da quella dell'autore è necessario scrivere nuovamente il libro stesso.

Bisogna appropriarsi del contesto culturale dell'autore, del suo uso della lingua e della lingua in uso. Si tratta, secondo la mia percezione, di un processo caratterizzato da una complessità sconvolgente. Come è stato detto, non è possibile produrre risultati soddisfacenti se il traduttore non dimostra di "amare" il testo con il quale si confronta.

Al pari di ogni rapporto amoroso, è necessaria una negoziazione. Parimenti il traduttore deve mediare con la propria lingua, con la sua interpretazione del testo, con la traduzione intersemiotica che in certi passaggi appare inevitabile. Nella traduzione non è ammesso alcun baratto.

Ogni prodotto finale è il risultato di un atto di appropriazione del senso originario quale seme generatore. Il testo finale sarà il frutto di una ri-generazione, una nuova nascita. Tuttavia con esso, ogni volta, si ripeterà anche la nascita del traduttore. Non ho mai assistito a tale evento, ma credo sia assimilabile ad un travaglio, con lo stesso amore e con lo stesso dolore.

Katharina, tra gli altri, traduce Camilleri e Ammaniti per i più grossi editori tedeschi, è una signora professionista. Per quanto riguarda gli autori, ti posso assicurare con certezza che i tedeschi pagano con anticipo un acconto sui diritti d'autore e sono molto seri nel dare quello che è dovuto. Era sera tarda quando K. Il paese era sprofondato nella neve. Il colle non si vedeva, nebbia e tenebre lo circondavano, non il più debole chiarore rivelava il grande castello.

Il villaggio era sommerso dalla neve. Non si vedeva nulla della collina del Castello, avvolta com'era dalla nebbia e dall'oscurità, non un barlume di luce che indicasse il grande Castello. Come si vede le differenze, anche se non tantissime, ci sono. C'è da dire che la prima traduzione è recente, la seconda di una ventina di anni fa.

Non ho sottomano un'edizione più vecchia, ma sarebbe molto interessante confrontare anche questa. Mi pare di si. Il traduttore in fondo è costretto a "tradire" l'originale, per forza di cose. Ma "modernizzare" è un'operazione legittima?

Per un italiano certamente no. Ma per un tedesco ad esempio, avrebbe senso una versione dei Promessi Sposi in tedesco odierno? Oggi nessuno si sognerebbe di ritradurre Shakespeare nell'italiano del ', e del resto le prime traduzioni conosciute sono già molto più tarde. Tutta questa tiritera per concludere che il traduttore è un interprete dell'autore esattamente come un musicista.

Per quanto conosca la lingua, la letteratura e la cultura dell'autore che traduce, è immerso nella cultura del proprio tempo. La traduzione è come l'interpretazione qualcosa di diverso dall'originale, e possiede un valore ed una vita che le sono propri. Vivaldi interpretato da Karajan suona molto diverso da quello eseguito dai "filologi" inglesi Hogwood o Pinnock; ma in fondo anche costoro quanto si discostano dall'originale?

Bach era scomparso dai repertori finchè non fu riscoperto e rivalutato da Mozart. Ma era il Bach del buon vecchio Johann Sebastian o quello di Mozart? E qual'è quello che conosciamo noi? Scusate le molte troppe domande, ma in fondo la maggior parte sono retoriche. Ma non sono sicura di essere convinta, se ho capito bene.

Nel caso di Stevenson che leggo in questi giorni lo scrittore non é più "lui". A me non importa conoscere il "nuovo" libro del suo sebbene insigne traduttore. Quest'ultimo é pur sempre una sorta di "vampiro" del genio scozzese. Se vuol essere lui uno scrittore, scriva pure: Ma la storia non é sua.

Nel caso di Jekyll e Hyde, posso leggerlo in inglese e ne sono felice. Ma nel caso di altri libri, chi mi garantisce che non cambia il testo originale? Grazie, Renzo, lo so: Inoltre, se a Roma si piange e ad Atene non si ride, ora che sappiamo che a Stoccolma si crepa di risate non dobbiamo mica esser piu' contenti di prima, noi di Roma, solo perche' c'e' chi sta meglio di chi sta meglio di noi i Tedeschi, intendo.

E nessuno a dirmi, parlo di qualche mese fa: E' ora di dirmi ''Sergio, hai ragione, dobbiamo cambiare l'Italia. Noi, non gli altri. E' roba europea, questa? Sono d'accordo, in linea di massima, con Roberta intervento qua sopra. Io compro un libro con scritto ''Stevenson'' e piu' Stevenson leggo, meglio e'. Le misure, poi, d'intervento, fra autore e traduttore, cambiano.

Io con la traduttrice di Camilleri in sloveno ci vivo dal Duemila, dicesi mia moglie Veronika. Va be', per restare in argomento ''quattrinesco'' solo il tempo di due righe: Sei d'accordo con quanto ho affermato? Spinta da Carlo S. There is something wrong with his appearence; something displeasing, something down-right detestable".

Brilli Oscar Classici traduce: Nel suo aspetto c'é qualcosa che non torna, qualcosa di sgradevole, di ignobile addirittura". Invece Laura Ferruta Garzanti: Nel suo aspetto c'é qualcosa di sgradevole, di detestabile addirittura". Scusa, ma non é meglio la seconda versione?

Aggiungo per il riferimento alla musica che é anche molto carino: Ma non si tratta di interpretazione, nel caso della traduzione. Le note, comunque, non sono cambiate. Nelle traduzioni che si discostano dal testo sono proprio le parole ad essere cambiate. Questa almeno é la mia opinione. Insegno francese in una scuola media. Non sempre ci riesco. I soldi, alla fine, in tutto questo non c'entrano nulla. Noi insegnanti non siamo "professionisti", ma soltanto "maestri".

Per voi sarebbe giusto un trattamento sul modello europeo, perché quanto tempo ci si impiega per una traduzione? Grazie, Roberta, per il ''bravissimo'' e per il ''perfetta'', troppo buona, sei. Mi sono stufato, io. Ciao, cara, Buone Feste e Santo Natale E invece qui cap V trovo che il "tradimento" nei confronti di Stevenson da parte di Brilli produca uno stile incantevole:.

In the bottle the acids were long ago resolved; the imperial dye had softened with time, as the colour grows richer in stained windows; and the glow of hot autumn afternoons on hillside vineyards, was ready to be set free and to disperse the fogs of London".

Entro la bottiglia i fermenti del vino s'erano dissolti da tempo, il colore imperiale aveva assunto un tono più pastoso, come avviene con le vetrate multicolori che acquistano più morbide intensità col tempo, e lo splendore degli assolati meriggi autunnali sui vigneti collinari era in procinto di erompere per disperdere le nebbie di Londra".

Mi sembra più bella di quella seguente di Garzanti: Nella bottiglia gli acidi si erano disciolti da tempo; il colore imperiale si era attutito ed era diventato più pastoso, come avviene con le vetrate dipinte; e la luce dei caldi pomeriggi autunnali sui vigneti dei colli vicini stava per dilagare e disperdere le nebbie di Londra". Quindi quello stesso traduttore che non mi sembrava rispecchiare Stevenson nella breve descrizione di Hyde, in questa descrizione, invece, mi sembra più attento della traduttrice più "fedele" al testo.

Mi sarei stufata anch'io.. Buon Natale e cari auguri anche a te. Sono stati trattati benissimo, mi pare, visto che e' appena uscito il quarto romanzo camilleriano di Montalbano e sembra che si venda bene e che molti lo prendano in prestito dalle biblioteche slovene - qui anche le novita' vanno subito in biblioteca, e lo Stato per questo motivo da' in risarcimento qualche soldo dei diritti d'autore anche a traduttori ed editori danneggiati dai prestiti bibliotecari.

Possiamo esser contenti, noi italiani: Gomorra e' fra i piu' venduti e la ''Storia della bruttezza'' di Eco tira bene anche se costa Non conosco il francese. Qui in Slovenia la gente non ha peli sulla lingua, quando recensisce una traduzione su qualche giornale o rivista specialistica: Dunque molti stanno attenti e studiano.

Roberta, d'accordo con te sulla bella traduzione di Brilli dell'altro passo citato. A volte introdurre un poco di spirito poetico italiano serve anche a dar vita alle aprole straniere e renderle nostre. Cum grano salis, dicevano i nostri antenati Lauretta, io non conosco Pennac.. E' una mia mancanza. Posso leggere in francese, ma, come scriveva qualcuno poco fa qui sopra, non posso leggere Cechov in russo.

Credo che i traduttori siano tutti molto bravi. Ho appena "smentito" una mia opinione sul "tradimento" ai danni dell'adorato Stevenson. Perché mi piacciono talmente tanto entrambe le versioni dei due diversi traduttori che non so quale preferire! Sergio, perdona se rispondo ancora. E' vero che lo spirito poetico serve anche a dar vita alle parole straniere e a renderle nostre ti cito, perché mi piace anche il tuo stile.

Nel caso del brano appena citato é verissimo. Carissimi in questi giorni di lieta attesa natalizia ho distribuito ad amici, parenti e a qualche collega illuminato un opera di poesie alla cui traduzione ho partecipato.

Ogni volta che consegnvo nelle mani di queste persone il libricino, sentivo che non potevano capire: Ho avuto per qualche istante la tentazione di provare a spiegare, ma realizzando immediatamente che non sarebbe stato possibile, che avrei dovuto tenere una conferenza, invitando magari le colleghe che hanno lavorato con me.

E quindi, mi sono trovata davanti a due strade: Ho accettato passivamente e non senza dolore la seconda strada, quella "normale" ma che angoscia Cara Roberta, be', proseguiamo no? Il mio ''cum gano salis'' latino stava per ''attenzione a non dimenticare la RATIO - sia la propria nel senso di intelligere che quella dell'opera, ossia l'ordine che l'autore diede al ''traducendo libro''.

Serve equilibrio, nella vita, sempre. Serve capire quando e' opportuno volare in alto e quando la personalita' dell'autore richiede una fedelta' al ''volo a bassa quota''. In piu', altre prerogative. Ma quelle dette sono per me le principali e ''sacre''. Questo e' il dato ''sine qua non'' si finge e si fanno sciocchezze o robette. Cara Melusina, ''non ti curar di loro ma guarda e passa'' disse il Sommo.

E continua a tradurre bene. Ma soprattutto incontrati con i professionisti, che se ne impara sempre qualcosa. Qui in Slovenia i traduttori non sono ricchi, ma si scambiano opinioni e credono molto in quel che fanno - sono professionali e si conoscono tutti, insomma. Fate lo stesso li' in Italia: Ce ne sono e non pochi, e anche di autori che vendono molto, gente che ai miei tempi, in un compito in classe di italiano, si sarebbe presa un bel cinque.

Lo è se devi tradurre tre libri contemporaneamente e davvero DEVI, altrimenti alla fine del mese non ci arrivi: Qui in Italia sono anni che Biblit associato al Sindacato Nazionale Scrittori e l'SNS stesso si battono per il riconoscimento dei diritti dei traduttori e degli scrittori. Purtroppo, come ripeto, i traduttori sono sempre "quelli che possono aspettare" quando si tratta di pagamenti. Per rispondere anche a Roberta chiedo scusa se sbaglio qualche nome ma, come al solito, sto facendo tre cose insieme: L'italiano di cinquant'anni fa non è più quello di adesso.

Alcuni capolavori russi, ad esempio, sono scritti in un italiano in cui nessuno scriverebbe più, ora. Non ci si capiva niente, abbiamo dovuto noi - traduttrice e revisora - riempire le voragini che si aprivano nella trama. Va da sé che è stato un lavoro da impazzire. Se tra gli organi di stampa, le riviste culturali, gli addetti ai lavori, i traduttori acquisissero più spazio, più "potere", se avessero quello che gli spetta - ovvero se fossero NOMINATI e se il loro non fosse il lavoro oscuro e massacrante che è, i lettori - anche coloro che non sono nell'ambiente editoriale - saprebbero scegliersi una buona traduzione.

Io, quando acquisto un libro ne parlavamo ieri con Massimo , guardo sempre come prima cosa il nome del traduttore. Susanna Basso, Riccardo Duranti, Rossella Bernascone - per citarne solo tre - per me sono una garanzia. Conosco pero la mia splendida collega che ha tradotto la maggioranza dei romanzi con Montalbano e qualche volte ci consultiamo per dubbi nel siciliano Ma anche lo scambio con gli autori. Allora una domanda agli autori tra voi: Vi piace lo scambio con la persona che traduce vostro libro, come lo vedete, se vi arrivano domande?

Tranquilla, prima o dopo tradurrai anche me, cosa vuoi che sia Camilleri al confronto. Mi inserisco con una comunicazione di servizio e una battuta. Intanto saluto Gaja, della quale ho intravisto appena delle splendide foto su facebook e che sono felice di poter conoscere meglio qui: E saluto il grande Massimo Massi-mo Massi-mo Massi-mo!

Perchè a tradurre sono quasi sempre donne? Chiedo quindi a Gaja - e a tutti i partecipanti: Tanti auguri di buone feste a tutti i Letteratitudiani su http: Che dopo averlo goduto con lo sguardo, lo aveva percepito sulla lingua.

E poi scendere giù. Un approfondimento dei sensi tutti. Una digestione e una sintesi. In cui il maggiore sforzo era conservare il sapore originario. Credo che Ivan abbia svelato il difficile equilibrio tra chi deve rispettare e al tempo stesso rivelare.

Tra tutte le arti credo sia quella più alta e più vitale. Quella, anche, che insegna di più. E fuori le cose. E' questo il mestiere di rifettere. Quella sospensione perfetta tra volontà e necessità. Tra puro desiderio follia, innamoramento e autocontrollo.

Infondo, è anche il mestiere di vivere. Ciao a tutti, non ho partecipato al libro il mestiere di riflettere ma partecipo volentieri al dibattito. Per quanto riguarda l'argomento sollevato da traduttrice tecnica: Io ce l'ho fatta senza, come probabilmente anche altri, ma è comunque una questione di fortuna, oltre che di bravura.

Per dieci lunghi anni ho provato a mandare curriculum e schede di lettura senza mai la minima considerazione da parte di nessun editore.

Poi l'incontro con Guido Farneti di Azimut, i nostri progetti comuni portati avanti con grande passione di entrambi. E ho avuto l'occasione di dimostrare cosa sapevo fare. E anche altri si sono finalmente accorti di me. Non è una strada facile, traduttrice tecnica, ma il mio consiglio è di non demordere se la tua è una passione.

Continua a lavorare su testi che ti piacciono, a tenerti in esercizio, ad avere qualcosa di pronto nel caso l'occasione arrivi, per non lasciartela sfuggire. Io ho ancora tanta strada da fare, ma se almeno sono arrivata ad imboccarne una è solo grazie a una certa dose di testardaggine e determinazione. Riguardo alle interessanti domande poste da Gaja: Tradurre mi aiuta ad esplorare altri stili, nuove forme espressive, ad usare vocaboli che non sono nel mio bagaglio, io non mi sento affatto costretta.

Anche perchè che altra ragione ci sarebbe di tradurre, viste le condizioni penose di questo lavoro, se non il fatto che si ama questo lavoro con tutti noi stessi? Io mi sento spesso tormentata, è vero, quando sento che non sono perfettamente riuscita a rendere un passaggio come merita e quindi passo ore ed ore su un'unica frase, ma la gioia di vederla poi scorrere fluida sotto i miei occhi mi dà una gioia impagabile.

Da quando traduco con sistematicità ho conferma che questo è il mio lavoro, l'unica cosa che ho sempre voluto fare. Certo i lati bui della professione non mancano: Spesso mi rendo conto che la gente che mi circonda non lo considera un vero lavoro, mi vedono come se mi dedicassi a un passatempo, forse perché lavoro a casa, circondata in fondo dalle incombenze quotidiane.

Questo mi fa male, perché nessuno si rende conto in realtà di che lavoro faticoso sia, di che concentrazione richieda. E visto che è Natale, tanti auguri a tutti! Il suo italiano mi faceva sentir male, quando parlavamo, tanto ere bello e musicale: E' per questo che, se dovessi leggerlo solo per me, sceglierei sempre e comunque la traduzione di Brilli. E chi ci avrebbe trasmesso l'amore per Melville, se non lui? Ringrazio anche Gaja per l'attenzione alle mie considerazioni e tutti per la bellissima discussione.

Cari saluti e auguri Roberta. Le foto sono tante, ehm Altro che sovraesposizione mediatica! I fotomontaggi sono belli, è vero, anche se non sono opera mia! Certo che ci vedremo presto: Francamente non so dare una spiegazione incontrovertibile ma solo avanzare delle ipotesi. Ma qui sto divagando, e come al solito, ogni volta che parlo di traduzione salta fuori la scrittura. Eppure potrebbe essere uno spunto di riflessione interessante.

Capisco assolutamente tutto quanto tu scrivi e, in parte lo condivido. Lo condividevo di più agli inizi, a dire la verità. Poi ho cominciato a tradurre a ritmi disumani, asfissianti, per mettere insieme quello che alla fine del mese poteva somigliare a una retribuzione di circa mille euro, più o meno. E ho cominciato a provare una sorta di insofferenza, mista ad amore viscerale, nei confronti di questo lavoro e del modo in cui si viene trattati.

Amo e odio la traduzione letteraria, e credo che questa ambivalenzia sia il segno, il marchio distintivo di tutti i grandi amori, di tutte le grandi passioni. Luciano Bianciardi, Bruno Tasso splendido traduttore di - se non vado errata - "L'arpa d'erba" di Truman Capote, uno dei più bei libri mai scritti: Auguroni a te, carissima Laura, di un futuro professionale luminosissimo: Roberta, credo che Gaja abbia risposto anche per me.

Devi scusarmi, ma la mia posizione è molto radicale. Nessuno sa veramente cosa l'autore avrebbe detto se avesse scritto il suo testo in un'altra lingua, al suo tempo o nel nostro e quale sarebbe stato l'effetto della suggestione ispiratrice che lo ha portato a scriverlo.

Per riuscire a tradurre bisogna provare ad "essere" l'autore. Sai bene che non esistono traduzioni assolutamente corrette per alcune espressioni idiomatiche.

Devo anche confessarti che ho apprezzato veramente la Repubblica di Platone solo quando l'ho letta in originale traducendola. Anche Auster e Kerouac, tanto per fare altri esempi, sono in genere mal tradotti. Su Shakespeare sospendo il giudizio perchè richiederebbe un post specifico.

Qualsiasi atto creativo lo è. Ascoltare o leggere una poesia, lo è. Scrivere in poesia o in prosa lo è. E lo stesso vale per la traduzione. La metafora del corpo è più che calzante.

Un abbraccio e auguri. Cari amici vi ringrazio tutti per vostri interventi su questo interessante tema del "mestiere di riflettere". Come avrete visto ho appena pubblicato un post natalizio: Ringrazio ancora una volta Gaja per l'affettuosa collaborazione che spero possa continuare anche nei prossimi giorni e Katharina Schmidt per i suoi interventi "in diretta" dalla Germania.

Come è mia abitudine ringrazio, citandoli uno per uno, gli autori dei nuovi commenti: Salvo Zappulla mi ha inviato un'intervista che la nostra amica Katharina Schmidt ha rilasciato a Barbara Becheroni intervista pubblicata sulla rivista "Pentelite".

La ri-pubblico di seguito, tra i commenti, perché penso che possa fornire ulteriori spunti volti a favorire il dibattito. Una professione quasi biblica: R Non credo che ci sia stato un momento preciso. In parte penso che dipenda dalla mia formazione professionale, cioè gli studi di regia di teatro musicale. Durante gli studi mi sono interessata molto al rapporto fra musica e parole, tema che ho scelto anche per la mia tesi di laurea.

Avevo già tradotto prima, solo per me stessa, dei testi musicali di lirica e anche brani di cantautori che non si trovavano in tedesco. Poi sono arrivata a tradurre libri e oggi sono convinta che la traduzione letteraria fa proprio per me. Non è certo stato un caso se ho scelto un tema italiano per la mia tesi, perché la cultura italiana da molti anni fa parte della mia vita. E adoro i vari dialetti, con i cui mi devo anche spesso confrontare nelle traduzioni. Mi annoto le difficoltà, i problemi da risolvere, ma innanzitutto cerco di cogliere il ritmo del libro per riproporlo nella mia lingua, anche se non sarà mai lo stesso.

La mia formazione come regista non è molto ortodossa per una traduttrice ma mi è utile ogni giorno. Percepisco un testo anche come un film: Lo stesso vale per i dialoghi. E infine è anche una questione di ritmo. E del libro stesso.

In più devi conoscere un sacco di gente di vari ambienti e professioni diverse, perché anche in un romanzo possono venir fuori delle domande più improbabili.

No, decisamente no, se non si tratta di poesia. È la musica che ti dà o ti impone anche la struttura, il ritmo e soprattutto i tempi e lo spazio preciso. Regole che valgono in parte anche per la traduzione di fumetti. No, la prima volta che lo leggo penso magari già a certe espressioni, frammenti di una frase, ma vedo soprattutto a cogliere il flusso, il ritmo, lo stile, lo sviluppo della trama, la struttura, i personaggi … E mi annoto cosa devo chiarire, quali espressioni, nomi e concetti per i quali devo trovare una soluzione in tedesco.

Invece per renderla in tedesco devi fare fatica. Allora o fai una nota — ma è sempre meglio evitarle in un romanzo! Quanto amore ci vuole? Devi prima imparare benissimo la tua madrelingua e curarla con tutte le sue sfumature, i cambiamenti, i gerghi, le variazioni regionali, i registri linguistici e leggere molto. Ammiro i colleghi che traducono da due o tre lingue.

Mi spiego meglio con qualche esempio: Esistono dei corsi, anche universitari che possono dare una formazione profonda. Dopo e prima credo che si dovrebbe leggere moltissimo, anche nella madrelingua.

E naturalmente dipende dal tipo di traduzioni che si intende di affrontare. Tradurre è per di più un lavoro solitario che uno si gestisce da solo, ci vuole anche una certa capacità di organizzarsi e disciplina. E siccome sei anche un imprenditore che si procura il lavoro da solo, bisogna avere certe capacità. Occorre trovare, e qualche volta anche creare, una lingua parlata speciale, un gergo, abbreviazioni colloquiali e spesso fare dei salti mortali … - D Quali autori italiani ha tradotto per gli editori tedeschi?

Da qualche anno lavoro molto — e molto volentieri — con il genere giallo e noir, con autori come Roberto Mistretta, Gianluca Morozzi, Marco Vichi, Paola Barbato e a breve Grazia Verasani.

R Ognuno di loro mi ha dato spunti e piaceri diversi, ma comunque appaganti e avvincenti. Finora — e per scaramanzia tocco legno come facciamo in Germania — non mi sono mai trovata davanti a un libro che tradurre sarebbe stata solo una fatica remunerata. R Alcune difficoltà ci sono state, ma le ho sempre affrontate volentieri e con curiosità, e sono servite a fare un passo avanti nella capacità di tradurre.

Recentemente ho tradotto il terzo. Tuttavia Roberto è sempre stato disponibile — e continua a esserlo — a chiarire i miei dubbi. Tradurre deriva da trans- ducere, cioè condurre al di là, portare oltre. Un traduttore è un ponte tra due rive invisibili, quella in cui vive il libro col suo autore e l'altra in cui c'è il lettore che non sa nuotare Un traduttore è un traghettatore, un Caronte buono Fare i ponti non è semplice: Un traduttore è o dovrebbe essere un specchio.

Non deformante ma appunto riflettente. Che poi ha anche il senso di pensare. Il traduttore quindi per poter essere superficie riflettente deve tanto pensare, come si evince dall'intervista di Barbara Bacheroni a Katharina Schmidt Scusate queste miei "riflessioni" verbali! Katharina Schmidt mi dice: Pero' l'amore insieme alla conoscenza fanno il vero traduttore, credo. La semplice conoscenza crea dei traduttori discreti, passabili, ''buonacci'', come diremmo in Umbria, ma non eccellenti.

Serve amare la propria lingua, fondervicisi, averne una prospettiva sia interiore che storica e letteraria. Buon Natale a Lei. Un letterato, o lo e' a tutto tondo o non lo e', penso; mai fidarsi degli ''illetterati traduttori'' per non dire degli ''illetterati scrittori'' che oggi sono la maggior parte: Nelle Storie della Letteratura e basta, finche non li toglieranno anche da li'! Mi faccia leggere altre cose qui, se vuole parlava di Bartleby tradotto da Pavese, vero?

In questo ''monte linguistico'' secondo me vanno scelte solo le migliori e piu' calzanti parole, siano esse del Trecento o nate ieri. Scegliere e accrescere, ecco, non meramente aggiornare ovvero ''ammodernare'' le traduzioni. E se una traduzione e' ottima, perche 'farne un'altra: Per andare incontro agli asinelli di oggi?

Aggiornare solo se serve, direi, senza polemica ma in disaccordo. A Renzo, il quale sottolinea giustamente: I popoli ignoranti che invecchiano nell'ignoranza e nella mancanza di fantasia estro e genio, si rincoglioniscono e soprattutto rincoglioniscono i propri figli, i quali, per mandar avanti l'INDUSTRIA editoriale dei soliti mafiosi, da rincoglioniti quali sono prendono a pubblicare per i grandi editori, pertanto rincoglionendo il Paese piu' ancora di quanto non sia gia' rincoglionito di per se'.

Ma ora e' nato Gesu' da pochi minuti. Io la pianto di far l'uomo e penso a Lui. E' arrivato il Povero fra i poveri. La lingua è un organo vivo, fluido, e non è iconica. Nessun "fenomeno", kantianamente parlando ma non mi viene un paragone altrettanto calzante: Le traduzioni migliori, a mio avviso, sono quelle della lingua viva, della lingua che si parla.

Ci sono meno traduzioni di parecchi anni fa che non risentono ancora del tempo che passa. La lingua si evolve, si "ammoderna" come dici giustamente tu da sé.

È lei al nostro servizio, non noi al suo. Tanti auguri di nuovo. Bello il dibattito e interessante, come al solito, grazie Navigero.

Poche parole da uno che ha osato 'tradurre' il Candelaio di Giordano Bruno. Già il termine di 'traduzione' usato dall'Editore in quarta di copertina è stato contestato da alcuni accademici, in quanto l'originale, dicono, è in italiano. Ora, se un quarto dell'opera è in latino e il resto in volgare, come definirla?

Secondo loro, bisognava usare 'trascrizione', termine che mi fa pensare alle bobine di intercettazioni. Io ho preferito definirla 'versione moderna'. Già dalle definizioni, quindi, la questione è complessa.

Non penso si possa tradurre efficacemente un'opera se non si conosce bene l'autore e il contesto in cui è stata concepita; non solo questione di tecnica quindi, ma molto di più come dice la Schmidt. Trans ducere, come ha ricordato Maria Luisa, è una delle operazioni più importanti: Come Carlo, penso che il traduttore sia come l'interprete di musica: Purché chi suona sappia ricreare anche l'atmosfera in cui l'opera è stata concepita, altrimenti comunica impressioni erronee.

Oggi talvolta si suona Vivaldi senza tenere conto dei silenzi, della quiete in cui nascevano le sue opere e, nella concitazione di una esecuzione troppo moderna e veloce, si perdono gli spazi, i canali, i pavimenti in legno che talora con solo quattro note e due pause importanti come le note l'autore magicamente raffigura.

Volevo ringraziare tutti i traduttori. Senza il vostro preziosissimo lavoro non avrei potuto godere di storie bellissime.

Grazie a voi tutti, traduttori Riesco a leggere oltre all'italiano solo in portoghese. Oggi che sto leggendo un libro di un autore finlandese, ringrazio il suo traduttore, che mi permette di scoprire una storia che altrimenti mi sarebbe stata negata.

Visto che è impossibile capire tutte le lingue del mondo, un evviva ai traduttori! Cara Gaja, libero ognuno di vederla a modo suo. Io la lingua parlata la lascio al parlato e ci tengo a fondare il mio lavoro sulla tradizione scritta, non orale Lascerei stare altri discorsi che complicano inutilmente la faccenda: Parlo in modo solido, e' la mia abitudine, quando non scrivo cose mie.

Postato sabato, 27 dicembre alle Scusami, sono Sergio Sozi, non mia moglie: Piccola precisazione su chi e' al servizio di chi: Perche' ogni arte ha il suo linguaggio che la realta' quotidiana non possiede. E vedere opere fatte come la realta' e' semplicemnete deprimente, poiche' la realta' la vedo gia' davanti a me ogni giorno. Direi che tutti - scrittori, traduttori, lettori - sono al servizio della parola. Aggiungo solo che dopo un lungo travaglio ho deciso di procedere al mio aggiornamento del Bruno perché l'alternativa sarebbe stata l'oblio della commedia, già confinata a pochi studiosi che, dalle loro scranne, dichiarano superbamente: Pertanto, in certi casi, ritengo l'aggiornamento doveroso.

Quanto alla lingua scritta penso che stia a quella parlata come lo scheletro al corpo e in questa epoca malata di gigantismo generale i corpi si stanno gonfiando a dismisura di grassi inutili.

Sulla questione linguistica e sulla necessità di aggiornare alcune traduzione sono d'accordo con Gianmario e con Gaja. Vero è che, in alcuni casi, si esagera con il seguire le tendenze della lingua parlata, ma è altrettanto vero che la lingua parlata tende a "rinverdire" quella scritta. È evidente che una traduzione - di un qualunque testo - in latino non necessita di alcun aggiornamento. Non dimentichiamoci che gli stessi vocabolari sono soggetti a continue revisioni e ad aggiornamenti.

Basta confrontare un dizionario della lingua italiana dello stesso autore o dello stesso editore pubblicato negli anni Sessanta, con uno del Evviva le lingue vive!!! Caro Massi, permettimi di dissentire sulle lingue morte I capolavori rimangono, ma la nostra inesausta sete di domande si evolve: La nostra lingua giustamente si evolve mentre le traduzioni passate restano ferme. Spesso sono poetiche e bellissime, ma a volte necessitano di revisioni, specie se le conquiste della filologia, la scienza amorosa e agguerrita che a suon di codici e ricerche trova sempre qualcosa da rivedere, vanno avanti e addirittura propongono nuove interpretazioni per certi passi la cui traduzione si riteneva scontata.

Pensiamo alla Bibbia, ai ritrovamenti di versioni diverse da quelle canoniche, alle edizioni critiche di certi classici che ricevono nuova vita dai nuovi apporti. Il mondo antico si muove con noi. Perché siamo noi a guardarlo dal treno in corsa del presente e chissà?

Caro Sergio, torno ora dalla campagna.. Ho "ripescato" due libri dei tempi dell'università in cui seguivo le lezioni del mio prof. Intanto ho seguito da poco la conferenza di un pedagogista "anziano" il quale per quattro ore non faceva altro che dirci: Siete dei "maestri" e basta!

Più tardi scrivo qualcosa. Devo riprenderle in mano: Patrizia Cavalli scrive molte cose alla fine del libro in una "Nota del traduttore" e mi piace quello che ha scritto c'é una frase anche sulla "fatica mal ripagata".. Io e la collega di lettere volevamo l'edizione Einaudi e invece ci hanno mandato l'edizione Garzanti. Certo sono belle entrambi, ma gli alunni ci hanno chiesto come mai Puck Robin Goodfellow in Shakespeare si chiama "Il Demone".

Ma intanto eravamo seccatissime.. Non ci piece quel "Il Demone" per uno come Puck. Anche con te si parla bene. Ho letto i tuoi interventi e quelli di Gaja sullo stesso argomento: La realtà la vediamo sempre sotto i nostri occhi. E anche la "lingua parlata".

Forse non piace a quelli che la realtà non la amano particolarmente.

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